14 aprile, NUOVE INTERCETTAZIONI SULL'INTER PDF Stampa E-mail

 

Il 26 novembre 2004, Giacinto Facchetti telefona a Paolo Bergamo.
F: “Senti per domenica allora?”.
B: “Senti per domenica facciamo un gruppo di internazionali perché non vogliamo rischiare niente quindi sono lì e tutti e quattro possono fare la partita c’è”.
F: “Vabbè ma metti dentro Collina”.
B: “Ma tutti internazionali Giacinto, così per lo meno non c’è discussione... perchè c’è dentro... Collina, Paparesta, Bertini, c’è dentro Rodomonti...”.
F: “Ho capito”.
B: “Sono tutti internazionali e abbiamo evitato che ci fossero troppi giovani per esempio anche se Trefoloni sta facendo bene... però preferisco lasciarmelo al girone di ritorno... e poi... e poi non abbiamo altri sinceramente... Messina non mi da garanzie...”.
F: “Perché? Non è un first class adesso?”.
B: “No...Sì e nella first class c'è momentaneamente, il posto suo lo prende Rosetti perché? ha delle aspettative, è giovane e sta facendo bene a livello internazionale”.
F: “Ho capito, va be', con Bertini abbiamo avuto qualche problemino”.
B: “Con chi?”.
F: “Con Bertini abbiamo avuto qualche problemino anche l’anno scorso là a Torino, anche altre partite abbiamo avuto qualche problema con Bertini...”.
B: “Semmai sfortunatamente fosse così ci parlo, perché anzi, semmai è meglio ti devo dire capito...”.
F: “Non lo so volevo dirtelo, qualche problema lo abbiamo avuto..”.

  

Il mese dopo, il 23, è l’ex designatore a contattare l’allora presidente dell’Inter.
F: “Se tu chiami Moratti... son stato lì? anche ieri da lui ...abbiamo parlato”.
B: “Io non ho più il suo numero, se tu me lo dai...infatti ricordi...ne avevamo parlato”.
F: “Sì dai perché voleva... se passi di qui un giorno...”.
B: “Ma dov’è, è a Forte?”.
F: “In ufficio, no a Milano se ti capita di venire giù perché aveva là un regalino da darti”.
B: “Volevo sentirlo anche così anzi avevo piacere anche di incontrarlo, di incontrarvi, insomma per fare così qualche riflessione insieme”.
F: “E va bene”.
B: “E’ una situazione che vorrei proprio anch’io aiutarvi a raddrizzare...perché insomma la squadra non merita la posizione che ha...”.
F: “Sono stati dodici pareggi incredibili...”.
 
 
Facchetti chiama Bergamo il 10 gennaio 2005:
B: “Giacinto!”.
F: “Paolo allora vedi che abbiamo recuperato?”.
B: “Storico eh storico ieri, mamma mia cosa ho sofferto, non te lo puoi immaginare... guarda che ormai la partita sembrava compromessa, c'è stata una reazione incredibile...”.
F: “Sull’1–0 speravo almeno nel pareggio fino alla fine, ma sul 2-0 non speravo più a niente...”.
B: Mamma mia ma poi goals bellissimi”.
F: “Sì sì sì”.
B: “Puliti tranquilli... è stato bravo Bertini sul 2-2 sul contrasto, quel contrasto tra difensore e Martins, che non era niente eh? Bada bene a volte però magari può essere ingannato perché questo cade in maniera plateale...”.
F: “Devo dire che ho predisposto la tua... (incomprensibile) ed in campo sia andato tutto bene”.
B: “Sì sì sì ha detto bene”.
F: “E’ stato bravo anche Papi e Puglisi mi sono piaciuti...”.
B: “Specialmente Puglisi ha fatto bene...”.


Nel prosieguo della conversazione si parla di tessere messe a disposizione dalla società nerazzurra per il designatore, con l’accordo che il secondo passerà in sede e chiede anche del materiale sportivo dei meneghini. Quindi, il discorso si sposta sulla prossima partita, di Coppa Italia, a Bologna, che finirà 1–3 per l’Inter senza alcuna coda polemica:
B: “Senti domenica, ehm mercoledì, avevo intenzione di mandarti come assistenti, siccome a Bologna non è una partita scontata secondo me avevo intenzione di metterti Geminiani e Niccolai che sono 2 toscani bravi eh?”.
F : “Bene, Geminiani non l'abbiamo più...”.
B: “No e appunto te lo volevo mandare domenica, si scusa mercoledì cìè questa Coppa Italia che ci interessa ancora e quindi facciamo... e poi ti mando un giovane, siccome volevamo rimettere in pista Gabriele e Palanca, avevo intenzione di mandarti Gabriele...”.
F : “Va bene”.
B : “Non è un problema per voi... perché sta facendo bene...”.
F: “No no va bene poi io mi fido di te... sei tu...”.
B : “Stai tranquillo stai tranquillo e complimenti per ieri”.
F : “Grazie grazie”.
 

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