| 11 marzo, DONADONI: "E' UNA BELLA SFIDA" |
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Serio, pacato, ma un pizzico anche ironico. Questo il quadro di Roberto Donadoni che è emerso dalla conferenza stampa odierna. In quel di Castel Volturno, il trainer bergamasco s’è sottoposto al fuoco di fila di domande dei cronisti con grande professionalità, mostrando un apparente serenità per un impegno molto difficile che lo attende di qui ai prossimi due anni e mezzo circa. “Una bella sfida anche questa – dice – Venire a fine stagione era più semplice per tutti, ma con il presidente c’è stata subito grande stima ed adesso s’è concretizzato qualcosa a cui 4 anni fa non si pensava mai. Sono in una grande piazza, molto stimolante per chiunque. E’ il quarto bacino d’utenza per tifosi ed averne tanti significa avere gente che capisce e segue i diversi momenti che vive la squadra. La pressione c’è ovunque, sapevo a cosa andavo incontro, ma bisogna farla diventare positiva, non subirla. Mi auguro che ci sia collaborazione da parte di tutti, ognuno nel proprio ambito per cercare di costruire qualcosa. Nelle ambizioni di tutti c’è puntare più in alto possibile, ma serve lavorare seriamente tutti insieme”. Da buon settentrionale lo farà da subito, com’era nello stile del suo predecessore per cui spende alcune parole. “L’ho sentito pochi minuti e ci rivedremo dopo la conferenza – rivela – S’è dimostrato un’ottima persona ed i risultati che ha ottenuto qua confermano le sue qualità d’allenatore. I suoi meriti vanno riconosciuti. Domenica dopo la partita ha detto che la situazione era complicata, era difficile trovare il motivo unico della crisi. Questi giorni mi saranno utili per avere un quadro preciso della situazione, rendermi conto cosa bisogna fare”. Le mosse giuste per invertire la rotta preoccupante di queste settimane. A cominciare dal modulo, sul quale però, il tecnico resta molto abbottonato. “Mi sembra un po’ affrettato parlarne ora – spiega – Ho le mie idee, ma devo capire la rosa che ho a disposizione. Ho iniziato la mia carriera basandomi sul modulo in cui giocavo da calciatore, ma al primo anno ho dovuto cambiarlo per adeguarmi alle caratteristiche della rosa. Adesso penso non sia intelligente stravolgere tutto visto il momento di difficoltà che già vive il gruppo, rischierei di dare loro altri dubbi. E poi il Napoli non ha bisogno d’uno scienziato che inventi qualcosa. In questi giorni valuterò tutto, l’aspetto fisico e mentale della rosa che in ogni gara dovrà correre, lottare, sbagliare, ma provandoci sempre a determinare qualcosa. Non deve aver paura, ma tirar fuori le proprie caratteristiche”.
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