| 7 aprile, FACCHETTI PARLA CON MAZZEI |
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Non c’è, ormai, giorno che non spunta una nuova interpretazione. Oggi è il turno della telefonata del 25 novembre 2004 tra l’ex presidente dell’Inter Giacinto Facchetti con l’allora designatore arbitrale Mazzei. Tema della conversazione l’arbitro per il big match tra nerazzurri e Juventus (2 – 2).
M: “Sono in macchina che vado a Coverciano..”.
F: “Sceglili bene per domenica sera eh..”.
M: “Il n.1 e il n.2, da quello che penso, Ivaldi e Pisacreta”.
F: “Ivaldi e Pisacreta?”.
M: “Eh sono il n. 1 e il n. 2”.
F: “Si certo, e il n. 1 degli arbitri..”.
M: “Eh si, speriamo che ci caschi con questo sorteggio del cavolo, che ci caschi il n. 1..”.
F: “Non li non devono fare sorteggi, ci devono..” .
M: “Come si fa Giacinto, purtroppo ci vuole fortuna”.
F: “Ma dai..”.
M: "Ti dico la verità, qui un sorteggio lo fa un giornalista, devono studiare una griglia e le possibilità? sono più alte...”.
Dopo aver letto tante intercettazioni sulla concorrenza e, quindi, a propria parziale discolpa, la Ju-ventus parla del nuovo filone di Calciopoli. “Nel pieno rispetto delle attività riguardanti processi in corso – si legge sul sito internet – la Juventus valuterà attentamente con i suoi legali l'eventuale ri-levanza di nuove prove introdotte nel procedimento in atto a Napoli. Al fine di garantire, in ogni se-de sportiva e non, e come sempre ha fatto, la più accurata tutela della sua storia e dei suoi tifosi” la compagine piemontese “confida che le istituzioni e gli organi di giustizia sapranno assicurare parità di trattamento per tutti, come d'altronde la società e i suoi difensori richiesero nel corso del processo sportivo del 2006”. Non s’è fatta attendere la risposta della Federazione. “La Figc segue con massima attenzione l’evol-versi della situazione, avendo come obiettivo quello di favorire la massima chiarezza – dice nel co-municato ufficiale il presidente Giancarlo Abete – Dopo l’udienza partenopea del 13 aprile sa-ranno valutati i passi da compiere. L’auspicio è di seguire tutte le vicende col massimo rigore e ri-spetto essendo sempre super partes”. Il massimo dirigente di via Allegri è intervenuto anche sullo scudetto 2006 revocato alla Juventus ed assegnato all’Inter. “La decisione fu presa dal commis-sario, Guido Rossi, ma a monte c’era una sentenza della giustizia sportiva che cambiò la classifica. La base di partenza per un’eventuale decisione, anche in futuro, rimane la giustizia sportiva”.
Anche un nome che non t’aspetti nelle intercettazioni trascritte dai legali di Moggi. Quello di Luciano Spalletti che parla al cellulare con l’ex designatore Paolo Bergamo il 12 maggio 2005, tre giorni prima della partita tra la sua Udinese e la Sampdoria (1–1).
B: “L’importante è che tu sia bello carico...”.
S: “No io son bello carico, naturalmente è come hai detto te con la diciamo supervisione della trasparenza cerca di mandarci una... come hai detto prima dai, di stare attento a tutto quello dai, come hai sempre fatto...”.
B: “Ma guarda io ti posso anticipare che a scanso di ripensamenti all’ultimo momento gli assistenti li ho già fatti, quindi, viene Pisacreta che per noi è il n.1 e Griselli che è quello di Livorno che quest'anno è stato il n.1 quindi sei bello blindato e il sorteggio vediamo ora cosa ti dà tra gli internazionali che abbiamo messo in griglia dai...”.
S: “Benissimo dai...”.
B: “Ti do un bell'in bocca al lupo...”.
S: “Ti ringrazio. Scusami ma li posso, lo posso chiamare o vengo frainteso?”.
B: “Ma no, quando lo trovi se no sembra che tanto queste cose.. discutono su stampa e trasmissioni televisive”.
S: “Noi abbiamo rinunciato a 2 trasmissioni televisive e lì non hanno fatto vedere niente..capito tutto?”. Iniziano i commenti sulle nuove intercettazione. Inaugura la serie dei non coinvolti il presidente della Sampdoria Riccardo Garrone. “Le intercettazioni lasciano un po’ di meraviglia e danno ragione a chi a suo tempo riteneva che, oltre alla Juve e le altre società poi condannate, ci fosse il coinvolgimento di altri soggetti. Ora il giudice dovrà decidere se ammettere queste nuove prove, perché le intercettazioni sono prove. Per la giustizia sportiva valgono le vecchie regole e quindi la prescrizione è tassativa. C’è però un grande problema, almeno per come sono fatto io, che tocca l'immagine del calcio, e questa cosa spesso è più grave di un eventuale processo e condanna”. Incalzato dalle domande dei cronisti sulla regolarità dello scudetto 2006 assegnato all’Inter il massimo dirigente blucerchiato ha aggiunto “Non vorrei esprimere una opinione, ricordo che quando fu assegnato ci furono tanti amici interisti che furono scandalizzati”. Sui dubbi emersi sulla partita contro i neroazzurri del 2005 chiarisce che “non ricorda se ci fu qualche errore a favore dei meneghini. C’è stato quel clamoroso recupero da 0–2 a 3–2, ma non voglio tornare indietro”. Alla domanda se tutti ricevevano telefonate ha rivelato che la sua società “non ha avuto alcun rapporto coi designatori. Io ho avuto trent’anni fa un processo per cose che non avevo commesso. Fui assolto in secondo grado. Mai mi è venuto in mente di entrare in contatto con i magistrati”. Curiosa quanto provocatoria la richiesta del Bologna. “Visto che tutti chiedono tutto, anche in situazioni che sembrano le più conclamate – dice il dg Luca Baraldi sulle colonne del Corriere dello Sport Stadio – la mia società avrebbe qualcosa da chiedere, con piena legittimità. Sto studiando e lo farò con i nostri avvocati, la possibilità di chiedere la revisione della mancata assegnazione dello scudetto del 1927, quello revocato al Torino per un noto fatto di corruzione. E non assegnato alla squadra arrivata seconda”. Nel 1927 un giornalista del “Tifone” intercettò una violenta discussione fra due uomini in albergo a Torino, tra un dirigente granata (poi reo confesso) e lo juventino Allemandi (poi squalificato) che reclamava il mancato pagamento di una somma di denaro destinata ad aggiustare la gara fra le due squadre. |


