UNA SERA ALLO STADIO SAN PAOLO - 21 dicembre 2011 PDF Stampa E-mail

 

Tornare allo stadio San Paolo è sempre emozionante, non come al debutto, ma quasi. La mia prima e, fino a ieri, unica volta risale alla lontana primavera 2001. Per il mio compleanno i miei genitori mi regalarono il biglietto di tribuna laterale superiore per la partita Napoli–Salernitana. Ieri, invece, il regalo mi è stato fatto dagli amici di 91° MINUTO (Radio Club 91), Roberto Esse, Rino Dazzo e Lucia Maglitto. Sono accreditato presso il settore C della tribuna stampa (scelgo la fila 1 posto 10). Ovvero sempre nell’anello superiore dell’impianto, ma diverse file più in alto. Una location dalla quale si ammirano bene gli schemi, i movimenti delle due squadre, ma onestamente se non conosci bene i numeri di maglia dei calciatori e le loro sembianze fisiche è difficile riconoscerli tutti. La distanza dal campo è notevole, ma lo spettacolo è comunque indimenticabile.
 
Intorno alle ore 20.15, le due curve superiori sono già piene. Un boato ha accolto la comparsa sul terreno di gioco per il riscaldamento degli azzurri. Io preferisco osservare il contorno, ovvero la gente che, senza soluzione di continuità, arriva, gli altri giornalisti che organizzano le proprie postazioni (alcuni hanno le luci personalizzate per illuminare le tastiere dei pc), conversano tra loro sulla gara che sta per iniziare. Tra i temi caldi ci sono le ventilate dimissioni, post Villareal, di Mazzarri. Altri osservano i diversi magazine cartacei distribuiti all’esterno ed all’interno della struttura sportiva. Anima la discussione la distinta con le formazioni (ore 20.30) che non riserva grosse novità per quanto riguarda i locali. Il Genoa presenta Caracciolo e Pratto in attacco, ma dopo i primi minuti di gioco si scopre che, però, la difesa è a 5 con Mesto (destra) e Rossi (sinistra) pronti a contrastare Maggio e Zuniga (ancora una volta preferito a Dossena). Il copione del match è chiaro sin dalle prime battute. L’opportunità avuta da Caracciolo (tiro debole, centrale, parato) è uno squillo isolato del Grifone che attende i partenopei che giocano a proprio piacimento. Il ritmo non è alto, ma funzionale e sufficiente per bucare a ripetizione il team di Malesani. Ad ogni gol campano c’è l’esultanza di tutto il pubblico e, per qualche attimo, dopo il 2–0, al freddo pungente si somma l’odore dei fumogeni con la nebbia che, fortunatamente, si dirada rapidamente. Verso il 41° alcuni spettatori iniziano già ad abbandonare la tribuna e diversi non hanno visto, in diretta, la bella rete di Pandev nell’unico minuto di recupero.
 
L’intervallo è usato da molti per sgranchirsi le gambe, dai reporters per un rapido scambio d’opinione sulla netta differenza di valori vista. Troppo brutto per essere vera la selezione ligure, ottimo l’impatto sull’incontro dei padroni di casa che hanno dormito solo sulla realizzazione di Jorquera. Nel complessivo andamento positivo spicca la prova, non perfetta, di Campagnaro. Una stranezza per uno come lui. In Curva A intanto spuntano un paio di bandiere rossoblu (in ossequio allo storico gemellaggio) ed un paio di striscioni che, dalla mia posizione, non riesco a leggere. Clamoroso al 49° Gargano segna e, nel ricordare il punteggio, lo speaker annuncia 5–0 per il Napoli, ma in realtà è 5–1. In tribuna stampa se ne accorgono tutti i tifosi non reagiscono. Non si sa se hanno notato l’errore. Nel frattempo nella squadra ospite è entrato Merkel, ma pochi se ne accorgono. I viaggianti sono impalpabili. Gli azzurri giocano sul velluto, senza forzare più di tanto per non umiliare ulteriormente l’avversario che riceve il coro consolatorio della Curva B (82°). Il tecnico locale approfitta del clima per far riposare Gargano, Cannavaro e Pandev (applausi scroscianti e, spettatori in piedi nella tribuna centrale). Qualche fischio dalla curva A per Lucarelli che, ha poche occasioni, per mettersi in mostra.
 
Al 75° l’incontro è di fatto terminato e molti tifosi iniziano a sfollare in tutti i settori. Anche diversi cronisti preferiscono anticipare il trasferimento al caldo della sala stampa (che è molti metri più in basso. Per raggiungerla c’è l’ascensore o le scale). Preferisco restare al mio posto per ammirare sino alla fine lo spettacolo dello stadio. Al triplice fischio finale l’ultimo applauso, ma non partono le note di “O Surdato Innamorato”. Deluso, osservo alcuni miei colleghi ancora intenti a completare gli articoli.
Poi esco, ma la serata non è finita. All’esterno, nell’area di prefiltraggio, trovo Francesco Modugno (Sky Sport) intento ad intervistare la gente. Un compito non facile perché tutti vogliono parlare e la ressa è complessa da gestire. Un paio di volte è costretto ad interrompere le riprese e richiamare all’ordine i supporters. Dopo aver raccolto le opinioni di alcuni decide di sospendere definitivamente l’operazione. Le persone si dirigono verso un’altra troupe intenta allo stesso lavoro.
 
Ritrovata l’auto, senza alcuna fretta, mi incammino verso casa. Decido di cambiare l’itinerario: anziché Pozzuoli, Pianura e lo scenario è identico. Migliaia di individui che salgono, a piedi, la salita del Centro Commerciale San Paolo. Vetture in sosta ovunque, circolazione molto lenta, con diversi che suonano il clacson senza motivo.
 
E’ proprio vero che i confronti dei partenopei condiziona tutto il quartiere. Vi racconto il pregara. Provenendo da Pozzuoli, giunto verso le ore 19.20, all’inizio di via Terracina l’atmosfera già cambia. Per strada incroci già tanti cittadini che, a piedi, camminano in direzione dell’impianto di Fuorigrotta. Anche se non hanno sciarpe, bandiere o vessilli azzurri è difficile non immaginare che siano in marcia verso quella sede. Soprattutto non vedi più i marciapiedi perché sono invasi da una marea di macchine. Ogni centimetro è utile per parcheggiarne, abusivamente, una. Giunto a pochi metri dal piazzale (19.30), gli uomini della polizia Municipale mi invitano a fare retromarcia perché l’area di sosta riservata ai giornalisti deve essere raggiunta da viale Kennedy. Ciò mi dà l’opportunità d’osservare altre arterie del quartiere ed il quadro è identico. Ovvero un numero di supporters sempre maggiore che sbuca da ogni via, traversa. Scopri uomini, donne di qualunque età: bambini, giovani, adulti ed anziani che, sfidando il freddo pungente, non vogliono mancare all’ultima partita del 2011. A colorare ulteriormente il quadro i parcheggiatori abusivi, ma soprattutto tante bancarelle che offrono qualunque tipo di gadget. Sono già disponibili le sciarpe “Napoli – Chelsea, io c’ero”. Ci sono anche i camion adibiti a pub. Da sottolineare la presenza, ad ogni incrocio, di agenti delle forze dell’ordine che cercano di disciplinare la viabilità e ci riescono con discreto successo. Sono molto gentili con me nell’indicarmi la direzione. Quelle strade le ho percorse poche volte e, sempre di giorno. A quell’ora (sono quasi le 20) e con quel traffico mi sembrano diverse. Finalmente alle 20 trovo il famigerato parcheggio H dove, fortunatamente, trovo un posto auto regolare e comodo. Piazzale Tecchio è invaso dal pubblico che, attende di entrare. L’ingresso stampa è meno “intasato” e con calma, usufruendo dell’ascensore, raggiungo la specifica tribuna che, logicamente, è divisa in 3 aree penso in base all’importanza delle testate o al compito dei giornalisti.
 
 
 
 
 

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