3 aprile, MONTE DI PROCIDA INTITOLA LO STADIO A VEZZUTO E MARASCO PDF Stampa E-mail

 

Monte di Procida ricorda due figure importanti del proprio calcio. Domenica mattina lo stadio comunale sarà intitolato a Nello Vezzuto e Tommaso Marasco che, tante pagine rilevanti del pallone cittadino hanno scritto. La cerimonia è organizzata dall’assessorato allo sport del Comune con la collaborazione dell’attuale società calcistica.
 
Ricco il programma della mattinata.
Si comincia alle ore 10.30 con l’esibizione della Banda Musicale “Coro dell’Esemble” dell’Ics Vespucci ed il brindisi con il sindaco dr Francesco Iannuzzi e l’assessore allo sport dr Andrea Scotto Lavinia.
A seguire ci sarà l’amichevole tra la prima squadra dell’asd Monte di Procida Cappella Calcio e la formazione Primavera della SSC Napoli. quest’ultima ha accettato l’invito ricevuto nei giorni scorsi dal segretario del team flegreo Antonio Forte.
Infine ci saranno le premiazioni delle due compagini e la consegna d’un omaggio alle famiglie Vezzuto e Marasco.
 
 
NELLO VEZZUTO.
 
Nato a Procida nel 1940, è stato, però, tra i fondatori del calcio di Monte di Procida. A quei tempi si giocava in strada o su campetti improvvisati, e quando fu possibile iscriversi ad un campionato si giocava sempre in trasferta. Mediano di fascia sinistra ricordato per i suoi lanci pennellati per le punte. Capitano prima, poi allenatore, dirigente e presidente a conferma delle sue qualità dentro e fuori del campo. Sponsor di se stesso per Vezzuto ed i suoi ragazzi le vittorie valevano doppio ed enorme fu la soddisfazione di vedersi riconoscere in più d’un’occasione la Coppa Disciplina.
Laureatosi nel 1965, tre anni dopo vinse un concorso nell’Intendenza di Finanza e dovette trasferirsi a Pesaro dove lavorò fino al 1988, quando all’età di 48 anni si spense prematuramente lasciando la moglie ed una figlia.
 
TOMMASO MARASCO.
Da ragazzino era uno dei tanti che giocava nelle strade cittadine. Ottimo palleggiatore mostrò ben presto le sue qualità fuori del campo. Guidato dal suo genio manageriale negli anni 70 entrò nella dirigenza dell’Antoniana Casevecchie attratto dall’entusiasmo e dallo spirito agonistico che animava questa grande realtà sportiva cittadina contribuendo a darle i connotati d’una società che rappresentasse tutta la comunità montese e non un singolo quartiere. Negli anni 80 fondò la SS Calcio Monte di Procida: spirito puro, non accettò mai la retribuzione dell’atleta nei campionati dilettantistici. Rimasto solo a combattere una battaglia impari accettò suo malgrado le decisioni della maggioranza dirigenziale. Il tempo gli dette ragione: il calcio retribuito divenne insostenibile per le magre casse societarie, l’entusiasmo s’affievolì e, senza drammi, rassegnò le dimissioni. Ma la lotta ad una mentalità dilagante che inquinava il candore dello sport lo portò alla realizzazione della sua “opera magna”: una scuola calcio per bambini in cui non s’insegnasse solo la tecnica del gioco, ma anche i valori dell’educazione sportiva. Il suo capolavoro fu ciò che, purtroppo, i suoi occhi non videro: la partecipazione al torneo Internazionale del Mediterraneo in Spagna dato che morì a 38 anni il 29 aprile 1991 lasciando la moglie e tre figli.
 

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