11 marzo, TESTIMONIANZE DEGLI ITALIANI PDF Stampa E-mail

 

IL SISMA. Un violento sisma (il peggiore da quando esistono le rilevazioni, il 5° del secolo) di 8,9° durato 400” con epicentro ad una profondità di 24,4 km ha colpito la parte nord orientale dell’isola Honshu (la più grande del Giappone – a 380 km da Tokyo) alle ore 14.46 locali (le 6.46 italiane).
La grandezza della parte di crosta terrestre rotta è di circa 700km di lunghezza per 200km di larghezza liberando una quantità d’energia pari a 20000 volte quella del terremoto de L’Aquila.
Il terremoto potrebbe aver spostato l’asse terrestre di 10cm. E’ quanto affermano gli esperti sulla base di simulazioni matematiche, non dati certi, ma le modalità ed il luogo lo rendono probabile. Il movimento non avrebbe effetti pratici sulle stagioni, ma è rilevante da studiare.
Oltre 100 le cosiddette scosse d’assestamento, 4 d’oltre 6,5° e 12 tra i 6° ed i 6,5°. Da quella principale, una d’almeno 5° in media ogni 5/7 minuti. La seconda di 7,8° alle 15.15, al largo di Ibaraki. In nottata, alle 3.59 (19.59) una di magnitudo 6,2° Richter in una zona completamente diversa, nei pressi di Joetsu (sulle coste di fronte alla Corea). Poco dopo, alle 20.25, di 5,5° a soli 80kg da Tokyo.
 
Il TERREMOTO fa parte della vita quotidiana del paese del Sol Levante. Ogni giorno ci sono. E’ una sfida continua del popolo che lavora molto sulla prevenzione, non volendo mai dominare la natura. Sin da piccoli ai bambini è insegnato come comportarsi in queste circostanze. A settembre c’è la giornata nazionale della prevenzione.
La cultura samurai consente ai nipponici il controllo psicofisico delle emozioni. Per questo su internet (youtube, facebook) ci sono tantissimi video amatoriali realizzati con freddezza proprio negli istanti del sisma. Cameraman imperterriti che si spostano continuamente per registrare vari ambienti. Fermi anche i parlamentari che sono rimasti nei propri scanni o le commesse nei negozi.
 
 
Pochi minuti dopo la scossa, uno tsunami con onde alte fino a 10m s’è abbattuto sulle coste del Pacifico spingendosi all’interno sino a 5km provocando danni e morti nell’area di Sendai (2/300 morti solo sulla spiaggia). La pista dell’aeroporto è stata invasa dalle acque. Case e magazzini sono in fiamme in vaste aree di Kesennuma. Il porto di Miyagi si è riempito di carcasse di veicoli trascinati via dalla furia del mare. Portate via: alberi, abitazioni, automobili, bus, una nave con 100 persone a bordo, 4 treni (nella stazione di Miyagi e di Iwate), la diga di Fujinuma s’è spezzata riversando l’acqua a valle sulla città di Sukagawa. La gente fugge, ma è vano.
 
TSUNAMI è una parola nipponica che significa onda di porto. E’ un fenomeno naturale, normale, ma non a questi livelli. E’ incontrollabile, si può solo prevenire con gli allarmi tempestivi. La sua velocità dipende dalla profondità del fondale marina e l’altitudine delle terre colpite (la pianura la incrementa).
L’allerta è stata lanciata anche in Russia, nelle isole Marianne e nelle Filippine. L’onda ha toccato le coste della parte sud orientale di Taiwan: l’altezza non ha superato i 50cm e la forza non è stata tale da far giungere l’acqua nei centri abitati. Stessa altezza anche per quella che ha colpito l’isola di Curili dove sono stati evacuati undicimila cittadini russi.
Danni anche seri nella zona a sud di San Francisco (Usa) alle banchine dei porti, ai battelli. In California, sul molo di Crescent City, un uomo è morto e 3 sono feriti: il gruppo si era lasciato incuriosire dallo spettacolo dell’oceano, ma ne è rimasto travolto dall’ondata di 1,5m che s’è abbattuta sul porticciolo, distruggendo alcune barche.
Onde tsunami anche in Messico senza vittime, ma con danni.
 
 
 
 
TOKYO: chiusi gli aeroporti di Narita ed Ibaraki (ceduto anche un’ampia parte del tetto), bloccati  treni e metropolitane sino alle 17,30 nostrane. Migliaia di persone sono isolate, cercano di farsi notare in ogni modo dalle finestre, dai balconi, dai tetti. La rete di telefonia fissa e mobile è saltata, ma ha resistito quella Internet, tramite cui la gente continua a scambiarsi informazioni in tempo reale. La fornitura d’energia elettrica è saltata (4,4 milioni di abitazioni sono rimaste senza luce). I crolli sono stati limitati per l’obbligo di realizzare costruzioni antisismiche. L’antenna della Tokyo Tower, il simbolo della capitale nipponica e della ricostruzione post-bellica, si è piegata.
NUERMI: 378 morti, 950 dispersi.
 
Una grande esplosione è avvenuta in un complesso petrolchimico a Shiogama. Un incendio s’è innescato ed è stato, poi, spento nell’edificio che ospita una turbina nella centrale nucleare di Onagawa (prefettura di Miyagi). Quasi tutte le centrali si sono bloccate automaticamente. Una mancanza di corrente ha bloccato l’alimentazione ad una pompa di raffreddamento della centrale di Fukushima dove i reattori 1,3 e 4 del 2° impianto. La loro pressione non è più sotto controllo, la temperatura è in continuo, costante aumento com’è costretta ad ammettere la società proprietaria della struttura. Fuoriescono radiazioni 8 volte fuori la norma. Il governo è costretto ad annunciare l’emergenza nucleare per l’intero paese. Ha, inoltre, deciso l’evacuazione in un’area di 10km di raggio
VITTIME – Quelle accertate sono 378, 950 i dispersi.
 
 
 
TESTIMONIANZE. Numerose le testimonianze degli italiani che si trovano in Giappone (1972, principalmente nella capitale). Abita a Tokyo dal 2004, Flavio che lo racconta dal suo blog. “All’inizio penso che la vibrazione sia una chiamata sul cellulare, ma guardandolo, non è illuminato. Poi comincia a ondeggiare tutto, e ho capito. Mi precipito fuori mentre dietro me cadono libri, suppellettili, e io per strada scalzo, nella fretta, senza scarpe. Tutto il quartiere è per strada, il terremoto acquista potenza, io mi sento il cuore impazzire, mi manca il fiato, si sentono rumori di roba che cade, ma la cosa più terrificante è che la terra ondeggia e si muove senza controllo sotto i miei calzini. Non riesco a reggermi in piedi e non so se è per la scossa o per la paura. Ci sono ingorghi, ma scorrevoli, di macchine e pedoni. I treni che portano ogni giorno milioni di pendolari dal lavoro a casa sono fermi, quindi, la gente si prepara a una camminata odisseica di decine di chilometri nel freddo. Chi vive in centro (come me) offre ospitalità a chi si trova in zona. Si temono nuove scosse la gente ingolfa i posti di polizia per avere informazioni su dove andare, come fare un tragitto che ha sempre percorso in treno. Ma tutto avviene con calma, quasi al rallentatore”.
Racconta tutta la sua paura su facebook, invece, Rossella, residente a Tokyo. “Ero in un bar a Omotesando, sono corsa fuori, le case tremavano a destra e sinistra, come nei film. Mi sono allontanata dai palazzi per paura che crollassero, sono corsa verso la strada, ma il manto stradale tremava come il mare in tempesta, avevo paura si aprisse una voragine, ma era l'unica che potevo fare, stare in mezzo alla strada lontana dai palazzi (che non sono crollati!!!! incredibile!!!!). I taxi e le macchine, tutti fermi e ondeggiavano come fossero in un mare in tormenta. Terrore puro”.
Pio D’Emilia (corrispondente di SkyTg24): “Faccio fatica a stare in piedi, la terra trema, tutti i palazzi si muovono”.
Era al 4° piano d’un grattacielo di 21, il ct della nazionale nipponica. “Ho sentito i cigolii e poi ho visto ondeggiare tutto – racconta Alberto ZaccheroniSembrava di stare in una casa di gomma. Io il terremoto non sapevo cosa fosse. Ora purtroppo sì. Ho avvertito due scosse fortissime. Sono cadute suppellettili varie, le coperture dei condizionatori e poi un intero armadio con i cassetti. Ma danni strutturali grossi qui a Tokio non ci sono stati: le case sono tutte antisismiche, mentre a Sendai soprattutto per lo tsunami che si è scatenato il bilancio si aggrava di ora in ora”.

 

 

 

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