23 luglio 2020, Sassuolo, un bel gioco per crescere PDF Stampa E-mail

 Una manovra bella, lineare, spumeggiante, incisiva sta permettendo al Sassuolo una stagione molto positiva. L’obiettivo iniziale d’essere tra le prime 10 della classifica (migliorando l’8° posto dello scorso anno) è stato ampiamente raggiunto ed in corsa s’è tentato di centrare la qualificazione all’Europa League (già disputata nel 2016/17 con Eusebio Di Francesco in panchina), ma il Milan e la Roma hanno avuto qualcosa in più, ma questo nulla toglie ai meriti di Roberto De Zerbi che si sta confermando come un allenatore giovane, interessante, con prospettive importanti (contratto prolungato sino al 2021). Le sue squadre giocano bene, con personalità, attaccando con velocità, sfruttando gli spazi, la profondità grazie a verticalizzazioni precise e ficcanti. Ad un’alta percentuale di possesso di palla s’abbina la qualità dello stesso eseguito da tutti i calciatori (compresi i difensori centrali che sono i primi costruttori dell’azione) anche se sono centrocampisti ed attaccanti ad avere più tecnica ed a concretizzare le occasioni. In doppia cifra il tridente titolare guidato da Francesco Caputo che ha segnato 19 reti, 3 in più rispetto allo scorso campionato con l’Empoli. Nelle categorie inferiori ha sempre segnato tanto, ma è approdato tardi in A (compirà 33 anni il prossimo 6 agosto). Proprio la carta d’identità non gli dà numerose chance d’essere uomo mercato così come il compagno Jeremie Boga che è un esterno offensivo di piede destro, ma capace di agire su entrambe le fasce da dove piace accentrarsi, saltare l’avversario servire assist o sfoderare un gran tiro (11 gol). Veloce, dotato di un buon dribbling, sta emergendo come uno dei migliori giovani del torneo, ma è poco considerato dalla nazionale ivoriana (unica presenza nel 2017) che, in questo periodo, non dispone di molti campioni. Completa la linea Domenico Berardi che, della maglia neroverde, ha fatto una seconda pelle ed un giorno potrebbe esserne il capitano. Nel frattempo con il suo movimento libera spazi per i compagni e migliora il suo score realizzativo (13). Dopo due stagioni non proprio esaltanti s’è ripreso tornando ai livelli che lo hanno portato sul taccuino di diversi club. La prima alternativa doveva essere il poliedrico francese Gregoire Defrel, ma prima una distorsione alla caviglia (a fine novembre) e poi un infortunio al bicipite femorale lo hanno tenuto fuori dalle scelte per 12 gare. In virtù della matematica salvezza ottenuta il sodalizio modenese ha dovuto riscattarlo dalla Roma che incasserà ben 9 milioni di euro, non pochi considerando il rendimento. La sua assenza ha liberato spazio per l’ivoriano (28 presenze condite da 3 gol, 1 assist) Hamed Junior Traorè (esterno veloce, interessante, di personalità, ma ancora discontinuo), per lo slovacco (1 rete, 1 assist in 343’) Lukas Haraslin (classe 1996, da gennaio in prestito con obbligo di riscatto dal Lechia Danzica) e per il prodotto del vivaio Giacomo Raspadori (classe 2000, a segno all’Olimpico contro la Lazio) che può giostrare sia da prima sia da seconda punta. Sulla trequarti opera il serbo Filip Djuricic (considerato un fenomeno da ragazzo, non è mai sbocciato pienamente) che, essendo stato al Benevento con l’attuale mister, conosce bene le mansioni di questo ruolo: far ripartire l’azione, essere d’appoggio per i compagni (5 assist e 5 gol), specialmente per i due centrocampisti che devono garantire quantità e la prima impostazione. Mansioni che svolge alla grande Manuel Locatelli che, in questo campionato, è cresciuto tanto: riceve palla dai difensori e la serve al rifinitore garantendo pulizia, tecnica, comprensione dei movimenti. Ha imparato a muoversi senza la sfera per riceverla libero rendendo vano il pressing avversario. Un centrocampista completo che, superata la fase d’appannamento post exploit giovanissimo al Milan, è pronto per tornare in una big e gli estimatori non mancano (Juventus in prima fila). Al suo fianco sono stati ruotati il marocchino Mehdi Bourabia (buona la sua condizione fisica nelle partite post covid, ma è stato troppo irruento beccando 4 ammonizioni ed un espulsione), capitan Francesco Magnanelli, l’equatoguineano Pedro Obiang (ex West Ham, Sampdoria). In questa fase particolare del torneo il turn over è stato molto adottato da Roberto De Zerbi che, in difesa, ha spesso avuto le scelte condizionate dagli infortuni che hanno colpito diversi elementi: Filippo Romagna (fermo per la rottura del tendine rotuleo sinistra rimediata contro il Brescia il 9 marzo), il rumeno Vlad Chiriches (ha saltato 18 partite per un problema al bicipite femorale patito con la nazionale rumena), il brasiliano Marlon Santos da Silva Barbosa (lesione al bicipite femorale della coscia sinistra a fine dicembre), il tedesco Jeremy Toljian (lesione all’adduttore sinistro). Quest’ultimo (più bravo in fase offensiva che di copertura) s’è alternato sulla destra con il turco Mert Muldur (dotato di grande struttura fisica, buona progressione essendo un’attaccante trasformato in terzino) che è stato impiegato soprattutto nella fase post lockdown (in rete contro Fiorentina e Lecce). A sinistra il greco Georgios Kyriakopoulos s’è fatto spesso preferire al brasiliano Rogerio Oliveira da Silva (partecipa spesso all’azione offensiva) meritandosi il riscatto. Al centro spazio abbastanza simile per Federico Peluso, Gian Marco Ferrari e Romagna. Le rotazioni non hanno garantito quell’amalgama, quella sintonia che serve per concedere poco ai rivali che hanno segnato ben 60 reti (sia su azione sia su palla inattiva). E’ un aspetto sul quale il tecnico dovrà lavorare in vista della nuova stagione in cui i pali saranno difesi sempre da Andrea Consigli che, smaltito l’infortunio muscolare di dicembre, è stato il titolare indiscusso. Solo in due occasioni (contro la Fiorentina ed il Cagliari) ha lasciato il posto a Gianluca Pegolo (classe 1981) che è un dodicesimo di sicuro affidamento cui la società ha prolungato il contratto. E’ uno dei veterani del Sassuolo che, in questo campionato, s’è tolto lo sfizio di strappare 3 punti alla Roma (4–2) ed alla Lazio (1–2) ,2 alla Juventus (2–2 e 3–3), 1 all’Inter (3–3).

 

Valid XHTML and CSS.