13 aprile, LA LUNGA UDIENZA NAPOLETANA PDF Stampa E-mail

 

Lunga ed intensa la terza udienza del processo Calciopoli (aggiornato ora al 20 aprile). Iniziata alle ore 10 s’è conclusa alle 14.50. “Mi sembra di essere diventato quello che faceva le cene – ha detto ai giornalisti l’ex designatore Paolo Bergamo - Ero al mio sesto ed ultimo anno di lavoro e avevo deciso, con mia moglie, che quando Milan, Inter e Juventus sarebbero venute a Livorno per giocare, li avremmo invitati a cena per vedere dei vecchi amici. Così ho fatto con l’Inter e con Facchetti, così ho fatto col Milan di Galliani che però ha rifiutato  ed a fine campionato con la Juventus, invitando in quell’occasione anche Mazzini. A tavola non si facevano imbrogli ma ci si gustava solo la cena. In più vorrei ricordare che i regolamenti non lo impedivano ed ero controllato costantemente visto che il telefono da me utilizzato era intestato alla Figc”.
Lunga ed intensa la terza udienza del processo Calciopoli (aggiornato ora al 20 aprile). Iniziata alle ore 10 s’è conclusa alle 14.50. “Mi sembra di essere diventato quello che faceva le cene – ha detto ai giornalisti l’ex designatore Paolo Bergamo - Ero al mio sesto ed ultimo anno di lavoro e avevo deciso, con mia moglie, che quando Milan, Inter e Juventus sarebbero venute a Livorno per giocare, li avremmo invitati a cena per vedere dei vecchi amici. Così ho fatto con l’Inter e con Facchetti, così ho fatto col Milan di Galliani che però ha rifiutato  ed a fine campionato con la Juventus, invitando in quell’occasione anche Mazzini. A tavola non si facevano imbrogli ma ci si gustava solo la cena. In più vorrei ricordare che i regolamenti non lo impedivano ed ero controllato costantemente visto che il telefono da me utilizzato era intestato alla Figc”.
Chiusa l’udienza anche Luciano Moggi ha detto la sua ai giornalisti. “Sono state sbugiardate tante cose dette in precedenza e non finisce qui. Nelle prossime udienze tireremo fuori altre conversazioni inedite che riguardano Inter e Milan...”.
Le nuove intercettazioni non spostano alcunché – replica il pm Giuseppe NarducciA chi le dovesse ritenere inopportune e disdicevoli sul piano morale e dei comportamenti, diciamo che noi ragioniamo sui reati. E se c’è un’operazione in corso di mistificazione che vuole cancellare i fatti reato con altre finalità, la procura della Repubblica sta qui a lavorare.....La nostra linea è il risultato di un’indagine che ha riguardato anche personaggi ai vertici della Federazione. L’ipotesi è che una parte di queste persone ha costituito un’associazione per delinquere finalizzata all’alterazione del campionato di serie A 2004/05. Si sta tentando di accreditare - continua il pm - la tesi, secondo noi di assoluta inconsistenza, come se noi avessimo interpretato e valutato con un rilievo penale una serie di frasi e di comportamenti assimilandoli a quelli di chi, da che mondo e mondo, e continuerà per l'eternità a lamentarsi, protestare, a imprecare contro mille divinità perché si sente vittima di comportamenti sbagliati, arbitraggi sbagliati o non all’altezza della situazione. Tutto questo a noi non ha interessato alcunché. Se si vuole dimostrare che non c’è reato per una serie di persone dimostrando che una o più persone hanno in alcuni momenti della loro vita colloquiato con altri, secondo noi questo risultato non può prodursi. Questa è la linea della Procura che non ha problemi a far trascrivere quelle che le difese giudicano telefonate eccezionali, rilevantissime, decisive, augurandoci di dover fare un processo penale e non parlare di scudetti tolti o ricevuti che è la questione di cui si parla da 15 giorni: a noi non interessa alcunché, noi ragioniamo su indagini e reati”.
 
BOTTA E RISPOSTA FACCHETTI – TROFINO.
 
Difendo la memoria di mio padre. Nel tardo pomeriggio attraverso un comunicato stampa, Gianfelice Facchetti replica ai sospetti avanzati nell’aula di Napoli. “E’ stata fatta un’interpretazione differente dalla realtà delle cose con l’attribuzione a mio padre di parole pronunciate da Bergamo. 'In tale conversazione a mio padre viene attribuito l’aver pronunciato il nome del signor Collina, cosa che, invece, dialogando faceva il dottor Bergamo; di conseguenza, ne è risultata un’interpretazione totalmente differente dalla realtà delle cose, utilizzata peraltro dai legali stessi del signorg. Moggi in aula e diffusa con irresponsabile complicità da alcuni organi di informazione. Pur riponendo la massima fiducia nella giustizia, la famiglia chiede a tutti gli organi competenti, sportivi e non, di prendere una posizione decisa e definitiva a riguardo di questa vicenda indegna”.
Poco dopo giunge la risposta dell’avvocato Paolo Trofino. “La parola Collina non la dice Facchetti ma Bergamo? Il nostro trascrittore è sicuro che è stato il presidente dell’Inter, ma il problema non è questo. La difesa di Moggi tende a dimostrare che anche altri parlavano al designatore e altri parlavano di griglie. Mi dispiace che Gianfelice si sia sentito offeso e ho rispetto per la memoria del padre, che per me è un monumento del calcio e ricordo ancora quella formazione a memoria. Non avevo alcuna intenzione di offendere la sua memoria”.

ORE 10.28.
I legali di Moggi chiedono la trascrizione di 75 telefonate inedite esaminate dai propri consulenti. Si tratta di conversazioni tra gli ex designatori Bergamo e Pairetto e diversi dirigenti di società di calcio.
 
ORE 11.02.  Il giudice Teresa Casoria accetta la richiesta della difesa giudicando “rilevanti le telefonate”.

ORE 11.20 L’avvocato Trofino interroga il tenente colonnello Auricchio che ammette l’incontro tra Facchetti e Bergamo, avvenuto a Collesalvetti, nella casa del secondo. “Mi risulta. Non vale lo stesso per Moratti”.
Sull’interessamento dell’ex presidente federale Carraro per favorire la Lazio ha spiegato che “ha avuto un ruolo marginale in questa operazione. Il suo non è stato un ruolo risolutivo. Dalle indagini sulla Lazio, i protagonisti sembrano Lotito e Mazzini”.
Sulla Fiorentina ha spiegato: “Mazzini si propone con questo ruolo di catalizzatore (con Della Valle, ndr) per una serie di valutazioni sia in direzione della società viola che con i designatori. L’origine è un contatto con Mencucci, che è preoccupato per l’andamento della squadra. E’ lì che Mazzini si erge a catalizzatore, dicendo in sostanza "devi fare come dico io". Non c’è una richiesta da parte di Mencucci iniziale, Mencucci è frustrato per una serie di eventi negativi e si confida con Mazzini che si propone, appunto, come elemento catalizzatore”.
 
ORE 11.40. In aula s’ascolta la telefonata del 26 novembre 2004, tra l’allora presidente dell’Inter, Giacinto Facchetti, e l’ex designatore Paolo Bergamo in cui si parla di designazioni.
Sempre l’avvocato Trofino cita una telefonata, già trascritta, contenute nell’informativa, del 26 novembre 2004, in cui il dirigente nerazzurro conversa con lo stesso designatore.
Facchetti: “E allora per domenica?” Bergamo: “Facciamo un gruppo di internazionali così non rischiamo niente”.
Facchetti: “Va bè, metti dentro Collina”.
Poi chiede al testimone perche non è stata considerata dagli investigatori.  “La telefonata – ricorda Auricchio – è stata trascritta ma da noi non ritenuta investigativamente importante”. Immediata la replica del legale: “Non è stata ritenuta importante mentre quella di Moggi che chiede al designatore se aveva studiato sì? Qual è la differenza? Perchè l’avete messa solo nel brogliaccio e non l’avete inserita nell’informativa?”. Identica la nuova risposta del teste che non ha fornito ulteriori spiegazioni. Su di lui è intervenuto anche l’accusato. Vediamo cosa decidono di fare con lui dopo la deposizione di oggi”.
 
ORE 13.30. Il consulente informatico di parte, Nicola Penta, butta sul tavolo due temi: le informazioni in anticipo sulle designazioni e sulla questione del trasferimento di Patrick Vieira alla Juventus: “In realtà – spiega – abbiamo prodotto e incrociato con documenti già esistenti intercettazioni ed sms nei quali si evince chiaramente e spesso che Moggi arrivava addirittura terzo. C’è una volta in cui l’allora presidente dell’Inter chiama il vicedesignatore Mazzei il giovedì alle 17.50 e ottiene i nomi che saranno resi pubblici il giorno dopo. Poi Meani incassa due sms dal segretario della Can Martino intorno alle 11.15 del venerdì. E Moggi, ormai terzo, si becca un capo d’imputazione penale e sportiva perchè ottiene i nomi alle 11.53 del venerdì. Ci sono state grandi negligenze in questa storia: mi spiegate perchè non c'è nessuna telefonata intercettata di quando Moggi comprò Vieira? Moggi era pedinato ed intercettato e lo sapeva e quindi si proteggeva con le sim svizzere. Credo che si debba fare tutta la chiarezza del caso. Io sto per denunciare pesanti minacce nei miei confronti, arrivate da quando conduco questo lavoro di analisi che avrebbero dovuto fare altri”.
 
Si dibatte, ora, di Milan – Juventus, partita che poi decise lo scudetto dei bianconeri.
Auricchio: “In griglia c’erano Collina, Trefoloni e Paparesta”.
Trofino: “i conferma che nessuno di questi era amico della Juve”.
Auricchio: “Di sicuro Collina, ma anche Trefoloni e Paparesta...”.
Trofino: “Come associazione a delinquere mi sembra davvero sgangherata, più che altro perché no fa mettere nel sorteggio decisivo nemmeno un arbitro di quelli considerati amici della Juve”.  
 
Il tema delle domande è, ora l’arbitro De Santis.
Trofino: “De Santis quell’anno affossa la Juve in almeno tre partite e lei lo sa. E me lo considera un associato? Mi dica da quali telefonate desume il fatto che poi lei lo consideri sdoganato dal sistema Moggi”.
Auricchio: “Le partite sono due e non tre. Le telefonate su De Santis?... Ehm...”.
Trofino: “Il mio controesame può finire qui”.

ORE 13.59.
Capuano chiede: “Quanti contatti ci sono stati tra Moggi e i designatori su sim svizzere?”. La risposta: “104 in entrata e 74 in uscita con Bergamo, 72 in entrata e 128 uscita con Pairetto”.

 
ORE 14.30. tornando su Milan – Juventus, Facchetti disse a Bergamo di avere “qualche problemino con Bertini” ed il designatore promise che avrebbe parlato lui con l’arbitro e lo rassicurò per il sorteggio della gara contro i bianconeri.
 
ORE 14.45. L’accusa chiede al giudice di convocare Carlo Ancelotti.
ORE 14.47.  Tra le nuove telefonate anche una di condoglianze a Facchetti, per la morte della sorella, nonché una telefonata che Bergamofa a un dirigente del Bologna per ottenere un numero di telefono di Mazzonerichiestogli da un giornalista.


 

Valid XHTML and CSS.