23 luglio, PASSIONE E SACRIFICI, I SEGRETI DELLE MEDAGLIE DI BORRELLI PDF Stampa E-mail

 

IL CULTURISTA BACOLESE PRATICA IL BODY BUILDING DA 15 ANNI
 
Il mese scorso è salito alla ribalta flegrea per il 2° posto nei campionati italiani assoluti IFBB di Bari, ma Giuseppe Borrelli ha una lunga ed avvincente carriera alle spalle. “Fino al 1998 ho praticato il basket a Monte di Procida dividendomi, nell’ultima stagione, tra la juniores e qualche apparizione in prima squadra in serie C1 – rivela il 34enne bacolese doc – Poi a causa di un’infiammazione al tendine d’Achille mi risultava difficile quell’attività e, così, quasi per gioco, mi iscrissi in palestra avvicinandomi al body building. In seguito arrivarono le prime soddisfazioni che mi spinsero a dedicarmi con più attenzione a questa disciplina”. Nel 2004 conobbe il preparatore Cristiano Piscopo con cui avviò un discorso anche atletico, molto duro, per poter competere significativamente con gli altri. “Una gara la si prepara in un anno – chiarisce – Nei primi 9 mesi circa si colmano le carenze in alcuni gruppi muscolari. Nell’ultima fase quando devi entrare nella categoria di peso ed avere basse percentuali di grasso l’alimentazione diventa importante, incide quasi per il 70% sulla forma fisica. In queste 12 settimane la dieta è molto restrittiva. Ci vuole grande forza di volontà per resistere. Per questo ripeto a tutti, in particolare ai giovani, che il body building come altri sport tipo le arti marziali devono essere considerati una disciplina. Per raggiungere dei risultati oltre al corpo è rilevante la forza interiore. Il primo avversario da superare è spesso la tua prestazione dell’anno precedente”. Di sfide con se stesso né ha vinte tante sin dal principio. Nel 2004 al debutto agonistico centrò l’argento al regionale IFBB. Poi ha testato le altre sigle federali (WBF, INBB) presenti in Italia (A Rossano Calabro 1° di categoria ed assoluto nel torneo regionale WABA nel 2011), ma è quella principale che gli ha regalato più gioie. Nel dicembre 2009, a Roma, nell’Hudus Maximus, si classificò 3°. Sempre nella capitale, nel 2011, è giunto 1° di categoria nella competizione che gli è valsa la qualificazione per la gara pugliese. “Sono molto legato a due risultati – dice – Quello laziale di due anni fa e l’ultimissimo che giudico egregio. All’Hotel Sheraton eravamo in nove, i migliori dello stivale. Il livello era altissimo, centrare quella medaglia è stato impegnativo. Ora mi sto rilassando, da settembre valuterò i prossimi impegni. Nel 2012 ci sono le selezioni per gli europei e per i mondiali della IFBB. Per ora è un’ipotesi che sto vagliando”. Nel frattempo si dedica ai suoi allievi presso la palestra Il Centro del Fusaro. “L’associazione che presiedo è nata nel 2008 come solo con il fitness – racconta – Le altre attività si sono aggiunte successivamente, ma devo ammettere che la danza moderna e classica ed il taekwondo (diretto dal maestro Di Meo) hanno un bel seguito e sono gli unici settori su cui lavoriamo anche a livello agonistico. In futuro mi auguro che qualche ragazzo imiti le mie gesta, ma sono consapevole che i sacrifici da fare sono parecchi e non sempre s’è disposti a farli. Oggi la maggioranza mira a stare bene, meno all’agonismo, ma cercheremo di arrivarci”. Sull’impegno, lo sforzo può influire magari il parere contrario dei genitori. “Posso fare riferimento al mio caso. Quando mi hanno visto dimagrire troppo sono stati in apprensione, ma poi hanno compreso lo sport sostenendo la mia inclinazione”. Un passione che non gli lascia poco tempo libero che impiega suonando con un gruppo nei pub di Napoli e dintorni.
 

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