LA PARTITA – il giorno dopo PDF Stampa E-mail
La “partita perfetta” è la denominazione coniata qualche estate fa per un Napoli – Juventus di calcio valido per la Coppa Italia, ma che può benissimo essere preso in prestito per definire la prestazione dell’Italmoka Pozzuoli contro il Fiera di Roma Pomezia nella gara 2 del primo turno dei play out. Un incontro in cui le flegree hanno dominato in lungo ed in largo le avversarie seppellite alla fine sotto 28 lunghezze di scarto (57–85). “Tutte le giocatrici avevano voglia di conseguire il secondo successo non prolungando la serie e la conseguente tensione – commenta coach Fulvio PalumboNon abbiamo cambiato niente di quello che normalmente facciamo, c’è stata solo un’applicazione di squadra, perché hanno giocato come tale, tutte per una ed una per tutte, e credo che forse questo è mancato durante l’anno in cui se non avessimo avuto tanti incidenti e situazioni negative forse potevamo giocare sempre così. In ogni caso negli ultimi 4–5 match s’era già vista un’inversione di tendenza. Contro la Phard dove siamo stati sfortunati e, forse, quel confronto ci rimane sul groppone perché sicuramente poteva essere un momento migliore per tutti. Con quella vittoria saremo stati noni al termine della regular season, non avremo fatto questi spareggi, ma questo ha cementato ancor di più il rapporto tra alcune cestiste e la società”. L’adrenalina scorre ancora nelle vene dopo una sfida entusiasmante come poche. Una gara durante la quale si sono sprecati i complimenti e gli applausi per le biancoblù. Tutte hanno dato il proprio contributo in quest’incontro in equilibrio solo nei primi 3’ scarsi, poi le viaggianti hanno cominciato a fare il vuoto. “Un match che dimostra che Pozzuoli non è una meteora come qualcuno sosteneva tirandoci i piedi – aggiunge il tecnico delle flegree – Siamo una signora compagine in tutto e per tutto e sotto ogni punto di vista. In questa circostanza tornando al discorso tecnico abbiamo mostrato un basket come se ne vede poca a livello femminile. Siamo stati un roster che ha giocato per fare canestro. Abbiamo segnato 87 punti in trasferta. Ciò testimonia che, oltre a difendere bene avendone subiti solo 57, abbiamo anche attaccato e non con il misurino, ma per lo sfizio di fare canestro perché questo sport si chiama pallacanestro”. Una disciplina sempre onorata da questo sodalizio a cui ha regalato tante soddisfazioni. Meno di dodici mesi fa la promozione nella massima serie, ora questa salvezza dopo la quale coach Fulvio Palumbo ha un ultimo messaggio da lanciare. “Un plauso agli arbitri perché sono stati bravi nel tenere il match sui canali del basket consentendoci d’esprimerci al meglio. In molte occasioni, in particolare esterne, non è successo. E’ stato consentito il gioco molto maschio, duro, che c’impediva di giocare”. Complimenti ai signori Castellari di Bologna e Degobbis di Trieste, ma è giusto ricordarlo ancora una volta all’Italmoka tutta, dal primo all’ultimo dei suoi componenti ed alla formazione per aver disputato la “partita perfetta”.
 

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