| 11 marco, LA CONFERENZA DI DE LAURENTIIS |
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“DONADONI IL TECNICO DEL SECONDO QUINQUENNIO”.
“CON MARINO C’E’ STATA PIENA CONVERGENZA SUL NOME”.
“DISPIACE PER REYA, MA ASERVIVAUNA STERZATA”.
Il primo a prendere la parola è stato il presidente Aurelio De Laurentiis che, da buon uomo di spettacolo, ha ben tenuto la scena dispensando parole chiare, precise, puntuali ed interessanti. “Abbiamo fin qui vissuto 5 anni molto importanti, di grande costruzione – esordisce – In ogni stagione c’è stato un periodo di crisi, in cui non abbiamo vinto qualche partita, ed in cui Edy ha avuto un momento di sconforto, avrebbe voluto farsi da parte perché è una persona perbene come poche. Noi lo abbiamo sempre confermato e sostenuto. Questa volta la serie negativa s’è dilungata e mi sono convinto che lo spogliatoio stesse rischiando di non crederci più, di non reagire più alle richieste ed alle intenzioni del mister. Per la prima volta mi sono interrogato in maniera pesante sulla situazione, ho riflettuto sul meccanismo che s’era interrotto”. Il rapporto tra lo spogliatoio ed il tecnico deterioratosi sempre più sino al punto da convincere il massimo dirigente ad optare per il cambio di allenatore tornando verso un nome già nei suoi pensieri. “Ho conosciuto Donadoni 4 anni fa trascorrendovi un’intera giornata – rivela – Nei precedenti periodi di crisi l’ho anche contattato dicendogli di tenersi pronto. In questa circostanza non ho avuto dubbi nel chiamarlo per constatare la sua disponibilità a guidare il Napoli. Lui ha accettato, ieri ci siamo incontrati a Roma per stilare il contratto. Non c’è stato nessun problema, ma solo una normale contrattazione tra le parti sulla modalità della collaborazione”. Né approfitta per attaccare i cronisti che avevano scritto e detto informazioni non vere circa presunte difficoltà nel raggiungimento dell’accordo con il trainer bergamasco. Notizie che, a suo dire, minano il rapporto di fiducia che ci deve essere tra media e società. Un club che va avanti nella piena condivisione degli intenti. “Con PierPaolo marino c’è stata immediata convergenza sul nome – aggiunge – Chiamando Donadoni non abbiamo mai pensato ad un traghettatore, ma al tecnico per il secondo quinquennio del nostro progetto. Saranno poi le capacità del mister a determinare i presupposti per la continuità. Sono i fatti a determinare o meno i successi”. Quelli che, purtroppo, nelle ultime settimane sono mancati all’allenatore friulano per il quale la porta è sempre aperta. “Non ho mai messo in dubbio le sue qualità – conclude De Laurentiis – Mi dispiace essere arrivati a questa svolta, ma avevo bisogno di dare una sterzata allo spogliatoio che deve ritrovare i valori e le proprie convinzioni. Non sono parole di routine, non sono nel mio indole. Oggi lui esce alla grande da quest’esperienza che può continuare sotto altre forme. C’è il settore giovanile che ha bisogno della sua esperienza. Il nostro rapporto può continuare”.
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