2 gennaio 2005, SETTE GIORNI DOPO PDF Stampa E-mail

 

Il sudest asiatico è stato colpito quest’oggi da una nuova scossa d’assestamento di magnitudo 5,9 della scala Richter. L’epicentro è stato localizzato nelle isole indiane delle Andamane. Il terremoto non ha fermato però il lavoro dei soccorritori. Da quest’oggi collaborano nella ricerca anche i marines che stanno provvedendo all’evacuazione delle persone dall’isola di Sumatra. Molte zone dell’isola sono raggiungibili solo dal cielo in quanto il maremoto ha distrutto tutte le vie di comunicazioni via terra. Sono isolate diverse regioni dell’Indonesia e dello Sri Lanka su cui continua anche a piovere.
Il bilancio delle vittime accertate continua a salire. Sono ormai 130000 i cadaveri ritrovati: 80000 in Indonesia, 30000 nello Sri Lanka, 14000 in India, 5000 in Thailandia. Anche il bilancio dei dispersi è elevatissimo: 11000 sono solo quelli stranieri. Di questi il 90% provengono da paesi nordeuropei quali la Svezia, la Finlandia, la Germania, ecc.
Dall’Indonesia giungono anche due notizie positive. Ad Aceh, una delle province più colpite, è stato ritrovato vivo un pescatore di 24 anni. Era rimasto intrappolato sotto una barca. Su un isola sono stati ritrovati alcuni turisti olandesi e alcuni britannici. Tutti in discrete condizioni fisiche.
Per quanto riguarda gli italiani, il ministero degli Esteri ha comunicato che il numero dei dispersi è sceso a 570 unità. Novanta persone sono state ritrovate al termine di un lungo lavoro di confronto dei dati su di loro ricevuti da varie fonti. 
 

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