7 maggio 2010, BASKETTOPOLI, NUOVI PARTICOLARI PDF Stampa E-mail

 

Nuovi particolari emergono nell’inchiesta sulle presunte partite combinate nei campionati dilettantistici di Basket. A rivelarli la “Gazzetta del Sud”, in un lungo articolo firmato dal giornalista Paolo Toscano secondo cui i primi sospetti sulla regolarità degli incontri emersero già nel 2007 in seguito alle dimissioni di due arbitri: il pesarese Alberto Iacomucci (4 marzo) ed il casertano Vincenzo Luongo (due mesi dopo). Entrambi nelle loro lettere manifestavano la volontà di lasciare un “mondo dominato da un’oligarchia in grado di decidere i destini delle società e stabilire a tavolino gli avanzamenti di carriera”. Parole che avevano portato all’apertura d’un’indagine terminata con un nulla di fatto.
Nello specifico il fischietto marchigiano dopo il confronto Passo Corese–Guidonia di serie C1 si dice “offeso e rammaricato”. “Dopo 12 anni che svolgo con dedizione ed attaccamento questo ruolo mi risulterebbe quasi impossibile fare a meno di questo sport che mi ha dato tanto”, ma s’è creato “un sistema che sta distruggendo il mondo arbitrale. Siamo solo dei numeri in mano alla federazione, ma siamo persone che fanno sacrifici ed incorrono in rischi tutte le settimane e come tali meritiamo almeno rispetto”.
Molto più dettagliato, nella propria missiva, il direttore di gara campano che ha dettagliato sulle proprie vicissitudini in maniera ironica, sottoforma di brutto segno, accusando l’allora presidente del Cia Giovanni Garibotti di chiudere gli occhi davanti alla violazione delle regole. Il fischietto di Terra di Lavoro si rammarica per le difficoltà nel tenersi in forma, mentre suoi colleghi, in evidente soprappeso, sono designati regolarmente. Narra, poi, l’episodio d’un match di serie B dilettanti in cui al commissario speciale fu consigliato dal responsabile del settore commissari speciali, Giovanni Battista Montella, di non dare più di 65 all’arbitro.
Racconta, poi, di quando Alessandro Campera avrebbe sollecitato un commissario a dare una lezione all’arbitro Morante, reo “di rompere…”.
Infine, invita la Procura Federale ad indagara su “certi giri di telefonate che, settimanalmente, intasavano le linee sull’asse Campania – Sicilia tra arbitri e commissari al fine di ottenere favori per i propri protetti impiegati nelle suddette aree”.
 

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