30 dicembre 2004, QUATTRO GIORNI DOPO PDF Stampa E-mail

 

Mattinata di panico in India. Dopo l’avvertimento a nord dell’isola di Sumatra d’una scossa sismica di magnitudo 5,2 della scala Richter, il ministero dell’Interno ha lanciato un nuovo allarme Tsumani. La popolazione, impaurita, ha cominciato a fuggire in preda al panico. Dopo alcune ore, la Protezione Civile italiana ha spiegato che non c’era l’eventualità di una nuova onda anomala. Con questo falso allarme comincia la quarta giornata di emergenza per il sudest aiatico. Nello Sri Lanka sono proseguite senza sosta le ricerche dei dispersi e le operazioni di recupero dei cadaveri. Il tutto avviene con mezzi di fortuna. Nei dintorni di Galle, la zona più colpita del paese, sono state create nuove fosse comuni dove seppellire i cadaveri man mano che sono rinvenuti. Nel pomeriggio tre italiani sono stati ritrovati sani e salvi. Si erano rifugiati sul tetto di un’abitazione. In Thailandia, a Khao Lak, sono stati ritrovati 21 clienti del villaggio turistico completamente distrutto. A Phi Phi Island, la Protezione Civile è entrata in contatto con un gruppo di connazionali ritenuti morti. Il drappello s’era rifugiato in una collina. Le autorità locali hanno intanto lanciato l’allarme colera. La diffusione di questa malattia è favorita dalla presenza di tanti cadaveri non sepolti. In Indonesia in tali operazioni sono impiegati anche i detenuti. A Phuket, la Croce Rossa internazionale ha creato un centro di raccolta d’oggetti da poter dare alle persone bisognose. Sui pilastri dell’aeroporto sono state attaccate le foto dei dispersi con i numeri da contattare per fornire informazioni. La giornata si conclude con questo bilancio: 120000 morti suddivisi in 79400 in Indonesia, 29000 nello Sri Lanka, 13286 in India, 4500 in Thailandia, 90 in Birmania, 75 nelle Maldive, 66 in Malaisia, 132 in Somalia, 10 in Tanzania, 2 in Bangladesh, 1 in Kenia. Il dato degli scompars nello Sri Lanka è parziale perché dalle zone controllate dai guerriglieri Tamil non sono fornite cifre. Tra le vittime ci sono: 33 tedeschi, 22 francesi, 28 britannici, 44 svedesi, 21 norvegesi, 14 finlandesi, 7 danesi, 5 belgi, 5 austriaci, 12 svizzeri, 1 croato, 5 olandesi, 1 russo, 3 canadesi, 9 australiani, 11 statunitensi. All’elevato numero di morti si devono aggiungere quello dei dispersi e quello degli sfollati: 72000 i primi (5000 sono turisti) e 5000000 i secondi (3000000 solo in Indonesia e 1000000 nello Sri Lanka).
 

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