2 gennaio, IL 19 IL MEMORIAL DELLA MOGLIE PDF Stampa E-mail

 

 

 

AL POLIFUNZIONALE DI SOCCAVO L’EVENTO DI PONTANO E FLEGREA.

 
Nel giorno di San Mario, il 19 gennaio prossimo, il Pontano Basket Napoli ricorderà il Mario a lui più caro: il professor Della Moglie. A fine agosto se n’è andato lasciando un vuoto incolmabile nella famiglia e nella comunità cestistica partenopea. Tanti, già in questi giorni, stanno manifestando al sodalizio di via Enea, la propria volontà di partecipare, anche come semplici spettatori, al Memorial in suo onore che si svolgerà al Polifunzionale di Soccavo. Sarà un modo per ricordarlo, ripercorrere la sua vita sportiva (cestistica e non solo) con la famiglia che ha accolto con piacere l’idea cui il Pontano Basket Napoli sta lavorando assiduamente insieme alla Flegrea Basket. Saranno due selezioni (giocatori attuali ed ex) di queste due società, le ultime con cui ha collaborato il prof, ha sfidarsi sul parquet centrale dell’impianto (ore 19).
 
Nel frattempo, Sabino Rascio, promotore dell’iniziativa e grande amico del prof, intende ricordarlo attraverso due momenti. Il primo incontro. “Quando lui lavorava con il Pianura, ci incrociammo al Palabarbuto ed iniziammo a chiacchierare così, quasi per caso. Alla seconda, terza frase che ci scambiavamo, volevo chiedergli qualcosa e esordii dicendo: "Prof, volevo chiederle.." Non mi diede il tempo di finire la frase, mi interruppe e, aspirando un’altra boccata dalla sua sigaretta, mi disse con il suo inconfondibile vocione: "Sono Mario e mi devi dare il tu! Siamo uomini di sport..". Da quel momento, gli diedi sempre del tu, come se fosse naturale, come se fosse un amico che conoscevo da tempo. "Mario", però, non sono mai riuscito a chiamarlo, forse perchè in lui riconoscevo quella saggezza, quella capacità di "insegnare", quell’autorevolezza nel portare avanti le proprie idee che solo i Professori (nell’accezione autentica del termine, non quella svalutata di oggi) possono avere”.
Il secondo relativo alla partita decisiva della passata stagione. “Ci giocavamo tutto in una gara ed eravamo tutti tesi e preoccupati. Il prof che, in tanti anni di carriera ne aveva viste tante e quelle atmosfere le conosceva bene, sfoggiava un’invidiabile calma e si sforzava di mantenerci tranquilli. A due minuti dalla fine del confronto eravamo sopra di 20 punti e sugli spalti già si esultava. Finito il match esplose pure la gioia di tutti noi. Ad un certo punto ci fermammo ed iniziammo a cercare il Prof per festeggiare con Lui e ringraziarlo del Suo aiuto decisivo; ma il Prof non si vedeva. Lo trovai io, gettando lo sguardo nell’angolo più nascosto e lontano delle tribune. Lì dov’era solito nascondersi per fumarsi una sigaretta durante le partite lì in quell’angolo buio, mentre noi tutti festeggiavamo, il Prof, si copriva il volto con le mani e tutto solo piangeva di gioia...”.
 
 
 

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