11 marzo, GRAZIE REYA, MA ERA GIUSTO CAMBIARE PDF Stampa E-mail

 

Grazie mille Edoardo Reya ma era giusto cambiare. La squadra aveva bisogno d’una grande scossa, d’una sterzata violenta per farla uscire da questo tunnel senza via d’uscita cui s’era infilata. Un calo che rischiava seriamente di far perdere un anno nel “work in progress” del presidente Aurelio De Laurentiis che ha fatto la scelta giusta esonerandolo, allontanandolo da una situazione di cui non è l’unico colpevole. Sono diverse le cause:
- la rosa s’è sopravvalutata. I giocatori hanno pensato che bastasse poco per vincere le partite, invece, non sono l’Inter, ma un gruppo valido che doveva continuare a giocare con grande intensità, ritmo, aggressività e voglia d’emergere.
- la cecità della società che a gennaio non ha rinforzato l’organico rompendo le gerarchie che s’erano create com’era avvenuto nel primo mese del 2008 ingaggiando Mannini e Santacroce che s’erano subito imposti. Oggi Datolo resta un oggetto misterioso per caratteristiche, ruolo e potenzialità.
- la programmazione della società che ha difeso il tecnico, ma erano tante, forse troppe, le voci circa un nuovo corso per la prossima stagione. una delegittimazione del friulano che ha pesato sulla mente dei calciatori, giovani ed inesperti, ponendo l’allenatore nella condizione di vivere una difficile situazione da separato in casa.
Quindi onore e meriti a Reya che non meritava l’umiliazione di dirigere il primo allenamento della settimana, d’avere un ennesimo confronto chiarificatore con la squadra e, poi, intorno alle ore 23, essere silurato. Lui che aveva portato il Napoli dalla serie C alla A sopravvivendo alla grandissima in una piazza difficile in cui si parla di calcio ovunque e tutti si sentono allenatori. Lui ha sempre fatto spallucce ed ha continuato sulla propria strada, lavorando sul campo, facendo rendere al meglio le rose allestite da Pierpaolo Marino.
Ora si riparte subito con un nuovo progetto, senza inutili fasi di transizione. E’ vero che la zona Uefa è lontana, ma non costa nulla crederci ancora sino a quando la matematica lo consente. Nello stesso tempo si gettano le basi per il campionato venuto. In bocca al lupo, quindi, a Roberto Donadoni e grazie mille a Edoardo Reya.
 

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