| LA STORIA DEI MONDIALI |
|
|
|
|
Raccontare la storia di questo campionato in poche righe non è semplice. Ci sono molti avvenimenti e personaggi che meritano d’essere menzionati perché hanno dato il loro contributo alla crescita di questa competizione che dopo le Olimpiadi è l’evento sportivo più seguito nel mondo, non per niente si chiama Coppa del Mondo. Nacque nel 1928 quando nel corso di un Congresso tenutosi ad Amsterdam (sede, quell’anno dei Giochi Olimpici) il segretario della Federcalcio francese, Henri DELAUNAY, ed il Presidente della Fifa Jules RIMET proposero la nascita d’un torneo ufficiale per le nazionali che consentisse, periodicamente, ai calciatori di misurarsi davanti ad una platea internazionale. La proposta fu apprezzata e, l’anno dopo, a Barcellona, fu approvato il regolamento di questa manifestazione che si disputa ogni quattro anni ed in cui è posta in palio una coppa consegnata, però, solo temporaneamente alla squadra che vince un’edizione. La consegna definitiva avviene soltanto, quando una formazione riesce a vincere tre edizioni consecutive della rassegna. Un’operazione riuscita finora solo al Brasile che nel 1970 portò a casa la Coppa Rimet (una vittoria alata stilizzata d’oro massiccio del peso di circa due chilogrammi, realizzata dall'orafo parigino Abel LA FLEUR, costata quarantacinquemila franchi). Dopo quest’appuntamento è stato introdotto il nuovo trofeo ideato dall’italiano Silvio FAZZANIGA. Il primo mondiale si disputò in Uruguay nel 1930. Vi parteciparono soltanto 13 rappresentative. Tra queste poche europee che non avevano condiviso la scelta della sede. Con il passare degli anni il numero delle iscritte è aumentato fino alla quota 32 raggiunta a cominciare dal 1998 (trionfo della Francia di Zinedine ZIDANE, protagonista anche Germania 2006). Una stella come lo sono stati Giuseppe MEAZZA e Silvio PIOLA che hanno trascinato l’Italia al successo nel 1934 e nel 1938. Una galleria di grandi nomi del pallone che non finisce qui. C’è Juan Alberto SCHIAFFINO protagonista dell’affermazione dell’Uruguay nella prima rassegna post seconda guerra mondiale. Ferenc PUSKAS, autentico fuoriclasse dell'Ungheria (2° nel 1954). Un quadriennio dopo il grande PELE guidò alla vittoria il Brasile che, poi, s’è ripetuto anche nel 1962, questa volta però senza il suo astro bloccato da un infortunato. Nel 1966 trionfò l’Inghilterra, ma il tris per la selecao giungerà già nel 1970. Quest’edizione nel nostro paese è ricordata per la mitica semifinale vinta 4–3 contro la Germania dopo due tempi supplementari da cardiopalma. Nel 1974 la coppa del mondo fu alzata dai tedeschi, capitanati da Franz BECKEMBAUER che, in finale, superò l’Olanda di Johan CRUIJFF, protagonista del miglior calcio giocato e padre del cosiddetto “calcio totale”. Nelle notti spagnole del 1982 fu Paolo ROSSI, con sei reti, a trascinare l’Italia fino al mitico successo del Santiago Bernabeu di Madrid. Magiche furono, invece, le notti italiche del 1990 dove brillò la classe e la fantasia di Diego Armando MARADONA che con la sua Argentina si dovette però accontentare del secondo posto. Nella finalissima dell’Olimpico di Roma fu superata dalla Germania. Stesso destino toccò ad un altro numero dieci, Roberto BAGGIO. Negli Stati Uniti il divin Codino trascinò gli azzurri di Sacchi fino alla finale di Pasadena dove sbagliò uno dei rigori che permisero al Brasile di salire per la quarta volta sul tetto del Mondo. Il quinto alloro iridato i verdeoro lo hanno poi conquistato nel 2002, nella prima edizione asiatica della coppa del mondo.
|


