IL MIO OPENING DAY 2009 - 14 ottobre PDF Stampa E-mail

 

L’attesa era tanta. Lo aspettavo sin dal sabato in cui il consiglio direttivo della Lega Basket Femminile lo aveva trasferito da Roma a Napoli. Non potevo mancare. Neanche la febbre dei due giorni precedenti poteva fermarmi (anche 38,4°). Per farla scendere ho ingerito tante pasticche di medicinale. Fortunatamente non gioco, altrimenti rischiavo l’antidoping come mi ha suggerito Sabino Rascio del Pontano Bk Napoli. Arrivo al complesso Argine di Ponticelli poco dopo le 15 e subito mi reco allo stand Lbf per ritirare i pass stampa. Insieme a questi ricevo anche 1 blocchetto, 1 guida ai campionati “Donne e Basket”, 1 copia del settimanale Super Basket.
Approfitto del tempo disponibile per girare tra gli annunciati stand delle società e qui una grande delusione. Diversi sono ancora vuoti o in fase d’allestimento. Pochi quelli già pronti, ricordo Umbertide, Taranto e Priolo. Molto gentili, disponibili gli espositori. M’aspettavo, però, molto di più in termini di curiosi, visitatori. Forse sarà stato l’orario troppo presto.
Terminato abbastanza rapidamente questo tour entro nell’impianto B dove il colpo d’occhio è subito positivo: sugli spalti ci sono già i Boys Pozzuoli Fimr con i loro striscioni ed il loro carico d’entusiasmo, altri amici della Gma Phonica Pozzuoli che è sul parquet per le rituali foto ufficiali Lbf e pèer il riscaldamento. Mi guardo intorno per ammirare la struttura bella anche se la temperatura e l’umidità sono troppo alte. Con il maglione si resiste a fatica, ma non lo tolgo. Organizzo con calma la mia posizione a bordo campo, nei pressi dell’uscita dagli spogliatoi, mentre arrivano altri colleghi (Nicola Alfano, Giampiero Cardillo, Leonardo Balletta, Massimo Finizio, Margherita Salemme).
I minuti trascorrono tranquilli osservando le formazioni in campo e l’afflusso degli spettatori sugli spalti. Ci sono tanti amici: dr Donato Albanese (presidente del Centro Se rapide Pozzuoli), Rosario Costantino (coach Solfatara), Gianni Drago e Antonio Punziano (rispettivamente dirigente e coach della Vis Liternum), Domenico Toticone, Mariolina Cirillo, Salvatore Imparato, Luigi Punziano, Mariano Gentile con alcune giocatrici del Vomero BK Napoli, la Pool Comense che fa capolino prima di prepararsi per la sua partita (palla a due ore 17.30).
L’atmosfera si scalda quando a 6’ dalla palla a due lo speaker chiama le due squadre ed i nomi delle cestiste biancoblù sono accompagnati dal boato dei propri tifosi. E’ bellissimo seguirlo, questo è il basket, ed in generale lo sport, che mi piacere. Una cartolina da divulgare.
Poi si comincia a fare sul serio. Il periodo inaugurale è molto intenso, combattuto, entusiasmante. Alterno momenti d’esaltazione interiore ad altri di tensione, paura. Quest’ultima cresce nel secondo quarto, quando Parma fugge via ed il quintetto flegreo appare in difficoltà. Nell’intervallo rileggo la prima parte del comunicato, consulto le statistiche, ed attendo fiducioso una ripresa della selezione puteolana. A rincuorarmi la fiducia nell’esperienza di coach Palumbo. Sensazioni corrette perché, dopo un ulteriore attimo di sbandamento, la Gma Phonica risale la china trascinata da una super Walker: nessuna emiliana ha il fisico per contenerla. Purtroppo esce troppo presto per raggiunto limite di falli. Qui la gara cambia direzione. La mia fiducia cala presto, non ci credo più. E’ brutto, ma lo devo ammettere. Le ducali sono troppo tranquille, le biancoblù hanno grande voglia, ma non basta. Decido ci concentrarmi sulla rilettura della seconda parte del comunicato. L’incontro finisce male, tutti sono delusi, Palumbo forse di più. Riordino le mie apparecchiature e vado via pensando a cosa può non aver funzionato.
E’ stata, in ogni caso, una bella esperienza. Ho vissuto altri squarci dell’Opening Day su Raisportpiù (lo speciale del sabato sera alle 20, il secondo tempo di Priolo–Schio, la diretta di Vomero bk–Umbertide) e devo dire che l’idea è ottima, la quantità di spettatori non eccezionale anche se, forse, il campo A era troppo capiente. Quello B era più adatto all’evento.
 

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