20 aprile, POZZUOLI RESTA IN A1 PDF Stampa E-mail

 

La Gma Phonica Pozzuoli resta in serie A1. Per il terzo anno consecutivo sarà al gran ballo del massimo campionato nazionale. Dopo una regular season finita male, le flegree si ritrovano prima a Livorno (giovedì scorso), poi al PalaErrico dove nella decisiva gara 3 del primo turno dei play out, superano 60–51 le labroniche.
 
La serata è importante, l’atmosfera è quella giusta. La squadra è concentrata, determinata. Lo s’intuisce dagli sguardi, dai continui incitamenti che si scambia prima e durante la partita, quando le giocatrici sedute in panchina sono pronte ad incoraggiare le compagne nei momenti in cui l’incontro è stato in bilico e ad applaudirle quando, invece, il match ha preso la piega giusta. Sugli spalti il pubblico è pronto a fare la propria parte, con i Boys Pozzuoli Firm a “guidare” gli altri spettatori. Il mega striscione “Il Nostro sostegno mai mancherà, l’importante è restare in A” ribadisce il forte legame tra il gruppo organizzato di tifosi e la formazione di casa che risponde con una buona prova.
 
In questo clima da finale, si comincia a giocare con le biancoblù lanciatissime: Naydenova e Favento infilano due triple in poco meno di 1’ (6–0). Il confronto si mette subito bene, ma non sarà così semplice almeno nel primo tempo. Immediatamente le difese si registrano un po’ e per gli attacchi le difficoltà aumentano. Ambedue i quintetti muovono il punteggio dal pitturato con Grasso (4) ed Aties (2) da una parte e Gaither (4) dall’altra: 12–4 al 6°, quando coach Piazza chiama un time out per dare nuove direttive alle sue cestiste. Al rientro sul parquet, gli effetti non sono evidenti: poi si vedono tutti. Le partenopee ragionano troppo le azioni offensive, non segnano più. Palumbo opera due cambi, ma non c’è verso di scrollarsi dalla quota 12. Le biancorosse trovano, invece, il canestro e Buccianti, con la prima tripla della serata, le porta in vantaggio: 12–13 al 10°.
 
In avvio di secondo periodo le campane continuano a soffrire la bontà del lavoro difensivo toscano, poi muovendo meglio la palla riescono a trovare spesso Aties nell’area pitturata. E’ lei a segnare per prima per la Gma Phonica Pozzuoli (dopo circa 2’), ma soprattutto la grande protagonista della frazione: ben 12 dei 16 punti complessivi portano la sua firma e consentono alla selezione di casa di rispondere alle marcature avverse (20–19 al 15°). In seguito le viaggianti cercano di proteggere meglio quella zona di campo costringendo le flegree a girare a largo. L’esito è in parte quello sperato, soprattutto nel finale, quando Mariani (10 punti nel quarto) e compagne riescono non solo a risalire la china, ma anche ad operare il sorpasso con allungo: 26–31 al 19°, 28–31 al 20°.
 
Tutto è ancora in discussione, ma lo spirito delle biancoblù è sempre quello giusto. L’inizio di ripresa è fulminate: Benko ed Aties impattano a quota 33 al 21°. E’, però, la difesa l’arma in più delle partenopee che, nei giri di lancette successive, concedono solo 4 punti alle avversarie costrette a tirare con il 13% dal campo. Le campane dominano a rimbalzo difensivo (8 contro i 2 offensivi delle contendenti) e recuperano 6 palloni. Le ospiti provano a fare altrettanto, ma Grasso (5) e Dixon (2) sono brave a trovare i varchi e le soluzioni giuste per tenersi avanti al 25° (37–35) ed al 26° è 40 –37, quando, è Palumbo a chiedere una sospensione per dare, con più tranquillità, ulteriori direttive alle sue giocatrici. Si gioca, infatti, in una piacevole bolgia. Al rientro la Gma Phonica Pozzuoli allunga con la tripla di Naydenova (43–37) prima che Livorno passi a zona. Dixon la buca per il 45–37 del 30°.
 
Nell’ultimo periodo, le labroniche confermano la loro soluzione difensiva che le flegree continuano a perforare a sufficienza per incrementare il proprio margine (52–42 al 34°). Le biancorosse cambiano, iniziano a mettere più pressione al play biancoblù condizionando la costruzione dei giochi delle partenopee che segnano solo 2 punti, ma altrettanto fanno le labroniche contro l’attenta e forte difesa delle padrone di casa. Le distanze non mutano, ma è tantissimo il tempo trascorso. Siamo ormai al 37° (54–44) ed il rettilineo d’arrivo sembra vicino. Prova ad allontanarlo Gaither siglando la tripla del –6 al 39° (56–50), ma non è sufficiente. Subito dopo Naydenova fa 2/2 dalla lunetta. S’inizia a gioire. Primi abbracci in panchina e sugli spalti, poi, sulla sirena, (finisce 60–51) si scatena la festa. Tutti insieme, squadra, staff tecnico, tifosi, sul parquet del PalaErrico.
 
 

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