12 maggio, IL CARATTERE DEL CENTRO SERAPIDE PDF Stampa E-mail

 

Il carattere del Centro Serapide Pozzuoli. La gara 3 con Catanzaro è stata durissima, i calabresi hanno prima tenuto basse le percentuali dei flegrei, poi rintuzzato ogni tentativo di rientro di questi ultimi mantenendo un margine oscillante tra i 2 punti del 6° e gli 8 del 24°, infine hanno provato a piazzare il colpo di grazia con quel +12 al 27° (43–55) che sapeva di condanna. A quel punto i gialloblù hanno iniziato a pressare di più concedendo sino alla sirena conclusiva solo 11 lunghezze ai viaggianti. “Importante è stato giocare al PalaErrico dove il pubblico ci ha dato una mano enorme sostenendoci sempre, in particolare nei momenti in cui eravamo in ritardo nel punteggio – esordisce coach Paolo PepeLa svolta della partita c’è stata sull’ennesima decisione un po’ affrettata degli arbitri, quando s’è alzato un coro di protesta forte. Li abbiamo iniziato a pressare, a cercare il pallone ad ogni costo e c’è stato concesso qualcosina in più, mentre in precedenza su ogni nostra azione difensiva ci sanzionavano un fallo. Questo, il calore della gente sono rilevanti, ma se non segni non vinci e, dal 27° in poi abbiamo iniziato a farlo di più (32 punti all’attivo in 13 giri di lancette)”. A partecipare alla grande rimonta campana quasi tutti i cestisti impiegati in quel frangente con Marco Scorrano implacabile dalla lunetta (14/15 – 29 la sua valutazione finale cui contribuiscono anche gli 11 falli subiti, le 5 palle recuperate ed i 2 assist serviti ai compagni) e Dario Andrè autore della tripla del sorpasso definitivo (68–66 al 39°). “Si può giocar bene o male, ma bisogna tentare sempre – spiega il tecnico puteolano – In questa serie finora aveva provato poco, in quest’incontro, nel primo tempo aveva tirato dal campo con il 14% (1/7), ma ha giocato, c’era e poi, nella ripresa s’è sbloccato (altri 12 punti a cui si sommano 3 palle recuperate e 7 rimbalzi”. A far la voce grossa sotto i tabelloni è stato il rientrante Manuel Del Brocco con 15 carambole catturate con altrettante lunghezze regertate (25 di valutazione). Miglior ritorno non poteva esserci per il lungo laziale.
 

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