17 luglio 2020, L'Udinese segna e subisce poco PDF Stampa E-mail

 La tradizione dell’Udinese è cercare e scovare giovani poco conosciuti, farli crescerli, valorizzarli per poi rivenderli al miglior offerente nel mercato globale. Molti sono i nomi illustri che hanno compiuto questo percorso, ma rari sono gli allenatori ed in questa cerchia ristretta merita di essere inserito Luca Gotti che sta compiendo un capolavoro in questa stagione. Promosso per un interim che doveva essere breve, si è guadagnato sul campo il prosieguo del campionato (finora 26 punti in 23 partite). Mantenendo l’identità tattica impostata dal predecessore Igor Tudor (10 lunghezze in 10 gare), ha dato maggiore convinzione al gruppo che non molla mai, lotta sino alla fine e concretizzando poco (con 31 reti è il 3° peggior attacco del torneo) le occasioni create si concentra tanto sulla fase di non possesso (10 difesa della serie A) in cui le maglie sono molto strette, compatte. Opera in maniera ordinata ed abbastanza di attesa per poi ripartire in velocità sfruttando la fantasia, l’estro, il talento di Rodrigo De Paul (6 gol, 4 assist) che, nato attaccante esterno, è diventato (anche grazie alle dritte del mister) una mezzala totale, ovvero, rincorre gli avversari come un mediano, costruisce come un regista, si inserisce con improvvise accelerazioni e tira da fuori area come un incursore moderno. E’ sempre nel vivo del gioco ed il suo valore sta crescendo ulteriormente. Non meno di 35 milioni di euro (rifiutati 33 la scorsa estate dall’Inter) bisogna versare ai Pozzo che sono una “bottega cara” ed in vetrina hanno anche Juan Musso che “tante castagne dal fuoco” ha tolto in quest’annata. La sfortuna ha tolto dalla lista dei gioielli Rolando Mandragora che, causa la rottura del legamento crociato anteriore ed il menisco esterno del ginocchio destro (rimediata contro il Torino) dovrà stare fermo per numerosi mesi e la sua posizione contrattuale con la Juventus sarà decisa prossimamente. Il suo infortunio ha penalizzato la squadra, ma il tecnico ha saputo ottenere qualcosa in più da tutti gli altri e mantenere così sempre a debita distanza la zona retrocessione. Il valore della rosa è superiore allo score in campionato che è stato penalizzato dalle difficoltà avute con Tudor che ha meno esperienza di Gotti che è stato per ben 8 anni vice di Roberto Donadoni (Cagliari, Bologna, Parma) e, recentemente, ha collaborato con Maurizio Sarri al Chelsea. Da loro ha appreso le nozioni che sta impartendo ai suoi ragazzi che attuano un 3–5–2 molto organizzato con due quinti come Jens Striger Larsen e Ken Sema che hanno facilità di corsa e corrono sulla fascia facendo serenamente le due fasi. In mediana, in cabina di regia, si alternano Mato Jajalo e Walace (campione olimpico a Rio 2016) che si adatta anche da mezzala dando così fiato a Seko Fofana che, un paio di stagioni fa, sembrava pronto al salto in un grande club, ma l’offerta giusta non è arrivata ed il suo rendimento è calato (2 gol, 7 assist). Stesso dicasi per Samir Caetano de Souza Santos che, nato difensore centrale, si sta ben disimpegnando come braccetto di sinistra ed all’occorrenza anche come esterno mancino. La linea difensiva è completata da Rodrigo Becao, Sebastian De Maio, Bram Nuytink, William Ekong. Gerarchie abbastanza chiare in avanti dove la coppia titolare è composta da Kevin Lasagna e Stefano Okaka Chuka. Pur essendo alto, forte fisicamente, il primo è veloce, bravo nel trovare il varco nella zona debole della difesa avversaria e nel tagliare in mezzo al reparto rivale (10 reti). Può giocare sia da prima sia da seconda punta e questo lo rende compatibile con l’ex Roma e Watford che è poco prolifico (6 gol finora, mai in doppia cifra in Italia), ma utile perché sa aprire gli spazi, proteggere la palla, difendere. E’ un attaccante che unisce strapotere fisico alla giocata ed alla tecnica. E’, invece, un classico centravanti Ilija Nestorosvki che è forte di testa, ma non vede tantissimo la porta (2 reti) ed in una compagine che deve salvarsi è un handicap. Lo è anche per Lukasz Teodorczyk che è l’ultimissima (soli 273’ giocati) scelta dell’allenatore e, comunque, quando è stato impiegato non ha brillato. Sono aspetti che saranno approfonditi ad agosto quando sarà allestita la nuova rosa.

 

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