| CRONACA DELLA FINALE DA SORPRESE MONDIALI |
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LA SPAGNA E’ CAMPIONE DEL MONDO.
GARA NON BELLISSIMA, MA GLI IBERICI HANNO MERITATO.
La Spagna è campione del mondo. Un trionfo meritato, ma sofferto. L’Olanda ha interpretato bene la partita concedendo pochi varchi agli avversari che li hanno ottimizzati con i loro campioni. Primo tempo non bello, avaro di tante emozioni. Il colpo di testa di Ramos respinto da Stekelemburg al 4° è un lampo in un avvio di gara caratterizzato da un ritmo basso, anche a causa di diversi falli, alcuni duri (già ammoniti Puyol, Van Bommel e Ramos). Entrambe le squadre fraseggiano molto, ma incidono poco. Le furie rosse operano tre verticalizzazioni centrali per Villa, ma in due circostanze è colto in fuorigioco. Gli orange non rinunciano, ma creano solo due tiri deboli e centrali. All’11° sul cross di Xavi, sul secondo palo c’è, solo, Villa, ma calcia sull’esterno della rete. Gli iberici accentuano il possesso palla (56% al 30°), ma non trovano spazi per l’aggressività dei contendenti. Entrambe le manovre offensive sono troppo ragionate ed i minuti trascorrono lentamente sino al 46° quando il sinistro all’angolino da fuori area di Robben è deviato in angolo da Casillas (46°). Nella ripresa i campioni d’Europa appaiono più decisi, rapidi nella circolazione della sfera, riescono a tenere dietro per diversi minuti i tulipani che subiscono poco e quando possono ripartono con raziocinio alleggerendo la pressione. Al 54° il destro a giro su punizione di Xavi termina di poco alto. Questa è l’unica opportunità creata dagli spagnoli che rischiano tantissimo sul contropiede di Robben la cui conclusione è respinta di piede dal portiere (61°). Con la sua brillantezza e freschezza il neoentrato Navas mette a dura prova Van Bronchorst. Su un suo cross, Heitinga manca il pallone che giunge a Villa il cui tiro è ribattuto in spaccata dal difensore (69°). Le furie rosse hanno il pallino del gioco in mano, ma gli avversari sono ancora abbastanza corti, aggressivi e coprono bene tutti i varchi, non concedendo nulla eccetto qualche cross. Mancano il vantaggio all’82° sulla ripartenza veloce di Robben che tiene il contatto di fisico con Puyol, ma è chiuso dall’uscita di Casillas. Si va ai supplementari con il primo tempo che è decisamente più vivo, emozionante, per merito degli iberici che accelerano le operazioni, mentre gli olandesi mostrano evidenti segni di stanchezza fisica e mentale. Concedono più spazi ed in difesa sono meno lucidi. Al 92° i campioni d’Europa chiedono il rigore per due diversi interventi su Iniesta e Xavi, ma l’arbitro lascia correre. Al 95° c’è la verticalizzazione di Iniesta per Fabregas, ma Stekelemburg svetta la minaccia. Al 100° il destro di Navas deviato da Van Bronchkors finisce a lato di poco. Il copione non cambia nel successivo over time. Al 109° Hetinga spinge leggermente Iniesta lanciato a rete: fallo e seconda ammonizione per il difensore (già autore d’ altre irregolarità). La punizione centrale, da 20m, la batte Xavi, ma la palla è alta. L’ undici orange è molto offensivo con Van Bommel improvvisato difensore centrale. Con il sacrificio di tutti barcollano, ma non cadono. Anzi al 115° ottengono una punizione, battuta da Sneyder e deviata da Fabregas. Il fischietto inglese non concede il corner. Sul capovolgimento del gioco il centrocampista dell’Arsenal serve largo sulla destra Iniesta che con un diagonale sul palo lontano firma l’1–0. Protestano vigorosamente i tulipani con la terna arbitrale, ma non c’è nulla da fare. Nel finale con orgoglio attaccano, ma gli spagnoli chiudono tutti gli spazi ed al 122° gioiscono. In lacrime Casillas, saltano dalla gioia in tribuna i principi Felipe e Laetitia. Riprendono le proteste. Impietrito Robben.
IN "SORPRESE MONDIALI" SONO PRESENTI LE CRONACHE DI TUTTE LE 64 PARTITE
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