ITALMOKA SHOW A POMEZIA PDF Stampa E-mail

GRANDISSIMA PRESTAZIONE DELLE FLEGREE PER LA VITTORIA SALVEZZA.

 

La vittoria esterna più importante della stagione. Al PalaLavinium di Pomezia, l’Italmoka Pozzuoli ha superato 85–57 il Fiera di Roma chiudendo definitivamente i conti. La salvezza è realtà e le flegree possono gioire. Si comincia sugli spalti ed in panchina dove abbondano i sorrisi e gli abbracci tra giocatori, staff tecnico e dirigenti. Il momento che tutti attendevano è arrivato in questo giovedì 10 aprile. Sono poco meno delle 21.50, quando la gara è finita cronologicamente, ma virtualmente lo era già da alcuni minuti perché in questa circostanza le biancoblù hanno avuto nettamente una marcia in più rispetto alle pontine che hanno provato a frenare la valanga puteolana, ma era impossibile. Si comincia con un batti e ribatti tra le due formazioni (5–4 al 3°). Sono piccole schermaglie, ma nel frattempo si scalda la mano di Tamecka Dixon (10 punti nel primo quarto, altrettanti nel secondo), con le campane che mettono subito il naso avanti (9–12 al 5°). La cavalcata dell’Italmoka inizia. Le viaggianti sono padrone a rimbalzo difensivo e, nonostante le laziali, provino a far spendere loro tutti i 24” per i possesso offensivi, riescono a mantenere inalterate le distanze al 6° (11–14) prima di farle crescere ulteriormente. La difesa concede solo punti dalla lunetta alle romane. Poi Di Battista centra una tripla cui risponde con la stessa moneta il capitano Nunzia Paparo. Nel finale il vantaggio delle flegree cala: +2 al 10° (19 – 21). Non c’è bisogno di preoccuparsi perché al rientro in campo con una bomba Tamecka Dixon migliora la situazione, anche se le percentuali sono in netto calo. Ciò vale anche per le padrone di casa. Dopo 3’ d’astinenza Natasa Andjelic muove lo scout con una bomba (25–27 al 14°). E’ il segnale della ripartenza. Subito Dixon, di nuovo Andjelic e Hollie Grima completano l’8–2 che vale il +8 (27–35). Un attimo per rifiatare e poi il nuovo allungo dalla lunetta per la doppia cifra del 20° (29–41).

Un buon margine, ma la partita è ancora lunga. Tutto potrebbe ancora succedere, ma in questo match non c’è assolutamente spazio per le negatività. Ad inizio ripresa le pontine lanciano un timido segnale di risveglio. Un 4–0 che solletica le biancoblù che al 24° sono ancora avanti di 10 lunghezze (35–45). C’è qualche passaggio a vuoto offensivo, ma sul versante viaggiante non rappresenta un problema perché la difesa lavora benissimo. Gli automatismi nel quintetto in campo sono perfetti tant’è che al 30° il tabellone luminoso segna +14 (41–55). Ora il traguardo è veramente vicino, la sensazione scalda i cuori. Le fatiche di un anno stanno per essere ripagate. Prima di festeggiare l’Italmoka decide di concedersi qualche altro minuto di grande basket. Sono i primi dell’ultimo periodo caratterizzato da un 7–0 che regala loro il +21 del 33° (41–62). La difesa è impenetrabile, alle laziali occorrono 3’ per mettere a referto i primi punti della frazione. Saranno 6 al 35°, quando, però, le flegree ne hanno firmati 17 (47–72). Il rettilineo conclusivo è stato imboccato in maniera netta. Si gioca sulle ali dell’entusiasmo contagioso. Coach Fulvio Palumbo dà spazio a tutte le cestiste. Nel frattempo il vantaggio sale sino al +27 del 38° (51–78), quando c’è la meritatissima standing ovation per Tamecka Dixon. Tutti in piedi per l’americana salutata con cori dai supporters presenti sulle gradinate dell’impianto di via Nenni. A 50” dalla sirena c’è anche il +30. Saranno due in meno alla fine, ma non importa perché il 2–0 determinante c’è. L’anno prossimo sarà di nuovo serie A1 ed il merito è di coach Fulvio Palumbo di tutto lo staff tecnico e dirigenziale e delle giocatrici, tutte indistintamente. Complimenti.
 

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