| 8 novembre, IL GIORNO DELLE SENTENZE NAPOLETANE |
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IL MOGGI SHOW: ATTACCHI AL MILAN:
PARLA A RADIO KISS KISS E SPORT ITALIA.
A caldo ha preferito lasciar parlare gli avvocati, diverse ore dopo Luciano Moggi s’è scatenato rilasciando diversi commenti. Ha iniziato, nel primo pomeriggio, a Radio Kiss Kiss: “Cosa ho pensato appena ascoltata la sentenza? Davvero non me l’aspettavo, dopo tutto quello che avevo creato in fase di difesa. Di sicuro faremo ricorso in appello: ci sono delle incongruenze clamorose, ad esempio nella partita contro l’Udinese sono stati assolti tutti tranne il sottoscritto. Sono deluso, anzi molto di più. Mi auguro che la scritta: la legge è uguale per tutti sia una scritta vera, perché l’ordinanza era già scritta”.
Sul comunicato diramato dalla Juventus, ha aggiunto: “Non l’ho letto. Si è chiamata fuori dalla vicenda? Ciò mi sembra un po’ assurdo dato che io lavoravo per loro ed a scendere in campo nelle gare incriminate erano i giocatori. Comunque la società era sulle scatole a tanti ed è stata colpita nel momento che era più vulnerabile, ovvero, dopo la scomparsa degli Agnelli ed i primi mesi dei loro eredi”.
In tarda serata, poi, è intervenuto telefonicamente a Solo Calcio (su Sport Italia). “Dopo le 2 ricusazioni non abbiamo tenuto conto che la corte non era tranquilla, che ci sia stata un’inferiorità numerica al suo interno. Sembra ci sia stato anche un alterco durante la camera di consiglio. Comunque questo è solo il primo tempo di un match che ne prevede 3. Non è stato considerato il dibattimento durante il quale tutti i teste erano a nostro favore ed abbiamo rinunciato anche ad uno. Noi non cerchiamo i colpevoli, ma vogliamo dimostrare che non ho commesso quei fatti”.
Poi ha analizzato nello specifico la delibera. “Sono stati tolti 8 incontri, quindi, ci sono margini per rimediare. Dovranno chiarire cosa c’entro con Chievo–Fiorentina ed un altro dove hanno assolto sia l’arbitro sia i guardalinee. Ora analizzeremo i casi di frode rimasti. Nel caso di Udinese–Brescia sono accusato in conseguenza di un commento di Giraudo sulla gazzarra che ci fu in campo. Dattilo ammonì 3 giocatori che non erano diffidati e, quindi, furono regolarmente disponibili per il confronto seguente con la Vecchia Signora”.
Infine ha sollevato alcuni importanti dubbi. “L’accusa sostiene che avevo rapporti con i designatori, ma nel novembre 2004 prima di Inter–Juventus era Carraro a telefonare a Bergamo per ricordagli che a breve c’era l’elezione del massimo dirigente della Lega. Era un modo per fargli capire che non bisognava favorire i bianconeri. Il designatore parlò, poi, con Rodomonti che non ha espulso Toldo per l’entrata su Zalayeta. Un errore che ammise successivamente. Come fa allora ad essere un nostro sodale. Sempre lui ricordo che fu contattato da Meani per richiamargli alla mente che i piemontesi stavano cercando di far ridurre la squalifica ad Ibrahimovic. Sono ritenuti nostri amici anche Bertini e Pieri, ma i fatti spingono nella direzione opposta. In occasione di Atalanta–Milan, il primo sforò i 3’ di recupero concessi e fischiò la fine delle ostilità solo dopo la rete del vantaggio rossonero. Il secondo non concesse un rigore nettissimo al Parma che perse il confronto con il Diavolo”.
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INSERITO MARTEDI' 8 NOVEMBRE.
LA SENTENZA
Poco dopo le ore 20, come preannunciato in mattinata, la 9a sezione del tribunale di Napoli ha emesso la sentenza del processo a Calciopoli.
Luciano Moggi 5 anni e 4 mesi; Paolo Bergamo 3 anni e otto mesi; Innocenzo Mazzini 2 anni e 2 mesi; Pierluigi Pairetto 1 anno e 11 mesi; Massimo De Santis 1 anno e 11 mesi; Salvatore Racalbuto 1 anno e 8 mesi; Pasquale Foti 1 anno e 6 mesi e 30mila euro di multa; Paolo Bertini 1 anno e 5 mesi; Antonio Dattilo 1 anno e 5 mesi; Andrea Della Valle 1 anno e 3 mesi e 25 mila euro di multa; Diego Della Valle 1 anno e 3 mesi e 25 mila euro di multa; Claudio Lotito 1 anno e 3 mesi e 25 mila euro di multa; Leonardo Meani 1 anno e 20mila euro di multa; Claudio Puglisi 1 anno e 20 mila euro di multa; Stefano Titomanlio 1 anno e 20 euro di multa. A tutti, come pena accessoria, è stato decretato il divieto di accedere ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive, anche quelli dove si accettano scommesse autorizzate o dipendono giochi d'azzardo autorizzati. Il Tribunale ha anche disposto l'interdizione dagli uffici direttivi delle società sportive per la durata di tre anni. I divieti tuttavia non sono esecutivi in quanto l'impugnazione ne sospende l'applicazione.
Per Moggi è stata dichiarata l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Per Bergamo, invece, solo per 5 anni. A raffica, i tanti giornalisti presenti hanno intervistato gli imputati o i legali.
MASSIMO DE SANCTIS. “gli inquirenti hanno creato l’accusa usando solo le telefonate a sostegno della loro tesi e non hanno portato in aula quelle favorevoli agli imputati. Noi le abbiamo trovate ed esposte. E’ stato uno dei processi più difficili in cui se ne sono viste di tutti i colori, un giudice ricusato ed accusato, e ne abbiamo fatto le spese noi. Un processo da riscrivere in appello perché c’è stato un corto circuito della giustizia. Ho capito cosa significa la giustizia in Italia. Questa è malagiustizia. Mi auguro che i giudici abbiano la coscienza a posto e che non si debbano trovare nella mia posizione odierna. Continuerò a combattere. Sono convinto che le prove si costruiscono nel dibattimento. Le uniche formate portano all’innocenza, ma purtroppo non è servito a nulla”.
JUVENTUS. Ecco la nota diffusa sul proprio sito ufficiale: “La sentenza odierna afferma la totale estraneità ai fatti contestati di Juventus, che presso il tribunale di Napoli era citata in giudizio come responsabile civile a titolo di responsabilità oggettiva ai sensi dell’articolo 2049 c.c. Tale decisione, assunta all’esito di un dibattimento approfondito e all’analisi di tutte le prove, stride con la realtà di una giustizia sportiva sommaria dalla quale Juventus è stata l’unica società gravemente colpita e l'unica a dover pagare con due titoli sottratti, dopo aver conseguito le vittorie sul campo, con una retrocessione e con relativi ingenti danni. Juventus proseguirà nelle sue battaglie legittime per ripristinare la parità di trattamento”.
ANGELO FABIANI (ex direttore sportivo Messina): “Ero considerato il promotore ell’associazione per delinquere, possessore di 5 sim svizzere, invece, sono stato assolto perché il fatto non sussiste. Sono contento per me, ma dispiaciuto per altri che avevano capi d’imputazione simili al mio ed, invece, sono stati condannati. In primis Moggi che, secondo me, è un dirigente valido ed il calcio ha ancora bisogno di lui. Io gli sono vicino al contrario di troppe persone che lo hanno allontanato pur avendo ricevuto del bene da lui”.
PAOLO BERGAMO. “La sentenza non è soddisfacente, ma va accettata in quanto tale. Durante il dibattimento ero convinto di aver indebolito la tesi accusatoria. Le nuove intercettazioni sono state usate male. Noi le abbiamo conosciute soltanto quando sono state enunciate in aula dalla difesa di Moggi. Comunque non aveva importanza la presenza d’altre telefonate”.
MAURILIO PRIORESCHI (Legale di Moggi): “E’ difficile commentare la sentenza senza conoscere il ragionamento che l’ha generata. Il collegio è un organo collegiale e non sapremo mai come ha deliberato. In un processo obbligatorio è portare tutti gli elementi proditti dall’indagine preliminare sia a favore sia contro gli imputati. Come i pm aveva usato solo le prime, quelle divulgate nel 2006, noi ne abbiamo trovate altre, usate tardivamente anche dalla giustizia sportiva. Ora vedremo la valutazione datagli dalla giustizia ordinaria. Oggi non sono in grado di dirlo non avendo letto le motivazioni della sentenza. Noi sicuramente faremo appello e crediamo si possa ristabilire la verità”.
ANDREA e DIEGO DELLA VALLE. “Siamo molto amareggiati anche se non troppo sorpresi, è una sentenza ingiusta contro cui faremo immediatamente ricorso, con la ferma determinazione di far valere i nostri diritti in tutti i gradi di giudizio”.
MICHELE GENTILE (legale di Lotito): “La notizia l’abbiamo presa male. Pensavamo di aver chiarito meglio le situazioni del Processo. Aspettiamo di leggere le motivazioni. Ha tenuto l’impianto accusatori dei Pm, è quello che ha meravigliato un po’ tutti. Siamo sorpresi. Lotito è stato condannato per frode sportiva in merito alle partite Lazio-Parma e Chievo-Lazio. Carraro è stato assolto, gli arbitri anche, quindi non capisco come si fa a sostenere che abbia alterato quelle partite con l’aiuto di Carraro. I processi di secondo grado ci sono perché i giudici sbagliano, speriamo abbiamo sbagliato anche sta volta. Faremo un nuovo processo in appello”. MARTEDI’ 8 NOVEMBRE 2011.
CALCIOPOLI, IN MATTINATA TERMINATA L’ULTIMA UDIENZA.
IL LEGALE DI MOGGI CONTESTA L’IMPIANTO ACCUSATORIO.
E’ terminata intorno alle 12 l’ultima udienza del processo napoletano Calciopoli. A quell’ora il collegio giudicante s’è riunito in camera di consiglio per emettere la sentenza. In aula sono stati presenti tutti gli imputati tranne l’ex designatore Pairetto. L’ultima arringa è stata del legale di Moggi. “Quella con rito abbreviato nei confronti di Giraudo è una sentenza preistorica – attacca l’avvocato Paolo Trofino – E’ immaginato un mondo perfetto, ma quello del calcio non lo è e per molte storie che non riguardano il mio assistito che non era un diavolo in un settore di angeli. E’ stato individuato in lui il capro espiatorio, il terminale di tutte le nefandezze da parte di un calcio che voleva lavarsi la coscienza. Moggi ha sopportato per 6 lunghi anni una gogna mediatica. Non chiediamo una semplice assoluzione ma una sentenza risarcitoria”. Ha, poi, attaccato l’ex presidente federale Carraro: “È lui che chiama il designatore Bergamo, che a sua volta telefona all’arbitro Rodomonti che dirigerà Inter–Juve. È una prova diretta dell’indebita pressione. E la Figc si è presentata in questo processo per chiedere un risarcimento milionario. E l’ex massimo dirigente è stato prosciolto”. Ha, inoltre, contestato duramente l’impianto accusatorio. “In questo processo sono state commesse nefandezze straordinarie con telefonate che sono state occultate. La società bianconera è l’unica per la quale c’è la prova che è stata danneggiata in una partita per l’intervento dell'allora presidente della Figc”.
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