13 marzo, SOS CENTRALI NUCLEARI PDF Stampa E-mail

 

CENTRALI NUCLEARI. Pericolo anche per il reattore 3 dovec’è un guasto ad una valvola ed il livello dell’acqua s’è abbassato scoprendo le barre di combustibile atomico per ben 3 metri. Secondo gli esperti si tratta d’un incidente serie con conseguenze non prevedibili nell’immediato.
In mattinata sono stati notati primi segnali di malfunzionamento al reattore della centrale di Onagawa. “Una controllata fuoriuscita di vapore” che ha indotto ad aumentare la pressione del sistema, poi a raffreddare l’impianto e immettendo acqua marina nell’unità. Si tratterebbe di “un accumulo di idrogeno”. I tre reattori “sono sotto controllo” e “l’allerta è stato dichiarato per il fatto che i livelli della radioattività registrati sono superiori ai livelli autorizzati nell’area vicino alla centrale. Le autorità giapponesi stanno tentando di stabilire l’origine delle radiazioni”. In serata è stato annunciato lo stato d’emergenza.
In tarda serata allarme anche per la centrale di Tokai (a soli 120km da Tokyo): due sistemi di raffreddamento sono in avaria. Funziona uno solo.
 
Intanto, è in piena eruzione il vulcano dell’isola di Kyushu. Gas e ceneri stanno fuoriuscendo dal cratere dello Shinmoedake (1420m) (a gennaio s’era risvegliato dopo 52 anni). Le autorità hanno limitato l’accesso alla montagna appartenente alla catena kirishima (con circa 20 vulcani).
Mentre continuano le scosse (una del 6°), l’Agenzia metereologica giapponese ha avvertito che, nei prossimi giorni, sono possibili scosse d’una magnitudo che potrebbe raggiungere i 7 gradi concentrate principalmente nella zona oceanica. L’allarme tsunami è stato declassato ad “allerta”.
Secondo il geofisico Kenneth Hudnut, il sisma ha causato uno spostamento di 2,4 metri di Honshu, la principale isola dell’arcipelago giapponese.
 
Proseguono le difficoltà per la popolazione che, da domani sino al termine d’aprile, si vedrà razionata l’energia elettrica sarà razionata nell’area che comprende le prefetture di Chiba, Gunma, Ibaraki, Kanagawa, Tochigi, Saitama, Yamanashi e Shizuoka. La Tepco, infatti, non produrrà più di 3100milioni di kilowatt al giorno (a fronte dei 4100 necessari) perché il 27% tradizionale proviene dai reattori nucleari di Niigata e Fukushima. Sempre più persone stanno abbandonando il paese. Molti hanno deciso di far partire le famiglie, soprattutto quelli che hanno bambini. I voli in partenza dagli aeroporti di Haneda e Narita sono pieni. Oggi Tokyo ha un aspetto spettrale. Strade deserte e poche luci accese quando scende il buio. I grandi magazzini hanno anticipato la chiusura per risparmiare l’energia.
 
 
Sono sudcoreani, britannici, statunitensi (anche 2 esperti nucleari e la portaerei Reagan) i primi soccorritori esteri arrivati in Giappone. Ne sono promessi altri da 70 paesi (tra cui cinesi, francesi, tedeschi, messicani, australiani, neozelandesi).
Incredibile il salvataggio, al largo di Fukuhima, del 60enne Hiromitsu Shinkawa che “navigava” sul tetto della sua casa. Alle 3.10 italiane, la nave delle forze d’autodifesa “choukai” lo ha avvistato aggrappato al tetto di una casa a circa 15 km dalla costa. Recuperato è stato, poi, trasportato in elicottero in un ospedale della prefettura di fukushima. Perfettamente cosciente, ha raccontato di essere salito sul tetto quando è arrivato lo tsunami, ma la casa è stata trascinata via dalla violenza delle acque. A quel punto ha perso la moglie, che è dispersa.
 
 
GOVERNO. Breve e drammatica conferenza stampa del primo ministro giapponese Naoto Kan che ha affermato che il Giappone si trova “nel momento più difficile dalla fine della Seconda Guerra mondiale”. Ha, poi, cercato di tranquillizzare la popolazione affermando che “non ci sarà un’altra Cernobyl”. Ha spiegato che 12mila persone sono già state tratte in salvo dai soccorritori (50mila uomini delle forze dell’ordine, 200 squadre di medici) e che le navi saranno usate per portare ovunque cibo, acqua e medicine. Ha ringraziato “il popolo e i terremotati” per come sta affrontando l’emergenza che può essere superata solo con “unendo le forze, aiutandosi a partire da parenti ed amici, con la compattezza” chiarendo che “non sarà facile, ma supereremo questa crisi, come abbiamo fatto in passato”.
 

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