La stagione 2007/08 all'Italmoka Pozzuoli PDF Stampa E-mail

 

Nell’estate del 2005, finita la stagione sportiva della Virtus Monte di Procida, con l’intento di provare una nuova esperienza mi sono guardato intorno. Volevo affiancare ai biancoblù, un’altra squadra ed avevo puntato la mia attenzione sulla Pallacanestro Pozzuoli militante in serie A2 femminile. Leggendo con attenzione in quel periodo Napolipiù ho dedotto che c’era un collega che stabilmente seguiva quella formazione. Non volendo disturbare il lavoro di nessuno, non ho mai avanzato alcuna richiesta in merito al responsabile delle pagine sportive della testata. Ho virato la mia attenzione su un’altra compagine “scoperta”: la Nuova Dicearchia Pozzuoli di serie B2 maschile. Non è stato un ripiego, perché, in ogni caso seguivo anche un team di categoria superiore ed ho assolto questo compito con lo stesso impegno e passione che dedicavo all’altra selezione. Seguendo le loro vicende m sono dimenticato della mia idea di partenza.
Poi d’improvviso, la svolta. Nell’agosto 2007, la redazione mi assegna, in momenti diversi, due articoli sulla società femminile (ora neopromossa in A1). Mi sorge spontaneo chiedere se si tratta di un affidamento temporaneo o definitivo. La differenza può sembrare sottile, ma non lo è per me. Saper di seguire sempre quel roster mi permette di gestirmi gli articoli in un modo ordinato e logico come poi ho fatto, quando ho ricevuto la risposta che avrei seguito anche loro e che nell’eventualità di problemi nella cura contemporanea di tre squadre di diversa categoria, la redazione mi sarebbe venuta incontro (con un pizzico d’organizzazione sono riuscito a non avere difficoltà). Inizio, quindi, a vivere da esterno la realtà biancoblù: seguo qualche allenamento, le amichevoli pre season, le partite di campionato scrivendomi tutti gli articoli che mi sono richiesti.
Poi, un giorno, ai primi di dicembre sono avvisato che s’è dimesso il precedente addetto stampa. Necessario a quel punto coordinarmi diversamente con la società per le gare esterne, ma nello stesso tempo penso anche di propormi per il ruolo ora vacante. Annuncio la mia eventuale disponibilità alla compagine di via Celle che accetta di arruolarmi per questa missione. Inizia la seconda fase dell’annata agonistica. I primi giorni sono un po’ tosti: devo calarmi nel nuovo ruolo, organizzare la mail list che ho rifatto per ben tre volte nell’arco di una settimana integrando sempre colleghi e testate cartacee, radio televisive e tematiche nuove. Tutto per dare la maggiore visibilità possibile alla franchigia. Superata questa prima fase procedo spedito redigendo in situazioni ordinarie tre comunicati a settimana (presentazione dell’incontro, cronaca dello stesso ed analisi del coach) e rimanendo a disposizione di tutte le testate interessate ad informazioni, notizie, curiosità sulla formazione, senza, però, mai invadere il loro campo. Ovviamente non sono mancate le circostanze straordinarie tipo la partenza di Zanardi ed il tesseramento di Andjelic, prontamente annunciati. Contemporaneamente ho conosciuto meglio tutte le persone che operano in questa società. Ho condiviso i loro momenti brutti conseguenza di risultati negativi, il finale thrilling del derby di ritorno con Napoli (Sulla sirena ero impietrito sulla sedia, non potevo credere a quello che era successo. Mi sembrava di rivivere quell’epica finale di Champions League di calcio in cui il Manchestern United, sotto di una rete, né realizza due in altrettanti minuti conquistando la coppa). Ho vissuto soprattutto i momenti belli e tra questi un posto di primissimo piano occupa “la notte di Pomezia”, quella in cui il roster ha centrato la salvezza con una netta vittoria sulla selezione locale. Una serata fantastica, vissuta intensamente, in piedi alle spalle della mia panchina guardando principalmente il match e di tanto in tanto i volti dei membri dello staff tecnico, dei dirigenti e delle giocatrici a disposizione. Con il passare dei minuti e, con la crescita del margine, cresceva la soddisfazione per essere sempre più vicini alla meta sino all’esplosione di gioia finale, quando la fatidica sirena è suonata per l’ultima volta. A quel punto cominciava il mio lavoro: raccontare il confronto alle testate interessate. Il primo a telefonarmi è stato Nicola Alfano, poi è toccato a Napolipiù, poi gli altri. Qui è finita la stagione in cui mi sono guadagnato la conferma sul campo per quella ventura che ora sto vivendo.
 
 

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