La festa salvezza 2009 PDF Stampa E-mail

 

E’ la probabile giornata decisiva per la Gma Phonica Pozzuoli. Giungo al PalaErrico con largo anticipo: la squadra è ovviamente già lì che si prepara con la solita attenzione per la partita. Sugli spalti ci sono già i Boys Pozzuoli Firm con la loro coreografia. Passo a salutarli ed a mostrargli l’articolo del “Roma” che parla anche di loro. Mi evidenziano un passaggio che, secondo loro, li danneggia proponendoli come causa delle ultime sconfitte del team. Gli spiego che io avevo semplicemente raccontato a Nicola Alfano della loro esistenza e la loro storia. Il collega gli spiega che aveva scritto in quel modo per caricarli ulteriormente. Più di quello non posso dirgli. Personalmente apprezzo molto le loro iniziative e l’affetto che riversano sulla società. Anche durante la gara sono stati incredibili. Fatto questo mi posiziono a bordo campo nei pressi della panchina flegrea. Intorno a me ci sono Cristiano Minotta (addetto alle statistiche) e Leonardo Balletta per “La Gazzetta dello Sport”. Sul parquet ben 5 fotografi, sembra una finale scudetto, non lo è, ma va bene lo stesso. E’ un segno che la formazione è seguita. Si comincia a giocare e l’avvio delle biancoblù è entusiasmante, ma c’è il pronto rientro di Livorno che fa capire che sarà un incontro lungo e combattuto. Il roster di casa mi sembra carico al punto giusto e seguo il primo tempo relativamente tranquillo. In corso di svolgimento non riesco a decifrare il terzo periodo, poi al termine mi rendo conto che le campane hanno concesso solo 6 punti alle toscane contro i propri 17. Il margine si sta creando e resta sempre rassicurante anche nell’ultima frazione che vivo quasi come una passerella. Il mio problema è cercare di far capire a mio padre di cambiare posto per essere più vicino alla panchina puteolana in caso di successo. Non ci riesco, la distanza tra noi è tanta così come la confusione, piacevole, nell’impianto di via Solfatara. Qui l’idea. Ad un minuto circa dalla fine coach Palumbo chiama un time out, mi alzo dalla sedia e mi posizione alle spalle della panchina scattando un paio d’immagini. Dopo affianco gli altri fotografi aspettando la fine delle ostilità. Quando ciò accade inizio a scattare foto all’impazzata saltando da un punto all’altro del campo. Sono scene già vissute dodici mesi fa a Pomezia, ma oggi è tutto diverso. Ci sono tutti i tifosi a festeggiare con le cestiste tra coriandoli, qualche spruzzo d’acqua. Spunta il vice presidente Maria Neve Palumbo con una bottiglia di champagne e subito decido di restare con il mirino puntato su di lei e le giocatrici che la circondano pronte per l’altro momento classico di queste feste. C’è anche l’immancabile piccola doccia. La gioia è lampante sui volti delle giocatrici, dei dirigenti, dello staff. La stagione è finita con la permanenza in categoria. sono contento per tutti loro.
 

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