Anche questa è un'esperienza - 9 marzo 2009 PDF Stampa E-mail

 

Causa indisponibilità del PalaTrincone di Monteruscello, il Centro Serapide Pozzuoli decide di giocare al PalaErrico di via Solfatara l’importante partita casalinga con il Ruvo di Puglia. Giungo nell’impianto intorno alle ore 17.30 come d’abitudine e mi sistemo a bordo campo nella solita postazione utilizzata in occasione delle gare interne della Gma Phonica Pozzuoli. Poi d’improvviso ad una decina di minuti circa dalla palla a due, il dirigente Michele Vaccaro invita me e gli altri colleghi ad emigrare sugli spalti. Motivo: gli arbitri non vogliono nessuno a quel tavolo eccetto i due addetti alle statistiche della Lnp. Sono irremovibili nonostante io sia l’addetto stampa del team ospitante ed abbia un regolare tesserino di giornalista. Eseguo le direttive: mi trasferisco sulla gradinata, nella zona dove seguivo i match lo scorso anno quando non avevo il portatile. Qui il dirigente della femminile Vincenzo Caso mi ricorda che, nell’altro angolo della tribuna, c’è la possibilità di usufruire della corrente elettrica della struttura. Decido, quindi, di portarmi in quella zona così da non rischiare d’incorrere nel black out se la batteria si fosse scaricata. Posiziono il computer su un sediolino ed inizio a seguire il confronto in piedi appoggiato alla parete. La visuale è completamente diversa dal solito: dall’alto e da un angolo. Sembra d’essere al PalaAlighieri di Monte di Procida dove ho spesso seguito i match dei biancoblù locali da un’angolazione simile. Le azioni si vedono bene, manca solo la visuale completa delle gradinate dove l’atmosfera è diversa. C’è più entusiasmo nella gente: un pizzico di maggiore incitamento per la squadra che s’impegna tanto, gioca con molta intensità riuscendo a tenersi in testa nel punteggio dal 13° (27–26) al 35° (60 pari). Tornando a me, ogni sospensione del gioco (time out o intervallo) è buono per cominciare a scrivere il comunicato ufficiale dando di conseguenza le spalle al parquet. Pochi canestri mi sfuggono, ma mi aiutano le persone sedute intorno a me. Poi a circa 3’ dalla sirena cambio: salvo il testo finora scritto e spengo il portatile. Motivo semplice: il tabellone luminoso indica 62 pari, sono i possessi decisivi dell’incontro tra due formazioni che non hanno alcuna intenzione di mollare nulla. La tensione sale ed è meglio osservare con molta attenzione le azioni annotando tutto solo su carta. A 6” dal termine Scorrano firma il canestro che vale il +1 flegreo, poi Tisato non trattiene la sfera e la gara finisce. I gialloblù vincono di 1, il pubblico esulta. Io mantengo l’autocontrollo che mi sono imposto e m’appresto a scendere in campo per avere il riepilogo statistico della partita ed intervistare coach Paolo Pepe.
 

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