| UNA SERA A NAPOLI CANALE 21 - 26 aprile |
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Nei giorni scorsi un’amica mi ha segnalato la possibilità di poter assistere dallo studio di Napoli Canale 21 alla puntata di lunedì 25 aprile di “Goal di Notte”, storico programma ideato e condotto da Michele Plastino. Un’occasione che non mi sono fatto scappare. Così dopo una lunga gita fuori porta, alle 20 con il mio amico Luigi ero ad Agnano. In attesa dell’inizio della diretta abbiamo curiosato nella sede dell’emittente seguendo gli ultimissimi preparativi dei tecnici che controllavano l’illuminazione, la posizione delle videocamere. Lo studio è ampio, colorato, ben illuminato, forse un po’ troppo caldo. Temperatura riscontrata da tutti ed abbassata con l’aria condizionata. Sulle sedie per gli ospiti erano già indicati i loro nomi: Giuseppe Bruscolotti (ex difensore e capitano del Napoli), Sebastiano Nela (ex difensore della Roma, oggi talent di Mediaset), Vincenzo D’Amico (ex attaccante della Lazio), Carlo Iuliano (ex ufficio stampa del Napoli), Francesco De Luca (Giornalista de “Il Mattino”), Umberto Chiariello (giornalista, presentatore di Campania Sport). Un bel parterre de roi previsto. Considerando anche i tanti spunti dati dal sabato vissuto dal Napoli lo show si preannunciava interessante. Verso le 20.20 iniziano ad arrivare gli opinionisti. I volti noti sono identici a come li guardo al di là dello schermo. Tradizionali saluti di rito, poi l’assistente di studio invita tutti ad accomodarsi. Si sta per cominciare. Io sono sull’ultima fila della tribunetta con un bel faro ad illuminarmi. Noto subito ed a fine puntata Luigi me lo conferma che l’audio d’alcuni talent è basso, da pochi metri si fa fatica ad ascoltarsi e questo rende meno piacevole la serata. Bisogna essere molto attenti per udire i loro interventi, in particolare quelli di Nela. La trasmissione fila via scorrevole, senza urla, battibecchi di Biscardiana memoria, ma con la giusta contrapposizione tra opinioni diverse. Non pienamente condivisibile, trattandosi d’un talk partenopeo, la divagazione sulla Lazio: la sua stagione, la rateizzazione dei debiti con il fisco, la conferma di Reya, l’obiettivo Champions League. Gli stacchi pubblicitari sono fondamentali per tutti per un sorso d’acqua e per sgranchire le gambe. Interessante il blocco finale dedicato all’iniziativa sociale “Benone” eseguita in alcuni ospedali cittadini. Intorno alle 22.50 c’è la sigla di chiusura ed il rompete le righe con l’opportunità di realizzare foto ricordo ed avere autografi dei campioni del passato.
Tanti gli argomenti dibattuti.
-- Si comincia con il rinnovo del contratto di Cavani con l’accordo che non c’è ancora. Michele Plastino riferisce le confidenze del procuratore dell’uruguaiano che sostiene ci siano “delle promesse non mantenute dalla società”. Chiariello ricorda che il presidente “vuole un bilancio sano (ed è in attivo per il 5° anno consecutivo) e vuole guadagnare con il calcio” inoltre è una delle poche volte che il club azzurro ha “calciatori appetibili sul mercato”. E’ menzionato sia il fair play finanziario sia il rischio di sforamento del tetto ingaggi in questo campionato sceso da 40 a 28milioni (9° della serie A) di euro con il matador che già ne percepisce 1,8.
Personalmente ritengo sia difficile prendere una posizione netta ed univoca. Tutte sono condivisibili ed utili alla stabilità della compagine che non deve mai fare il passo più lungo della gamba soprattutto ricordando che è partita dalla serie C e che, dopo la parentesi Maradona, c’è stato un progressivo calo nelle gestioni Ferlaino, Corbelli, Naldi.
-- Altro tema scottante è il futuro di Mazzarri che volle un contratto triennale ed ora dopo un anno e mezzo ripete che a fine stagione parlerà con la dirigenza non chiarendo il motivo. Le teorie sono diverse: 1) vuole un adeguamento economico (oggi 1,5milioni), 2) è un tecnico ambizioso e vuole sapere i programmi futuri, 3) è affascinato dalle sirene della Juve e vuole andare via.
Condivido pienamente l’evidenziare che l’allenatore toscano vive in un lungo momento di grazia (3 salvezze consecutive con la Reggina, la promozione in A con il Livorno, la Sampdoria riportata nelle coppe europee) e, quindi, ritengo faccia bene a guardarsi intorno. Certi treni passano una sola volta e la Vecchia Signora è una big che vuole rinascere, quindi, con motivazioni simili alle sue. Una controindicazione potrebbe essere la difesa a 3 poco incline ai bianconeri ed a Marotta (alla base dell’addio ai blucerchiati del mister). Lasciato lavorare e con qualsiasi rosa può far bene anche all’ombra della Mole dove le pressioni medianiche non sono inferiori al Vessvio (tener d’occhio in particolare TuttoSport che nonostante è vicino alla famiglia Agnelli non lesina critiche al sodalizio). Se vuole andare via vada, ma lo dica lui apertamente alla piazza accettandone, poi, la reazione. Il ciuccio se ne farà una ragione e troverà il sostituto.
GASPERINI? Ha ancora un contratto in essere con il Genoa che, però, lo ha esonerato e considerati i buoni rapporti tra le società potrebbe essere liberato. Ha un modulo simile nei numeri (3–4–3), non proprio nelle caratteristiche, forse, più spumeggiante, bello se la squadra è in condizione. Fino a quando è andato d’accordo con Preziosi ha dimostrato di saper lavorare su un progetto a lunga scadenza facendo crescere giocatori giovani o comunque non già affermati. Un’ottima idea.
GUIDOLIN? Ha da poco rinnovato con l’Udinese e da ambo le parti si manifesta la volontà di proseguire insieme. Ha una lunga esperienza in A (Vicenza, Bologna, Palermo, Parma), idee chiare, ma modulo variabile. Sa valutare i calciatori sconosciuti. Un’ipotesi affascinante, ma complicata.
DELIO ROSSI. Stranamente non è stato menzionato in trasmissione. Ha il contratto in scadenza con il Palermo e nel periodo in cui era stato allontanato dalla panchina ha iniziato a guardarsi intorno (lo ha confermato sabato ai microfoni di Sky Sport). D’esperienza ne ha da vendere soprattutto perché fatta alle dipendenze di patron vulcanici come Lotito e Zamparini. Ai suoi esordi e fino alla promozione in massima serie con la Salernitata (1997/98 con la magica coppia Di Vaio–Artistico, 21 e 12 gol) era un convinto zemaniano con l’indissolubile 4–3–3. E’ stato intelligente nel rendersi conto che non è sempre possibile attaccare e si è convertito al 4–4–2 classico o con il rombo, con estemporanei tentativi di difesa a 3 (mal riusciti con i rosanero, ma in azzurro sarebbe più facile). E’ relativamente giovane, freddo, ma passionale allo stesso tempo. Conosce la Campania e la fortunata parentesi granata è lontano nel tempo. Una soluzione da prima fila.
-- Infine, il capitolo mercato con gli intoccabili Cannavaro (ha appena rinnovato), Dossena e Maggio (pagati tanto, difficilmente sostituibili), Hamsyk, Lavezzi, Cavani, il riscatto di Yebda, liberato Pazienza, cedibili Gargano (uno dei pochi ad avere mercato), Blasi. C’è l’incognita di Cigarini che dovrebbe rientrare dal prestito al Siviglia dove da mesi fa panchina. Già presi Mataaz (attaccante), Fernandes (difensore). Occorrono due centrocampisti: per uno c’è l’incognità Inler (Udinese). L’altro potrebbe essere Palombo (costo accessibile se la Sampdoria retrocede), interessa Dzemaili (Parma). Potrebbe essere un allettante opportunità Seedorf cui il Milan non dovrebbe rinnovare il contratto (classe 1973).
Se il Napoli raggiunge la Champions (2°/3°), per confermarsi in Europa considerando che nel prossimo campionato saranno validi 5 posti + la Coppa Italia, servirà una rosa più ampia come quantità e qualità. DIFESA: confermati Cannavaro, Ruiz, Campagnaro, Grava, Aronica. Farei fare un’esperienza altrove, magari in prestito, a Santacroce. MEDIANA: confermati Maggio, Pazienza, Yebda, Dossena (anche se non sempre mi convince), Zuniga. Occorrono due centrali di qualità ( monitorerei le posizioni di Montolivo e D’Agostino–molte voci sul loro addio alla Fiorentina) e magari farei tornare a casa Bogliacino. Via Gargano, Blasi ed eventuali pedine che tornano dai prestiti. ATTACCO. Indiscutibili Cavani, Hamsyk e Lavezzi (imponendogli meno cartellini), ma urgono alternative validissime. Scommesse perse sia Dumitru (troppo giovane ed acerbo per la categoria A) sia Lucarelli penalizzato dall’infortunio. Troppo a sprazzi Mascara. Affascinante, ma complicata la gestione di Vucinic e penso anche di Benzema (letto in giro su internet). Farei un pensierino per Sculli, Iasquinta.
LE FOTO DELLA SERATA:
http://www.andreadinatale-sport.com/foto/category/215-stagione-201011.html?start=15 |


