26 dicembre 2004, LA CRONACA DI QUEGLI ISTANTI DRAMMATICI PDF Stampa E-mail

 

Ore 7.58 del mattino. La popolazione locale e le migliaia di turisti si cominciano a svegliare, quando si verifica una scossa di terremoto dell’8,9° della scala Richter. L’epicentro è localizzato a nord dell’isola di Sumatra. Seppur forte, il sisma non provoca vittime, solo danni alle strutture, ma genera uno tsumani (termine giapponese che significa onda di porto) che alle ore 8.08, raggiunge l’isola di Sumatra. Poi Phuket in Thailandia (8.50), lo Sri Lanka meridionale (9.20), le coste dell’India )9.35), la Birmania e la Malaisia (9.58), le Maldive (11.28), la Somalia e l’Africa orientale (15.28). L’acqua porta via con sé tutto ciò che trova: automobili, autobus, tavolini ecc. In pochi istanti intere zone non esistono più. C’è solo una grande distesa blu. L’energia elettrica salta in molte zone come pure le linee telefoniche. Le immagini sono raccapriccianti. Si capisce subito che è una catastrofe d’enorme portata. Fin da subito cominciano le operazioni di recupero dei superstiti e dei cadaveri. In serata il bilancio provvisorio dei morti ammonta ad oltre 11000, ma sono moltissimi i dispersi (tutti salvi ed in buone condizioni i circa 5000 italiani presenti). E’un evento inusuale per questa zona, ma molto frequente nel vicino Oceano Pacifico. Gli esperti di geofisica spiegano che il terremoto è stato provocato dallo scontro tra la placca tettonica indo australiana e quella cinese. In seguito il fondale oceanico s’è spostato creando lo tsumani di cui si può intuire dove si può verificare ma no quando. La potenza dell’onda è paragonabile a quella di un milione di bombe atomiche fatte esplodere contemporaneamente. Questi i racconti d’alcuni superstiti. Dallo Sri Lanka. “Abbiamo visto la prima onda che ha portato via i pontili. Poi c’è né stata un’altra che ha spazzato via tavoli, sedie ed altre cose. Le costruzioni hanno retto. Le comunicazioni sono possibili solo con i telefoni satellitari. Credo che i collegamenti con le altre isole sono impossibili”. Dalla Thailandia. “Stavamo andando sulla spiaggia, quando abbiamo visto un’onda gigantesca che ha invaso prima le spiagge e poi la strada. La polizia locale ha subito invitato a restare in albergo. I danni maggiori sono alle cose. Gli atolli credo che sono stati sommersi: ci saranno molti morti”. Giorgio Storace, ambasciatore italiano in India. “Sono state colpite quattro zone del paese. Le maggiori preoccupazioni sono per le isole Antamane e Nicobare”. Dalle Maldive, meta di molti turisti vip Emilio Fede, direttore del Tg4. “Alle ore 6.20 italiane c’è stato il putiferio: il mare è salito rapidamente e ha invaso l’atollo”. Lamberto Sposini, vice direttore del Tg5. “E’stato abbastanza impressionante. E’accaduto tutto improvvisamente e in una bella giornata”.
 
 

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