| 2 maggio, LA CATTURA DI BIN LADEN |
|
|
|
|
La guerra al terrorismo internazionale giunge ad una svolta. Osama Bin Laden è stato ucciso. Ad annunciarlo è stato il presidente degli Usa Barack Obama in diretta televisiva poco prima delle 23 locali (quasi le 5 del mattino in Italia). La morte, con un colpo di pistola alla testa, è avvenuta durante un blitz delle forze speciali nella sua abitazione segreta (un condominio fortificato) a Abbottabad (soli 75km da Islamabad) finalizzato proprio alla sua eliminazione. Con lui sono deceduti anche un figlio ed altre quattro persone. Due mogli e sei figli, invece, sono stati arrestati insieme a quattro collaboratori. Fonti del Pentagono riferiscono che le forze l’operazione è stata effettuata dopo averla provato più volte per evitare vittime tra civili innocenti. Uno dei quattro elicotteri coinvolti si sarebbe schiantato dopo essere stato raggiunto da colpi d’arma da fuoco esplosi da terra, anche se viene specificato che non ci sono state vittime. “La scorsa settimana – racconta il capo della Casa Bianca – sono giunto alla conclusione che avevamo informazioni di intelligence sufficienti per entrare in azione ed ho autorizzato l’intervento mirato contro un fabbricato in Abad Abad, in Pakistan. Un piccolo team l’ha effettuato con coraggio e bravura straordinari. Nessuno è rimasto ferito. I militari hanno fatto tutto il possibile per evitare che vi fossero coinvolti civili”. “La sepoltura ha già avuto luogo – ha spiegato in giornata un alto responsabile dell’amministrazione Usa – Abbiamo fatto tutto il possibile perché il corpo fosse trattato secondo le tradizioni musulmane. E’ un compito che abbiamo preso molto seriamente”. La tradizione vuole che i corpi siano inumati prima possibile, generalmente entro 24 ore dal decesso. Di solito sono coperti da un lenzuolo bianco.
CORRISPONDENZA. Sohaib Athar, un 33enne programmatore informatico pakistano, ha raccontato su Twitter (14mila persone l’hanno seguito) il raid statunitense. Trasferitosi da poco nella tranquilla città, s’è allarmato dopo aver visto un velivolo sorvolare la zona all’una di notte ora locale. “Elicottero sta volando sopra Abbottabad (è un evento rarissimo)”, recitava il suo primo tweet. Presto sono arrivati altri aerei e si sono sentiti spari ed esplosioni. “Le poche persone che sono on line dicono che uno non sia pakistano”, ha riferito aggiungendo poco dopo che uno sarebbe stato abbattuto. “Penso che l’incidente e il discorso del presidente Obama siano collegati”. Otto ore e circa 35 tweet più tardi è arrivata la conferma: “Osama bin Laden ucciso ad Abbottabad, in Pakistan”.
COMMENTI. La notizia ha fatto, immediatamente il giro del mondo. “E’ un successo significativo per la sicurezza degli alleati e per tutte le nazioni che si sono unite ai nostri sforzi contro il terrorismo globale, per fare del mondo un posto più sicuro per tutti – commenta il segretario generale della Nato Rasmussen – Il terrorismo continua a rappresentare una minaccia per la nostra sicurezza e la nostra stabilità, pertanto la cooperazione internazionale continua ad essere la chiave e la Nato resta al cuore di questa cooperazione”. I talebani pachistani giurano vendetta. “Noi non possiamo confermare il martirio di bin Laden, quando le nostre fonti ce lo confermeranno saremo in grado di dire qualche cosa – ha detto il portavoce del Tehrik-e-Taleban Pakistan(Ttp), Ehsanullah Ehsan – Se ha conosciuto il martirio, noi lo vendicheremo e lanceremo attacchi contro i governi americano e pachistano, e le loro forze di sicurezza, perché sono nemici dell’Islam”. Gioiosa la reazione degli americani. La gente si riversa per le strade intonando Usa Usa, l’inno nazionale, sventolando la propria bandiera. Le manifestazioni di giubilo principali a Times Square ed a Ground Zero (New York), davanti la Casa Bianca (Washington)
Il RIFUGIO era un complesso residenziale di lusso e con misure di massima sicurezza ed ospitava numerosi militari pachistani in pensione. Grande otto volte di più delle case adiacenti, è circondato da un muro alto fino a 5,5 metri su cui corre il filo spinato, con altri muri posti all'interno che separano le varie zone del compound. Vi si accede tramite due ingressi principali presidiati dalla sicurezza, e i residenti bruciano l’immondizia invece di farla raccogliere. Solo poche finestre del complesso si affacciano sull'esterno e i balconi hanno un muro di oltre 2 metri.
|


