La mia prima al Pontano PDF Stampa E-mail

 

Il mio esordio alle partite del Pontano Bk Napoli è slittato di 2 turni rispetto al naturale inizio del campionato. Purtroppo in questa primissima parte della stagione il calendario dei miei fine settimana di pallacanestro non è girato come avevo preventivato. Ci sono state 2 gare casalinghe della Gma Phonica Pozzuoli inizialmente non previste: la seconda amichevole con il Vomero Bk al posto del torneo a Livorno e l’Opening Day a Ponticelli anziché a Roma. Entrambe in perfetta contemporaneità con i match dei partenopei (che sfortuna) che sono rimasti fisicamente scoperti, anche se con il prezioso supporto del dirigente Luca Coppola Bottazzi (un grande!) ho coperto regolarmente gli incontri con Gaeta ed Olimpia cagliari.
L’attesa per me era tanta. Ero molto curioso di vedere all’opera in un confronto ufficiale (dopo lo scrimmage con Mugnano) questa squadra. Le prime impressioni, non definitive, sono state positive. L’Airola è un avversario di livello superiore, anche se il precedente bottino di punti (2 in 4 giornate) non lo testimoniava. Dispone d’elementi d’esperienza come D’Orta, Del Vecchio e Di Marzo, Confessore. Un team bello tosto contro cui i padroni di casa hanno duellato ad armi pari in vasti tratti del primo tempo, poi il divario tecnico e la miglior condizione fisica dei sanniti hanno fatto la differenza. Diversi cestisti napoletani erano debilitati dall’influenza dei giorni precedenti. Questo spiega anche le continue sostituzioni operate da coach Barbuto (è stata un’impresa tenere il conto dei tanti quintetti sul parquet) che vive la partita intensamente passeggiando nella sua area di competenza, dialogando con i giocatori in campo, guardando spesso il cronometro per valutare l’opportunità di un time out o di un cambio di schema o pedina. Da tutti i ho visto grande impegno, voglia di sacrificarsi, di lottare su ogni pallone. Ciò unito agli schemi ha prodotto bei momenti difensivi. Più discontinuo l’attacco anche con qualche canestro sfortunatamente non riuscito. Dopo questa gara sono moderatamente ottimista. Non m’illudo che il Pontano possa vincere il girone, ma con la possibilità di lavorare a ranghi completi e con un amalgama ancora migliore si potrà sorridere spesso almeno tra le mura amiche.
Le ultime righe le voglio dedicare proprio al fattore campo. Il PalaBarbuto è molto grande, ma l’atmosfera è meno spettrale di quanto pensavo. Abituato al pubblico troppo silenzioso dei match al PalaTrincone di Monteruscello del Pozzuoli maschile, devo ammettere che questo è migliore. Mi ricorda un po’ il clima di Monte di Procida del biennio 2004/06, i primi due campionati di C1 dei flegrei, quando serviva sostenere la formazione in cerca della salvezza. Gli spettatori s’impegnano nel far sentire la propria vicinanza alla selezione che penso se né accorga. Sugli spalti, poi, ho visto con piacere diversi amici: Dario Andrè, Salvatore Errico e Gabriele Velocci (Centro Serapide), Roberto Di Lorenzo (Vivi Basket), Elio Annunziato (coach, ex Partenope), Carmine Scotti (presidente Flegrea Bk), alcune cestiste del Vomero tra cui il capitano Imma Gentile. Tutti vicini al Pontano, una piccola realtà cittadina con tanto entusiasmo, passione, voglia di emergere.
 
 

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