| 12 luglio, SCOMPARE LA SALERNITANA DI LOMBARDI |
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Entro le ore 19 odierne la proprietà della SAlernitana doveva reperire 2,2 milioni per la ricapitalizzazione e 600mila euro per la polizza fideiussoria per l’iscrizione alla Lega Pro I Divisione oltre a 9mila euro come tassa di reclamo. Soldi che sembravano di difficile reperimento e le sensazioni sono quasi certe ascoltando quanto detto, intorno alle ore 23.15 negli studi di “Speciale Calcio Mercato” in onda su Sport Italia 1 dal direttore generale Antonio Lo Schiavo. “Dispiace soprattutto per i tifosi e per l’ambiente che hanno dato dimostrazione di grande affetto, attaccamento, passione e tutta l’Italia l’ha visto in occasione della finale dei play off contro il Verona (oltre 25mila spettatori allo stadio Arechi). Nella doppia sfida c’è mancato un pizzico di fortuna. Un peccato perché dal possibile ritorno in serie B si ritroveranno ad affrontare la D che è una categoria per loro nuova. Una dura e grossa punizione”.
Sollecitato da Michele Criscitiello sulle ultime vicissitudini societarie ha aggiunto che “la situazione s’è appesantita nel corso del tempo nonostante gli sforzi compiuti dalla proprietà ed il ciclone Cala (imprenditore italo americano sbarcato nel bel paese con l’intenzione di rilevare il club, ma al momento di mettere nero su bianco e pagare s’è tirato indietro). Tra tante difficoltà abbiamo centrato un traguardo impensabile come la finale dei play off. Nei mesi scorsi ci sono stati due forti interessamenti. Il primo è sfumato per motivi dell’acquirente, il secondo, l’architetto Castrano è stata bloccata dalla sentenza del Tribunale di Napoli che ha stabilito il pagamento dei danni al sodalizio di Aliberti e l’inibizione all’uso del marchio e dei colori. Noi ce l’abbiamo messa tutta, non ci siamo mai nascosti ed anche questa sera ci ho messo la faccia. Ora so che subirò le critiche della piazza anche perché nelle passate settimane sono stato ottimista anche per non distrarre la formazione che stava facendo un lavoro eccezionale nonostante le difficoltà. Di questo devo ringraziare il fantastico gruppo composto dai calciatori, da mr Breda ed il suo staff e dal direttore sportivo Salerno”.
E’ stato mostrato un filmato audiovideo del corrispondente Roberto Guerriero con i pareri dei tifosi e della gente, commentato così dal dirigente: “Capisco l’amarezza dei tifosi che, seppur consapevoli delle difficoltà, nutrivano la speranza che la squadra fosse iscritta al campionato ed arrivasse una nuova proprietà. Con la crisi economica che ci sta in Italia gli imprenditori sono poco propensi ad investire nelle categorie inferiori dove i costi sono tanti, le entrate limitate. Ogni anno che passa ci sono sempre persone che vogliono investire”.
La Salernitana calcio era nata l’11 agosto 2005 pochi giorni dopo che il Tar del Lazio aveva confermato l’esclusione dalla serie B della gloriosa Salernitana Sport di Aliberti. Quella compagine che, nella stagione 1997/98, centrò la promozione in serie A (dopo quasi 50 anni) guidata in panchina da Delio Rossi ed in campo da gente del calibro di Marco Di Vaio (21 reti), Edoardo Artistico (12), Roberto Breda, i fratelli Giovanni e Giacomo Tedesco, Salvatore Fresi, Vittorio Tosto, Gianluca Grassadonia, Roberto Breda. Quel team che, poi, nella massima categoria nazionale decise, a gennaio, di puntare sul giovane Gennaro Gattuso.
La società non può ricorrere al lodo Petrucci perché con la riforma del 2008 è stato ristretto ai soli sodalizi appartenenti alla Lega Calcio, con l’esclusione di quelli di Lega Pro.
Alfredo PEDULLA: “Sono molto legato alla passione della gente. Sono 2 anni e mezzo che si parla di Lombardi che parla di cessione e non si verifica”.
Il Lodo Petrucci (approvato il 14 maggio 2004) è una particolare procedura burocratico–amministrativa che, nel caso dell’esclusione dai campionati professionistici e conseguente revoca dell’affiliazione per motivi legati al bilancio di una società di calcio, consente di non disperdere il patrimonio sportivo cittadino consentendo ad una nuova compagine che desideri rilevarne il titolo sportivo, di partire da una categoria ancora professionistica seppur inferiore rispetto a quella conquistata sul campo: quella immediatamente sottostante nella versione originaria del provvedimento. Per richiederlo il sodalizio deve:
- avere una permanenza consecutiva di 5 anni nelle serie professionistiche o almeno 15 anni anche non consecutivi nel corso della sua storia, condizioni elevate, nel 2008, a 10 anni consecutivi di permanenza nella Lega Calcio, o genericamente 25 stagioni nelle categorie professionistiche.
Coloro che subentrano non devono avere alcun legame dirigenziale con quella decaduta, e presentare una serie di garanzie di solidità economica. Non eredita il marchio né i giocatori, che vengono tutti svincolati.
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