La stagione 2008/09 con la Gma Phonica PDF Stampa E-mail

 

Su coach Carlo Fulvio Palumbo ho già scritto due articoli in cui ho raccontato la sua carriera. In questa sede voglio raccontare il mio rapporto “domenicale” con lui che è stato il filo conduttore di questa stagione. Dopo le partite ho sempre raccolto le sue sensazioni sulle stesse, ma in modo diverso. Al PalaErrico, sia in caso di vittoria, ma soprattutto di sconfitta, ho sempre atteso che scaricasse la naturale adrenalina da gara prima d’avvicinarlo. Minuti più o meno lunghi in cui lo seguivo con lo sguardo ed in alcune circostanze è stato proprio lui a chiamarmi. In trasferta, invece, è lui il mio aggancio telefonico, ma prima del contatto m’informo sul risultato e sull’andamento dell’incontro così da cercare preparare di conseguenza le mie domande. Qualche volta sono stato un po’ impertinente, ma è venuta fuori la mia figura di giornalista più che d’addetto stampa. Mi sono beccato la giusta ramanzina, ma devo anche rivelare che un paio di volte sono stato positivamente spiazzato dal suo “non ti preoccupare”. Era lui che rincuorava me, sicuramente dispiaciuto per qualche risultato negativo pesante o imprevisto, ma non quanto lui che è l’anima di questa compagine. Un uomo dal quale ho sempre da imparare e che, nei momenti di serenità, ho visto parlare di temi non strettamente cestistica. Potenza d’una classifica per larghi tratti positiva rovinatasi poi nel finale con le 6 sconfitte consecutive (Umbertide, Taranto, Vomero, Parma, Priolo, Sesto san Giovanni) che hanno condizionato il morale suo e non solo, giorni in cui la delusione, la preoccupazione si leggeva sui volti di tutti i componenti della società. Un periodo che non avevo mai vissuto prima, molto utile per la mia crescita professionale. Un atmosfera che s’è dissolta, domenica 19 aprile, con il successo nella decisiva gara 3 dei play out con Livorno che è valsa la salvezza. Una serata difficilmente dimenticabile.
 

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