20 giugno, CONFERENZA STAMPA DI SIGNORI PDF Stampa E-mail

 

Con alcuni minuti (24) di ritardo rispetto all’orario annunciato (le 12), nell’Hotel Savoia Regency di Bologna, un lungo e scrosciante applauso ha aperto, la conferenza stampa di Giuseppe Signori. Le prime parole sono state di uno degli avvocati: “Questo non deve trasformarsi in un processo che non deve tenersi in questa sede e non è detto che lui vi sia coinvolto dato che, per ora, è un semplice indagato. Siamo qua perché, come individuo la cui vita è stata complicata da quest’esperienza triste che ha vissuto, e sta tentando di ritrovare un contatto umano con la gente che gli vuole bene”.
 
Un altro lungo applauso ha anticipato il passaggio del microfono all’ex attaccante della Lazio, del Foggia e della nazionale. “Mi devo fare forza altrimenti non mi riconosco più. Sono stato per 10 anni capitano di 2 società, significa che qualcosa ho fatto. Innanzitutto ringrazio tutte le persone che mi sono state vicine dimostrandomi affetto, amore (la mia compagna, figli, genitori, amici, tifosi). Solo con la mia famiglia potevo sfogarmi. In questi 15 giorni ho guardato le trasmissioni televisive ed ho ricontrato una disparità di trattamento. E’ stato un massacro mediatico, sono stati cancellati le mie 30 stagioni da calciatore. Mi ha dato fastidio non poter rispondere, esponendo la mia verità. Sembrava, sinceramente, che qualcuno si divertisse anche a colpirmi”.
Poi ha iniziato a raccontare l’inchiesta. “Quando gli investigatori sono entrati a casa mia ero su un treno con gli agenti che non sapevo il motivo per cui fossi indagati. In quei frangenti ho ricevuto delle telefonate di conoscenti che volevano sapere cosa avessi combinato, mi rivelavano le accuse dette dai media e non riuscivo a capire dato che non mi era stato comunicato la causa. Mi fu concesso di collegarmi ad internet e su un noto sito inizio ad informarmi. All’arrivo a Bologna, fui portato in questura dove ricevetti l’ordinanza. Dopo mi ritrovai come in un film a fare le foto segnaletiche, dare le impronte digitali. Ero sotto shock quando mi telefonò un giornalista, ma taglia la conversazione chiedendo d’avere pietà per quel particolare momento. Quell’espressione è stata, poi, travisata sui giornali”.
A seguire i diversi punti centrali toccati.
- “L’ASSOCIAZIONE è un’organizzazione che, nel tempo, si mette d’accordo per pianificare il proprio programma. Un concetto che mi è stato spiegato, in questi giorni, dal mio penalista ed ho dedotto di non aver mai fatto d’un gruppo del genere”.
 
- “Il 15 marzo fui invitato dai miei 2 commercialisti ad un incontro con altri 2 soggetti che non conoscevo tranne Bellavista che è stato mio avversario sui campi di calcio. Da qui nasce tutto il tram tram. In quel vertice ho ascoltato ed ho, ingenuamente, scritto delle condizioni (il foglio trovato a casa mia) per capire dove si volesse arrivare, a cosa serviva la mia presenza. In pratica dovevo essere un garante per provare ad avvicinare calciatori di serie A e dovevo mettere a disposizione dei soldi per questi abboccamenti. Risposi di non essere interessato a ciò e non avevo la disponibilità economica per aderire. Sono entrato alle 8.15, alle 9.40 ero a casa, mentre il vertice è proseguito”.
 
- PIZZINI? “A casa mia è stato trovato questo foglietto che era messo in mezzo a tanti altri e questo dovrebbe far pensare sull’importanza che gli davo. Inoltre era in bella mostra. Qualcuno, durante gli interrogatori, ha detto che quelle erano le mie condizioni, ma se fosse vero dovevano essere anche nell’abitazione della controparte ed invece non sono state trovate. Quindi erano per me”.
 
- “Io non sono presente in nessuna delle 50mila intercettazioni telefoniche effettuate ed io ero ritenuto il capo di questa cricca. Come facevo a comunicare con gli altri membri. C’è qualcosa che stona: negli scorsi 15gg s’è parlato solo di me, forse, ha qualcuno faceva comodo. Non s’è parlato delle partite sospette e delle cifre spropositate che sono state puntate sulle stesse. Non sono così stupito da rischiare 60mila euro su una gara dell’Atalanta, 150mila euro su Inter–Lecce che non è finita con le 4 reti indicate nelle telefonate”.
 
- “L’AGENDA ritrovata dalle forze dell’ordine è del 2008, quando io ero consulente unico della Ternana: ci sono i nomi d’alcuni giocatori tesserati i cui contratti erano in scadenza e dovevo rinnovarli. Le cifre riportate erano finalizzate a queste operazioni e non alla combine dei matches”.
 
- “S’è detto che incontravo i calciatori in un locale milanese nei fine settimane, ma lavorando a Mediaset non avevo il tempo per farlo ed il titolare dell’attività commerciale ha ammesso di non avermi mai visto”.
 
- ASSEGNI: “Tutti abbiamo una banca che ti garantisce un libretto con gli assegno. Questo è stato prelevato a casa mia ed erano in bianco come sono quelli di tutti”.
 
- “Sono uno a cui piace SCOMMETTERE, ma legalmente e l’ho sempre detto così come erano puntate alla portata di tutti. Mi piace scommettere sulle merendine. Già quando giocava nel Bologna si parlava che avessi truccato un confronto, ma non era vero e già quella volta dovetti chiarire con una conferenza stampa”.
 
- “A Pechino nel 2010, ho lavorato per la tv locale come commentatore per i mondiali di calcio. In quell’occasione ho conosciuto un ragazzo che mi ha proposto d’aprire una scuola calcio in loco. Gli proposi di venire ad Imola un gruppo di bambini. Tornato in Italia ho chiesto al Bologna di farli assistere ad un allenamento. Devo ringraziare il sodalizio emiliano per aver accettato questa mia idea ed anche per avergli permesso d’assistere alla partita interna con il Milan. Si parlò anche d’una futura amichevole in oriente per i rossoblù. Ed anche su questo s’è romanzato”.
 

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