21 maggio, LA FINALE DI COPPA ITALIA ANALIZZATA DA 91° MINUTO PDF Stampa E-mail

Canta Napoli!!! Dopo circa 22 anni un nuovo successo per il club azzurro. “Siamo contenti, felici per questo successo ottenuto – ha commentato a caldo EDINSON CAVANI nella mix zone dello stadio Olimpico – In un anno in cui tanti pensavano fosse negativo abbiamo disputato 3 competizioni, dando il massimo e facendo parlare al mondo intero di questa squadra che non mollava mai. Così abbiamo fatto anche in questa partita. Un trionfo sentito come l’ultima Coppa America che è stato un’affermazione del gruppo”. “Difficile da raccontare le emozioni provate – rivela GIANLUCA MONTI (La Gazzetta dello Sport) a 91 MINUTO – Quando si lavora si cerca di isolarsi dal contesto, ma è stato molto difficile. La fotografia che mi porto dietro è l’incredibile folla di tifosi partenopei, festanti, che di notte tornavano a casa, in una città già euforica. Sul primo gol di Cavani sembrava d’essere a Piedigrotta e non nella capitale”. “Per altri impegni non ero fisicamente nella capitale, ma c’ero con il cuore – svela il giornalista PAOLO D’AMATO (Napoli Calcio Lifee) – E’ stato un successo che corona una buon’annata. In passato le formazioni che giocavano la Champions, poi lottavano per non retrocedere in campionato, invece, così non è stato per gli azzurri che ricordiamo sono stati eliminati dal Chelsea nella coppa europea. Ieri, poi, una serata commovente. Queste le mie pagelle: al team do un 10, commovente, De Sanctis 8, Campagnaro 7, Cannavaro 7, Aronica 7, Maggio 7, Inler 7, Dzemaili 7, Zuniga 7, Hamsik 8, Cavani 8, Lavezzi 8, Pandev 7,5, Mazzarri 9, De Laurentiis 10”. “Finalmente abbiamo potuto rivivere una bella serata – esclama il direttore news di Radio Club 91 ROBERTO ESSEOra s’è chiuso un primo ciclo per questa società che, finora, non aveva mai vinto nessun trofeo ufficiale. Tanti sottostimano questa competizione, ma per me è importante. Anche la SuperCoppa italiana del 1990 non fu accolta con il clamore del trionfo di ieri. Le emozioni sono arrivate grazie ai 3 tenori. Il team è stato cinico, spietato contro una Juventus motivata. Spero che il risultato di ieri sia un punto di partenza perché la squadra ha dimostrato di saper vincere”. I tifosi ora sognano il tricolore. “E’ chiaro che tutti vogliono lo scudetto, ma – avverte ESSE – il discorso è lungo, complesso, difficile. La coppa Italia sono 5 partite, la serie A ben 38. Bisogna restare in forma, concentrati a lungo. Si tratta di due percorsi completamente diversi”. Sollecitato da Lucia Maglitto, D’Amato ha fornito alcune motivazioni: “De Sanctis ha fatto una parata d’istinto. Sono nel suo bagaglio, ma ieri non ha fatto solo quest’intervento. E’ uno dei leader dello spogliatoio azzurro. La difesa è andata bene. Quagliarella meritava l’espulsione anche se c’è stata l’istigazione, la provocazione furba di Aronica”. “Nelle scorse settimane – ricorda ESSE – mi sembrava Garella, invece, ieri il portiere è stato bello, determinato – dice – Meriti a lui per un paio di parate degne del suo nome”. Cannavaro più deciso, determinato nelle relazioni con gli arbitri. “S’è sempre contraddistinto per la professionalità, ma gli manca un po’ di personalità – dice D’AMATO – In questo particolare è carente rispetto al fratello Fabio che sapeva trascinare il gruppo, esserne un vero leader. Se crescerà su questo piano potrà essere un giocatore modello”. La Juventus recrimina per qualche errore dell’arbitro Brighi.“C’è stato qualche errore – conferma MONTI – I bianconeri hanno ragione di lamentarsi per un possibile rigore non assegnato. Il fischietto romagnolo ha tenuto lo stesso metro con entrambe le squadre e, quindi, non ha inciso sull’esito della gara. Il Napoli ha meritato e può essere l’apertura di un ciclo”. “C’è stata qualche ammonizione di troppo verso i partenopei, ma – sottolinea ESSE – anche un rigore non dato ai bianconeri. Il fischietto è stato mediocre come sempre. Mi ha colpito la telecronaca non sempre imparziale dei giornalisti Rai. Meno male che, a bordo campo, c’era Varriale, cui è toccata una doccia gioiosa come fu a Galeazzi in occasione dello scudetto del 1987”. Tutte le facce della festa partenopea. Le lacrime di Lavezzi, la gioia di Cavani, Mazzarri, De Laurentiis. “Sono lacrime di una tensione sciolta – commenta MONTI – E’ uno sfogo sconosciuto ai partenopei, ma è conseguenza della tensione. Il Pocho ha dato tutto fino a quando ha avuto energie. E’ stato lui a conquistare il rigore. Ha cercato anche la soddisfazione personale per sciogliere la tensione accumulata. Non è stata la sua migliore prestazione, ma quello scatto è stato importante, ha ripagato i tifosi delle delusioni degli ultimi 22 anni”. Mazzarri resterà a Napoli?“Bisogna prendere in considerazione l’ipotesi dell’addio dell’allenatore – spiega – Quando si incontrerà con il presidente per discutere del futuro, può accadere di tutto. Il tecnico è ambizioso, vuole vincere, mira forse allo scudetto o ad un trionfo europeo. Per farlo occorre rinforzare ulteriormente la rosa. Se Lavezzi partirà i soldi ricavati dovranno essere investiti”. “Ha condotto la squadra in maniera esemplare in questi 3 anni – aggiunge D’AMATO – Spero possa restare a lunga”

 

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