4 maggio, RICOSTRUZIONE DELLA CATTURA DI BIN LADEN PDF Stampa E-mail

 

RICOSTRUZIONE DELLA CATTURA DI BIN LADEN DAL QUOTIDIANO “IL MATTINO” IN EDICOLA MERCOLEDI’ 4 MAGGIO.
 
UN GRIDO ALLA CASA BIANCA: GERONIMO, E’ FATTA.
 
Non era armato. Era chiuso in una stanza da letto, al 3° piano della sua fortezza, con la moglie e un figlio. Ma i portavoce americani insistono: Bin Laden ha opposto resistenza. Per questo l’uomo delle squadre speciali che è entrato per primo nella sua stanza ha fatto fuoco, colpendolo all’occhio sinistro e al petto e uccidendo suo figlio. La moglie è rimasta colpita di striscio alle gambe, nella pioggia di pallottole che ha investito la camera. Passano le ore, e la Missione Geronimo diventa più chiara. La foto del presidente Usa che segue l’operazione, circondato dal suo gruppo di consiglieri prova quanto quei momenti siano stati tesi e angosciosi. Il volto di Hillary Clinton, gli occhi spalancati, la mano sulla bocca, quasi a soffocare un grido, le vene della tempia di Obama gonfie per la tensione, il vicepresidente Biden incredulo, raccontano in modo incisivo quei 40’ di combattimento. Ieri il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, ha letto una breve descrizione del blitz. L’operazione è stata illuminata dalle luci che gli uomini avevano sugli elmetti, sui quali alcuni portavano anche le telecamere che trasmettevano direttamente via satellite alla Casa Bianca. L’intera missione è durata 40 minuti. Poi i militarisono risaliti sugli elicotteri e sono scappati verso il confine afghano. E questo è stato l’altro momento di estrema tensione: l’aeronautica pakistana, che non sapeva del blitz, ha fatto levare in volo i suoi F16. C’è stato cioè anche il rischio che li abbattessero prima che arrivassero oltre il confine. Dopo, il cadavere è stato portato a bordo della portaerei Carl Vinson. Qui è stato lavato, avvolto in un lenzuolo bianco, posato su una tavola e fatto scivolare in acqua, mentre un cappellano leggeva dei passi religiosi che erano stati preparati in anticipo.
Un comunicato del ministero degli Esteri pachistano ha confermato la notizia aggiungendo che i familiari sono «tutti in mani sicure, alcuni di loro hanno bisogno di assistenza medica. E verranno consegnati ai loro Paesi di origine».
 
 
DALL’ARTICOLO (A PAGINA 2) DI STEFANO TRINCIA.
I SEGRETI DI BIN LADEN IN UN PC.
 
GLI 007 DELLA CIA: UNA MINIERA D’ORO.
 
Cento specialisti di intelligence, affiancati da altrettanti esperti elettronici, in una località segreta dell’Afghanistan, stanno cercando la pista giusta nell’immenso archivio cibernetico trovato nel covo del Principe del Terrore. Dieci dischi rigidi, 5 computer portatili e 100 contenitori di memoria che gli agenti speciali delle Navy Seals hanno portato via. La Cia è ora in possesso del suo archivio segreto, uno dei più grandi colpi dello spionaggio americano dalla Seconda guerra mondiale. “Dobbiamo capire il prima possibile se ci sono attentati già pianificati e pronti al via – ha dichiarato alla Cnn John Brennan, consigliere di Obama per l’antiterrorismo – solo così saremo in grado di prendere contromisure adeguate”. Il secondo capitolo è quello finanziario. L’archivio conterrebbe, secondo le prime indiscrezioni, una dettagliata griglia dei principali finanziatori e sostenitori di Al Qaeda in varie regioni del mondo. Tra loro potrebbero figurare nomi insospettabili, soprattutto in Arabia Saudita (terra natale di Osama) e negli Emirati Arabi. “Seguire la pista dei soldi, questo è ormai un consolidato metodo di lotta alla criminalità – ha spiegato Stuart Levey, ex sottosegretario al Tesoro per il terrorismo e l’intelligence finanziaria – lo stesso vale per la piovra del terrore, non vorrei essere nei panni di coloro che hanno sostenuto segretamente bin Laden in tutti questi anni e che ora verranno smascherati”.
 

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