| L'ULTIMA FINALE E L'ALBO D'ORO |
|
|
|
|
La Spagna è campione d’Europa. La freschezza, la gioventù, il talento degli iberici più forte della tradizione, della continuità, dell’esperienza della Germania superata 1–0 nell’inedita finale dell’Hapoel di Vienna. Decide Torres, per un successo meritato al di la dell’esiguo scarto. Maggiori e migliori le opportunità delle furie rosse rispetto ai teutonici che partono meglio. Buona la prova di Rosetti. Quando il gioco è diventato più maschio ha dispensato un paio di cartellini gialli ai capitani per far capire che quell’animosità non era tollerata, in altri casi ha preferito parlare con i giocatori ammonendo solo quando necessario. Nessun dubbio sulla validità della rete spagnola dato che sul passaggio di Xavi, Torres è in posizione regolare. E’ in off side sulla palla servita al compagno. E’ ininfluente la leggera trattenuta subita da Lahm nella stessa azione.
IL TABELLINO:
SPAGNA, 4–5–1: Casillas; Ramos, Pujol, Marchena, Capdevila; Iniesta, Senna, Xavi, Fabregas (63° Alonso), Silva (66° Cazorla); Torres (78° Guiza). Ct: Aragones.
GERMANIA, 4–5–1: Lehmann; Friederich, Mertsacker, Metzelder, Lahm (46° Jansen); Schwiesteiger, Ballack, Frings, Hitzszelperger (58° Kuranyi), Podolsky; Klose (78° Gomez). Ct. Low.
Arbitro: Rosetti.
Ammoniti: Casillas e Torres (Spagna), Kuranyi e Ballack (Germania).
ALBO D’ORO.
CLASSIFICA VINCITORI
CLASSIFICA MARCATORI NELLA STORIA.
|


