| CURIOSITA' DAI GIRONI DELLA PRIMA FASE |
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VENERDI’ 4 DICEMBRE.
ITALIA, URNA MOLTO BENEVOLA.
LIPPI: “LE DIFFICOLTA’ AUMENTANO SE SI CONSIDERANO FACILI”.
E’ andata benissimo. La composizione delle fasce di valori avevano dato alito a più d’un timore, invece, l’urna di Città del Capo è stata molto “amica” dell’Italia che ha pescato tutte avversarie ampiamente alla propria portate. Sulla carta Paraguay, Slovacchia e Nuova Zelanda devono contendersi tra loro soltanto il 2° posto con possibilità di riuscita inversamente proporzionali all’ordine in cui sono state enunciate. I più forti ed esperti di questa competizione sono i sudamericani (rocciosi, ben organizzati) che, come ha ricordato a caldo il ct Marcello Lippi “per 2 anni sono stati in testa nel proprio girone di qualificazione. Una posizione persa soltanto nel finale”. A guidarli offensivamente il solito Roque Santa Cruz, vecchia conoscenza del calcio del vecchio continente, ma spesso condizionato dagli infortuni. I due precedenti sono entrambi favorevoli agli azzurri. Esordienti in questo torneo, gli europei sono un team giovane, pieno d’entusiasmo che “è cresciuto, ha fatto molto bene nelle eliminatorie superando formazioni importanti”. Il suo elemento di spicco è senza dubbio Marek Hamsik, il centrocampista goleador del Napoli. “Sono contento di affrontare i campioni in carica - dice – E’ sempre un onore, un fascino particolare. Conosco molti calciatori e sarà un piacere sfidarli. Sarà una partita emozionante”. Infine c’è la sconosciuta Nuova Zelanda, forte quanto la selezione tricolore nel rugby, cioè poco o niente. “Non sono né soddisfatto, né dispiaciuto, ma semplicemente realista – aggiunge l’allenatore viareggino – Sono assolutamente convinto che le difficoltà della poule, dei contendenti aumentano più si considerano facili. Ora dobbiamo verificare il valore e le caratteristiche delle loro squadre e prepararci ad affrontarle con il massimo dell’attenzione e della considerazione e guardare ad una gara alla volta senza pensare agli altri concentramenti dove penso che tutte le teste di serie possano vincerlo. Poi vedremo ci capiterà nella seconda fase”. Negli scontri diretti il rischio è maggiore perché l’Italia è nella stessa parte del tabellone di Brasile, Portogallo e Spagna.
DUNGA AMMETTE: “GIRONE DIFFICILE”.
E’ ANDATA MEGLIO ALL’INGHILTERRA, MA CAPELLO INVITA ALLA CALMA.
Il gruppo sicuramente più affascinante ed impegnativo è il G con potenzialmente 3 selezioni in lizza per la doppia qualificazione: la testa di serie Brasile, il Portogallo e la Costa d’Avorio. “E’ un concentramento difficile, dobbiamo prepararci bene – commenta il ct della selecao Carlos Dunga – Una rappresentativa che partecipa il mondiale non può temere l’avversario. La fiducia conquistata con la Confederations Cup ha dato la certezza d’avere una rosacompetitivo che al di là del risultato gioca sempre per vincere”. Soprattutto con i lusitani che, già nel 1966, fecero un brutto scherzo ai verdeoro: sconfitti 3–1 ed eliminati nella prima fase. Kakà, Robinho, Ronaldo, Nani e Droga le stelle d’un girone in cui le emozioni non mancheranno con gli africani sulla carta terzo incomodo. Cenerentola della poule la Corea del Nord che torna alla coppa del mondo dopo ben 34 anni. Non dovrebbe avere troppi problemi, invece, l’Inghilterra abbinata agli Usa, all’Algeria ed alla debuttante Slovenia. “Dovremo partire con i piedi di piombo perché tutte le poule possono diventare difficili – chiarisce il ct Fabio Capello – Non sarà facile, come sempre a quest’incontri. Dobbiamo stare attenti agli africani che hanno sconfitto un forte Egitto. Tutti match sono difficili, ma forse cominciamo con quello più duro contro gli americani che hanno più tempo di noi per preparare il torneo”.
CURIOSITA’ DAI GIRONI.
L’Honduras torna ai mondiali dopo l’edizione del 1982 e ritrova sulla sua strada la Spagna (finì 1–1 in quel gruppo eliminatorio). Con loro due c’è anche la Svizzera, la nazionale più cosmopolita tra le partecipanti.
Tanti ricordi emergono leggendo il concentramento B in cui la favorita Argentina dovrà vedersela con 3 team rognosi e con caratteristiche diverse. Due, Grecia (con i suoi 72 anni Rehagel sarà il ct più anziano del torneo) e Nigeria, sono ben note perché sfidate anche nel girone eliminatorio di Usa 1994. Contro gli ellenici l’attuale tecnico dell’Albicelese Diego Armando Maratona segnò il suo ultimo gol in nazionale. Contro gli africani, invece, i sudamericani persero l’oro nell’Olimpiade di Atlanta 1996.
Urna sfortunata per la Serbia che, come 4 anni fa (31esima nello scorso mondiale), si ritrova in una poule difficile con la Germania (già 7 confronti nella coppa del mondo considerando anche la Yugoslavia), l’Australia ed il Ghana che ha ritrovato compattezza.
Tradizionale gruppo facile per i padroni di casa. Messico ed Uruguay (ritorna con Tabarez in panchina già nel 1990) sono formazioni alla portata del SudAfrica diretto da Parreira al suo 6° mondiale. Superiore la Francia che, nonostante tutte le critiche per il gol qualificazione di mano di Henry, dovrebbe passare senza troppi problemi il turno. Nel 2002 i galletti già sfidarono i sudamericani, ma la poule fu infausta per entrambe le selezioni.
NUMERI d’eccezione per il sorteggio. Al Centro Congressi di Città del Capo è stato allestito un palcoscenico di 4800 mq sul quale si muoveranno i conduttori dello show: il segretario generale della Fifa Jerome Valcke e l’attrice Charlize Theron (premio Oscar nel 2004) che ha confessato “la sua grande passione per il calcio” annunciando che “il prossimo anno sarà nuovamente in Sudafrica per seguire questa competizione”. In sala ci saranno 2000 ospiti eccellenti tra personaggi sportivi (Makhaya Ntini, primo giocatore di colore del Sudafrica di cricket, Matthew Booth, unico calciatore bianco dei Bafana Bafana, John Smit, campione del mondo di rugby, Heile Gebrselassie, pluricampione olimpico e mondiale di atletica, David Beckam), politici e sociali (i premi Nobel per la pace Frederik W. de Klerk e Desmond Tutu), le delegazioni delle 32 nazionali e 1715 giornalisti accreditati per un pubblico potenziale planetario di 200 milioni di persone.
Il sorteggio è stato anche uno show televisivo con momenti musicali e ricostruzioni storiche. Rivissuta, in più trance, la storia dei mondiali ed il cammino d’avvicinamento del SudAfrica e dell’intero continente nero a quest’evento, culmine d’un anno in cui sono già state ospitate le competizioni planetarie giovanili della Fifa. Al presidente della Figc Giancarlo Abete è toccato il compito di restituire il trofeo riconoscendo che “è dura farlo, ma nello stesso tempo è un onore essere di nuovo in lizza con l’intento di riprenderselo”. Gran cerimoniere della serata il massimo dirigente della Fifa Sepp Blatter che ha interloquito con il collega locale Zuma e con gli altri vip saliti sul palco. Luci della ribalta anche per il pallone ufficiale della competizione che ha scaglie simili ad un paio di scarpe così da limitare ulteriormente le turbolenze dell’aria.
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