Gara sospesa per "24 secondi" guasto - 23 febb 2009 PDF Stampa E-mail

 

Una situazione che mai avrei voluto vivere. Perdere una partita per il mancato funzionamento dell’apparecchiatura elettronica. E’ accaduto domenica al PalaTrincone di Monteruscello in occasione di Centro Serapide Pozzuoli – Foggia, valida per la 20esima giornata della serie B dilettanti. Dopo soli 4’ gli arbitri si sono accorti che non funzionava un cronometro luminoso dei 24” ed hanno interrotto immediatamente il gioco. I cestisti hanno iniziato ad eseguire alcuni esercizi per tenersi caldi, mentre s’è cercato di risolvere il problema. La pausa s’è prolungata sino a quando alle 18.30 i fischietti hanno invitato le squadre a rientrare negli spogliatoi perché l’incontro era sospeso. Impossibile ripristinare l’attrezzatura titolare e non era utilizzabile neanche quella di riserva (poi, riparata intorno alle 18.38, ma non c’era più nulla da fare). I pugliesi rapidamente si sono rivestiti e messi in viaggio e, come dargli torto: hanno conquistato un successo senza colpo ferire. I giocatori flegrei sono rimasti ancora alcuni minuti negli spogliatoi. Mai come questa volta varcare quella porta è stata dura: ogni parola era inutile in quel frangente ed il loro stato d’animo era più che comprensibile. Lo si leggeva chiaramente sul viso dei dirigenti che, passeggiando nel corridoio, dell’impianto, cercavano di spiegarsi una probabile sconfitta così assurda. Uscendo dal loro spogliatoio, i direttori di gara hanno rimandato al verdetto del giudice sportivo senza correttamente rivelare cosa hanno scritto nel referto ufficiale. Semplice dedurlo come ipotizzare il 20–0 a tavolino in favore dei rossoneri. Il regolamento, in questi casi, parla chiaro: in mancanza del dispositivo titolare s’usa quello di riserva, la cosiddetta “cipolla” che deve essere già presente e pronta nella struttura. Cosi non era ed è a discrezione dell’arbitro la durata dell’attesa. Difficile giudicare questo secondo aspetto. Di parte, dico che bastava un pizzico di pazienza in più per consentire alle due formazioni di giocarsi sul campo un match rilevante per entrambe. Un confronto che i gialloblù avevano preparato a puntino, a cui erano giunti pronti, carichi, determinati e consapevoli che poteva essere quello della svolta per la loro stagione già al quanto tormentata per le 11 sconfitte fin qui subite (5 interne). Una situazione che mai avrei voluto vivere perché perdere fa parte del gioco, sono il primo a riconoscere ed evidenziare i meriti degli avversari quando si sono dimostrati superiori alla mia selezione del cuore, ma farlo così fa veramente male, ti lascia incredulo, impotente.
 

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