RASSEGNA STAMPA SU OPERAZIONE WILD CARD PDF Stampa E-mail

 

DAL QUOTIDIANO “IL MATTINO” IN EDICOLA GIOVEDI’ 24 MARZO.
SCOMMESSA PONTANO, MA SERVONO SPONSOR.
 
PRESENTATO IL PIANO PER IL RIPESCAGGIO NELLA A DI SVILUPPO.
di Stefano PRESTISIMONE.
 
Cresce il fermento-basket in città. Dopo la conferenza stampa dell'iniziativa di Salvatore Calise con sottoscrizione popolare e eventuale ripartenza dalla B, arriva anche la conferenza del Pontano che ha presentato nella sede del Tc Napoli il suo progetto di ripescaggio nella nuova A di sviluppo attraverso una wild card. Peccato che dietro le idee apprezzabili non ci siano al momento le risorse finanziarie, senza le quali non si fa naturalmente strada. La proposta del Pontano appare comunque sensata: è l’unico club napoletano che ha diritto di chiedere alla Fip il ripescaggio, partecipa a un campionato nazionale (C dilettanti), è in una città capoluogo che non ha il basket maschile di vertice, dispone di un impianto oltre i 2500 posti, ha il settore giovanile e non è negli ultimi due posti della classifica. Insomma ok tutti i requisiti richiesti dalla Federbasket. “Ci siamo lanciati in questa avventura ma non siamo certi che possa andare a buon fine - spiega il vicepresidente Sabino Rascio - speriamo solo che prima del 22 aprile, data finale della pre-iscrizione al campionato di sviluppo che costa 10mila euro, ci sia qualche imprenditore che raccoglie il nostro appello per riportare in alto il basket partenopeo”. “Senza le adeguate coperture economiche rinunceremo - prosegue il gm Raffaele Andreozzi - non ci saranno folli avventure: il campionato costa dai 600 agli 800mila euro. Nella graduatoria nazionale dovremmo essere tra i primi ad aver diritto al ripescaggio e ci sono 4 wild card a disposizione. Vogliamo chiederla alla Federbasket e metterla a disposizione della città. Ma tocca trovare le risorse e questo è il punto delicato. Nei nostri progetti c'è anche la volontà di creare una squadra e uno staff tutto napoletano”. Testimonial dell'operazione: l’ex campione della Virtus Bologna anni '70, John Fultz, che ha presentato il suo libro autobiografico “Mi chiamavano Kociss”.

 

 

 

Dal quotidiano “Roma” in edicola giovedì 24 marzo 2011.
IL PONTANO CI PROVA: “VOGLIAMO LA LEGA 3”.
 
IL CLUB PARTENOPEO POTREBBE CHIEDERE L’ISCRIZIONE AL CAMPIONATO DI SVILUPPO. RASCIO: “OPPORTUNITA’ PER LA CITTA’”.
di Gennaro CAPASSO.
 
“Un’occasione da non mancare”. A colmare il vuoto nel mondo della pallacanestro napoletana ci prova il Pontano. La società del vicepresidente Rascio e del colonnello Raffaele Andreozzi lancia la sua sfida. Lo ha fatto in una conferenza che si è tenuta ieri nei saloni del Tc Napoli. L’obiettivo è piuttosto semplice, almeno a parole, la partecipazione alla prossima Lega di sviluppo o Lega3 come è stata ribattezzata. L’opportunità arriva dal comunicato ufficiale del 24 gennaio nel quale la Fip ha reso noto le norme di ammissione al campionato di sviluppo per l’assegnazione delle 4 wild card. Lo staff dirigenziale del Pontano prova a cogliere dunque l’occasione che gli si presenta. “Un’occasione per noi e per la nostra città – precisa Sabino Rasciosappiamo che ci sono grandi perplessità dopo le grandi delusioni che abbiamo avuto dalla pallacanestro. Ma questa è un’opportunità da non lasciarsi scappare”. In soldoni, il Pontano mette sul piatto la possibilità di partecipare al campionato di sviluppo senza dover passare dall’acquisizione di un titolo. I requisiti primari sono quelli di aver partecipato ad un campionato nazionale nel 2010-2011 (il Pontano è in C dilettanti), la disponibilità di un impianto di almeno 2500 posti, non aver chiuso l’ultimo campionato nelle ultime due posizioni della classifica e che la sede della società sia ubicata in un capoluogo di regione e nello stesso non ci deve essere una squadra professionista. Insomma fino a qui, tutto bene. Il Pontano avrebbe i requisiti giusti per chiedere entro il 22 aprile la partecipazione
al campionato, in concorrenza ci sono Trieste (ora in A dilettanti), Firenze (B dilettanti), Torino (C dilettanti), Ancona (C dilettanti) ma tra le potenziali candidate ci sono anche Bari e Potenza. Ma le note positive finiscono qui. Il nodo da sciogliere è sempre lo stesso: quello economico. “Stiamo chiedendo aiuto a tutti – spiega Andreozzi – noi vogliamo cogliere quest’occasione e tendiamo la mano verso chi vuole riportare il basket a Napoli, sponsor ed imprenditori. Siamo anche disposti a fare un passo indietro, se è necessario”. La prossima lega di sviluppo sarà un campionato piuttosto dispendioso dal punto di vista economico (“dai 600 agli 800 mila euro”, spiega lo stesso Angelozzi) e lo staff societario del Pontano non ha al momento la forza necessaria: “Ma per citare Troisi, ricominciamo da tre – continua Andreozzi – da quello che abbiamo fatto in questi tanti anni di storia, dagli sponsor che già ci sono vicini e dalla nostra esperienza”. Difficile che si possa creare una sinergia con l’iniziativa di azionariato popolare proposta da Calise, la sensazione è che ognuno vada avanti per la sua strada. Dove va il basket napoletano, lo si può soltanto immaginare.
 
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Dal settimanale “Napolissimo” in edicola da martedì 29 marzo
NAPOLI VUOLE ANDARE A CANESTRO.
 
GRANDE PASSIONE E TANTI PROGETTI, FORSE TROPPI, PER IL RILANCIO DEL BASKET PARTENOPEO. IL PONTANO SOGNA LA LEGA3.
di Rino DAZZO.
 
In attesa d’ammirarlo sul parquet del PalaBarbuto o magari del Mario Argento, divenuto ormai un monumento all’indifferenza ed all’insensibilità partenopea verso gli altri sport, il basket a Napoli lo si fa soprattutto nelle conferenze stampa. Fioccano i progetti di rilancio della pallacanestro made in Naples. Il Pontano punta all’ammissione in lega tre, la nuova serie di sviluppo varata dalla Federbasket per rilanciare i vivai e le grandi piazze.
RICOMINCIO DA 3. “Vogliamo partecipare al 3° campionato nazionale”, dice Sabino Rascio, vicepresidente del Pontano, 23 anni di storia passati a costruire una lenta, ma inarrestabile ascesa nelle categorie minori. “I requisiti, caso strano, sembrano fatti apposta per favorire la nostra partecipazione”. Il termine ultimo per la presentazione della domanda è fissato per il 22 aprile. “Chiedo a tutti i napoletani che hanno a cuore la palla a spicchi di supportarci, altrimenti vorrebbe dire che la città si sarà lasciata sfuggire un’altra occasione d’oro. In presenza di un imprenditore facoltoso, saremmo anche disposti a farci da parte visto che i soldi per affrontare dignitosamente la categoria (circa 800mila euro, ndr) al momento non li abbiamo. Il general manager Raffaele Andreozzi rincara la dose. “Noi ricominciamo da 3, gli altri da zero. Nessuno, però, si deve illudere che può farcela da solo”. Meglio unire le forze, insomma: “il nostro progetto è chiaro: squadra tutta napoletana, fiducia nel settore giovanile, sponsor che ci affiancheranno anche in futuro. Se qualcuno vuole sostenerci, ben venga. La porta è aperta”.
 
 
FUCILE: “VICINO A TUTTI, MA NON SCENDO IN CAMPO”.
 
“Tutte le iniziative volte al rilancio del basket a Napoli sono lodevoli e degne d’attenzione. Da parte mia, posso assicurare vicinanza e sostegno sia a titolo personale che da presidente del Comitato Regionale della Federbasket. Stavolta, però, non scendo in campo. L’ho fatto due volte in passato, con Papalia e Cirillo ed il primo a rimanere scottato sono stato io”. Manfredo Fucile guarda con interesse sia al progetto Pontano che a quello dell’Azionariato Popolare.
 

 

 

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