27 settembre, NAPOLI, OCCHIO A PEPITO ROSSI PDF Stampa E-mail

 

Dal periodico gratuito a distribuzione limitata 91° Minuto edito da Radio Club 91 distribuito allo stadio San Paolo prima della partita di Champions League tra il Napoli ed il Villareal.
 
 
Tutti lo vogliono, ma nessuno lo prende. Oh meglio nessuna società italiana è stata mai decisamente intenzionata a spendere i 30 milioni di euro richiesti dal Villareal per liberarlo. Così gli appassionati di calcio nostrani possono ammirare Giuseppe Rossi (classe 1987) solo in televisione o nelle partite che gioca con la nazionale o quelle valide per le coppe europee per club. Questa sera si mostrerà ai 70mila dello stadio San Paolo, molti dei quali, la scorsa estate, hanno iniziato a sognare quando il presidente Aurelio De Laurentiis confessò d’aver personalmente telefonato a “Pepito” (nomignolo cognato da Enzo Bearzot per la somiglianza dell’attaccante con Paolo Rossi – Pablito – l’eroe delle notti mundial di Spagna 1982) per conoscerlo e valutare la possibilità d’un suo approdo al Napoli. Anche in questo caso nulla s’è concretizzato, ma il feeling tra le parti sembra essere scoccato e per il prossimo luglio è impossibile fare pronostici. Per ora le magie della punta nata a Teaneck (comune della contea di Bergen nel New Jersey) se le godono i tifosi del sodalizio spagnolo che, lo ricordiamo, nell’estate 2007, sborsò solo 11 milioni per accaparrarsi un ragazzo (aveva appena 20 anni) che aveva già dimostrato d’avere un lungo e luminoso futuro davanti a sè. Nei mesi precedenti aveva letteralmente trascinato verso la salvezza il Parma di Claudio Ranieri (ben 19 goals in 19 presenze eguagliando il record di Mancini per numero di reti segnate da un esordiente under 20 in serie A). Ancor prima aveva convinto sir Alex Ferguson ad ingaggiarlo (nel 2004) ed aggregarlo spesso alla prima squadra del Manchestern United. Il 15 ottobre 2005 bagnò il debutto in Premier League con una realizzazione al Sunderland (è l’unico calciatore ad aver segnato all’esordio nei 3 principali campionati europei). Se questo non bastasse per rendere l’idea del valore del giocatore è sufficiente leggere le sue cifre nella Liga: oltre 60 goals all’attivo (miglior marcatore nella storia della sua compagine) con un continuo crescendo con il passare delle stagioni. Con le prestazioni sue e del partner di reparto Neymar il “Sottomarino giallo” ha conseguito uno storico 2° posto nel campionato 2007/08 e la frequente presenza sia in Champions sia in Europa League. In quest’ultima competizione ha incrociato, lo scorso anno, gli azzurri eliminandoli. Ora se li ritrova di fronte e sicuramente non ha intenzione di fare sconti. Vuole la vittoria perché il girone è di ferro. Per centrarla utilizzerà tutte le sue doti: l’ottima tecnica, la potenza e precisione del suo tiro, la notevole velocità, le grandi accelerazioni consentitegli dal suo fisico asciutto (73kg per 173cm), la rapidità di pensiero ed esecuzione. Caratteristiche che sfrutta sia quando è impiegato da seconda punta (il suo ruolo preferito) sia da centravanti, posizione che sta interpretando sempre meglio. Un talento dalla grande umiltà che, però, ogni tanto, quando durante un match non tocca per alcuni minuti il pallone, tende a scomparire dal gioco. Una piccola macchia nel “pedigree” d’un giovanotto che sicuramente si sta impegnando per cancellarla presto. La personalità non gli manca del tutto dato che, in vista dei mondiali del 2006, il ct degli USA, Bruce Arena, lo convocò per uno stage e lui rifiutò la chiamata affermando il suo desiderio di giocare con la nazionale italiana. Nell’agosto seguente esordisce con l’Under 21 diretta da Casiraghi. Di questa selezione fa parte anche nel biennio successivo e disputa da protagonista l’Olimpiade di Pechino 2008. I 4 goals realizzati gli valgono il titolo di capocannoniere del torneo (secondo azzurro ad aggiudicarselo dopo Annibale Frossi nel 1936). L’11 ottobre dello stesso anno debutta con la rappresentativa maggiore (a Sofia contro la Bulgaria). Convocato per la Confederations Cup 2009, nella prima gara, proprio contro gli Usa, realizza la sua prima doppietta, contribuendo in maniera decisiva al 3–1 finale. Nonostante il suo rendimento sia sempre elevato, il ct Marcello Lippi lo esclude dai 23 per il mondiale sudafricano. Ritorna nel giro tricolore con Cesare Prandelli che, il 17 novembre 2010, nell’amichevole contro la Romania, gli da l’onore d’indossare la fascia di capitano.
 
 

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