Il derby con la Phard - 19 marzo 2008 PDF Stampa E-mail

 

Ci sono partite che non sono come le altre. Hanno un sapore speciale. Il derby è sicuramente tra queste. Né ho sentito parlare tanto, né ho visti molti in televisione, specialmente nel calcio, ma viverlo dall’interno è completamente un’altra cosa. L’opportunità mi è stata data dall’Italmoka Pozzuoli. Due volte. L’avversaria è sempre Napoli. Come da regolarmente si gioca in trasferta ed in casa. Quella che mi è rimasta più impressa nella mente è la seconda in programma al PalaErrico mercoledì 19 marzo. Essendo l’addetto stampa delle flegree ci tenevo che tutto fosse perfetto e filasse per il verso giusto. Ospitare le campionesse d’Italia in carica era un onore, ma anche un onere. Ho iniziato a programmare la serata con largo anticipo pensando a cosa fare e come comportarmi per non lasciare nulla al caso: dalle cartelline stampa alla lista accrediti per i giornalisti all’avvicinamento alla stessa. Quella mattina, poi, ho verificato che il pro memoria scritto fosse stato da me rispettato. Con il successivo trascorrere delle ore, un pizzico di tensione cresceva. Sono arrivato nell’impianto di via Solfatara con anticipo rispetto al mio solito. Non ce la facevo più a stare a casa, i minuti non passavano mai. Meglio essere sul posto per vivere lì l’attesa. Finalmente giungono le 20.30 e la gara inizia così la mia attenzione si sposta su d’essa e le emozioni si susseguono vorticosamente. Seguo la stessa a bordo campo, insieme ai colleghi, a pochissimi metri, dalla panchina della mia squadra. Ogni azione del campo genera un grido di gioia o di rammarico nelle persone lì sedute (staff tecnico, dirigenti, giocatrici). Con il passare dei quarti in me s’insinua un dubbio: se Pozzuoli resto impassibile sembrando così insensibile alle sorti della mia formazione o, esulto, risultato poco professionale agli occhi dei colleghi e del team avverso. Alla fine non sono io a sciogliere il dubbio, perchè le partenopee s’impongono 62–65. Sguardi ovviamente tra i componenti dell’Italmoka. Per alcuni secondi resto impietrito sulla sedia. Alla vigilia, vincere sembrava difficile, ma per come s’era sviluppato il match era divenuto fattibile e quella sconfitta sul filo di lana era amara da digerire perché spegneva definitivamente le chance d’agganciare l’ottavo posto che significava play off e riducono sensibilmente anche quelle per il nono che vale la salvezza diretta.
 
 

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