20 luglio 2020, Parma appagato dai 40 punti PDF Stampa E-mail

 La salvezza del Parma non è mai stata realmente in discussione, anche se la matematica certezza non è ancora arrivata e, raggiunta la fatidica soglia dei 40 punti (con il successo contro il Genoa del 23° turno), la squadra si è troppo rilassata inanellando una striscia di 6 sconfitte consecutive interrotta solo dal pari di Bologna. La rimonta subita contro la Sampdoria ha scatenato la reazione decisa del direttore sportivo Daniele Faggiano e di mister Roberto D’Aversa che sono particolarmente delusi dal rendimento del gruppo che ha un valore superiore a quello mostrato. Una rosa con una precisa identità di gioco frutto del lavoro, poco reclamizzato, dell’allenatore che ha idee chiare, concetti solidi e sfrutta bene le caratteristiche dei giocatori a sua disposizione: fisicità, tecnica, qualità e velocità. La fase difensiva è spesso preparata sui pregi degli avversari cui sono concessi pochi varchi. Ogni calciatore sa cosa fare e, soprattutto, difensori e centrocampisti sono pronti ad intercettare il pallone per poi innescare, in verticale, le punte che attaccano gli spazi e sono accompagnate da alcuni compagni così da avere più soluzioni (8 gol siglati in contropiede). Una precisa identità che è mantenuta anche nei momenti di difficoltà di una partita quando il team dà l’impressione di essere sempre dentro il match, sicuro dei propri mezzi. Un segno di grande maturità, solidità che è ottimo per il futuro quando, con meno infortuni, potrebbe provare a dare l’assalto all’Europa League. Come riconosciuto anche dal mister oggi ci sono compagini più attrezzate per quel traguardo. In questa stagione i ducali si sono tolti lo sfizio di fare più strada in Coppa Italia (eliminati agli ottavi dalla Roma) e di togliere qualche punto alle big (1 all’Inter, 3 alla Roma). Tutto questo senza poter contare, per gare partite, su Roberto Inglese che, dopo averne saltate 9 nel girone d’andata per problemi alla caviglia, né ha perse altre 11 (da gennaio) per una lesione di alto grado ai flessori della coscia destra (operato in Finlandia). E’ rientrato contro il Bologna (il 12 luglio), ma ha circa 40’ d’autonomia. La sua assenza ha spinto la dirigenza ad intervenire sul mercato tesserando Gianluca Caprari (capace di giocare sia sulle fasce sia tra le linee) che, però, non ha convinto. Spesso poco freddo nei momenti cruciali delle sfide, è stato impiegato saltuariamente (308’ in 8 presenze). Gli è stato spesso preferito Andreas Cornelius che è una prima punta d’area, ma anche di manovra (3 assist). Partecipa alla fase di non possesso, ma soprattutto ha timbrato spesso il cartellino (11 reti). I 7 milioni spesi per tesserarlo sono stati un ottimo investimento ed il finlandese è finito sul taccuino di qualche sodalizio della Premier League (ha il fisico per questo campionato). Importante anche l’apporto (7 gol e 7 assist) di Dejan Kulusevski che abbina tecnica, potenza, personalità e forza. Schierato prevalentemente da esterno, lo svedese ha agito, saltuariamente, anche da trequartista e da mezzala (suo ruolo preferito). Annata complicata, invece, per Gervais Lombe Yao KouassiGervinho” (7 reti, 4 assist) che, dopo il mancato passaggio ad un club arabo, ha fatto un po’ di capricci (assenze ripetute ed ingiustificate agli allenamenti) che hanno spinto la dirigenza ha metterlo fuori rosa sino a quando ha capito l’errore commesso. Il suo futuro sembra, comunque, lontano dall’Emilia (c’è l’interessamento del Benevento). Ci saranno, quindi, volti nuovi in questo reparto dato che Luca Siligardi (231’) e Mattia Sprocati (655’) non sono pronti mentre Yann Karamok è stato alterno nel rendimento (1 gol ed 1 assist). Un innesto importante è stato, invece, fatto a gennaio per la mediana: Jasmin Kurtic. Specialista negli inserimenti offensivi, ha un buon tiro da fuori (come Juraj Kucka), sa giocare in verticale. Garantisce qualità ed ulteriore fisicità ad una linea interessante, con elementi duttili come il brasiliano Hernani Azevedo Junior (mezzala e mediano centrale), Kucka (6 reti e per 3 assist per la mezzala slovacca) ed altri più specializzati. Antonino Barillà è il classico mediano di fatica, lotta, corsa, quantità. Matteo Scozzarella è lo schermo davanti alla difesa e l’uomo preposto alla prima impostazione. Gaston Brugman è la sua alternativa e sta sfruttando le opportunità avute. Alberto Grassi è la mezzala di corsa, grinta, inserimenti. Alle loro spalle c’è la difesa che, salvo rarissime eccezioni, è composta da 4 uomini con Matteo Darmian, Bruno Alves, Simone Iacoponi e Riccardo Gagliolo che sono i titolarissimi. Giuseppe Pezzella, Vincent Laurini ed il giovane Kastriot Dermaku sono le prime alternative. Buonissima, infine, la stagione di Luigi Sepe che è stato protagonista di diversi interventi significativi. Contro l’Udinese (il 26 gennaio) ha rimediato una lesione completa del tendine adduttore lungo della coscia sinistra che lo ha tenuto fermo per quasi tre mesi. La sospensione del campionato per l’emergenza covid 19 gli ha fatto saltare meno incontri (3) del previsto. Al suo posto è stato schierato il vice Simone Colombi che è stato ritenuto più funzionale in quanto conosce bene il gioco della squadra rispetto a Ionit Radu che è stato tesserato per sicurezza. Ha lasciato Genoa per non fare la riserva di Perin, ma in gialloblù gli è toccata la stessa sorte. 

 

Valid XHTML and CSS.