1° maggio, CAPASSO IN GARA NEL MONDIALE DI POWERBOAT PDF Stampa E-mail

A pagina 30 della sezione nazionale del quotidiano "Il Mattino" in edicola ieri, martedì 28 giugno 2011, c'è un ampio articolo sui Cantieri Navali Baia  Yacht della famiglia Capasso. Il 1° maggio 2010, il quindicinale Pozzuoli Magazine intervistò Roy Capasso che, oltre ad essere direttore marketing della società, è anche, sportivo: partecipa ai mondiali di powerboat. Ecco l'articolo della testata flegrea

  

L’ATLETA DI BAIA VUOLE AMPLIARE IL SUO GIA’ RICCO PALMARES.
 
Il mondiale è alle porte. Non di calcio, ma del powerboat, la disciplina in cui è protagonista Roy Capasso. Sabato 8 e domenica 9 maggio l’atleta di Baia sarà a Yalta, in Ucraina, per partecipare alla prima prova di questa competizione che si svilupperà lungo tutto il 2010 con altre 7 gare di cui 2 nello stivale (valide anche per il torneo italiano). “Il mio obiettivo è senza dubbio vincere il titolo sfuggito lo scorso anno – esordisce – C’è un po’ d’amaro in bocca per quel 2° posto, ma nel frattempo abbiamo eseguito molto interventi sull’imbarcazione per renderla più competitiva”. Miglioramenti necessari perché gli avversari sono molto forti (con gli azzurri i più numerosi) e ci può essere anche qualche sorpresa. “Nella passata edizione nella mia categoria (super sport) – spiega – ha esordito un team di inglesi che, dopo un paio di corse d’ambientamento, ha conquistato dei risultati interessanti pur non avendo un mezzo pienamente affidabile. Se avranno risolto tali problemi potrebbero essere pericolosi e, quindi, da tenere sotto osservazione così come farò per il mio principale contendente, Angelo Tedeschi che si impose per due stagioni consecutive ed ha una delle formazioni più affidabili sotto il punto di vista tecnico. E’ il rivale che temo maggiormente, ma anche quello che ammiro molto”. Grande stima, ma in acqua ognuno per la propria rotta perché la posta in palio è rilevante. Capasso cercherà di conquistarla con il Team Baia Attolini completato da Renato Guidi, Stefano Acanfora e Vittorio Foglia Manzillo. “Oltre che compagni di squadra sono dei cari amici – rivela – Con loro c’è un’atmosfera goliardica che rende il tutto più speciale e meno formale. Inoltre loro sono molto più esperti di me e mi hanno insegnato tanto”. Un apprendistato veloce e proficuo dato che, al suo terzo anno ha già un palmares di tutto rispetto: nel 2008 ha conseguito il 2° posto nel campionato italiano ed in quello europeo ed il 3° nel mondiale. Nel 2009 ha vinto il torneo tricolore (titolo che difenderà nel 2010), il risultato cui è più affezionato, ed è giunto 2° al mondiale. “La mia carriera per ora è questa – racconta – Ho sempre avuto una passione innata per tutto quello che è nautica, poi nel 2007 ho partecipato ad una competizione di regolarità, la Viareggio–Montecarlo–Viareggio che, forse, proprio per la fortuna del principiante ho vinto. Poi, dodici mesi dopo, insieme ad alcuni amici, ho iniziato il campionato powerboat nella categoria supersport”. Una classe in cui si gareggia con imbarcazioni di serie, ossia prodotte in più unità, disponibili sul mercato, con un rapporto peso potenza di 4,5 a 1. C’è anche l’evolution con barche prototipali o quasi con un rapporto peso potenza più esasperato (3,5 a 1), senza limiti di velocità massima e dove è indispensabile il cupolino. Due livelli affascinanti, sicuri, in cui, però, nonostante l’ampiezza del mare capita anche di scontrarsi. “Ebbene sì – ammette – Il primo incidente in cui sono stato coinvolto è accaduto nel 2009: la barca di Tedeschi mi ha tamponato alla prima boa. E’ questa una piccola componente di pericolo che la rende più affascinante, ma che incute timore. Nella mia famiglia, per esempio, non tutti sono d’accordo con questa mia passione, mi hanno spesso invitato a desistere, ma io vado avanti spinto dal fascino della velocità, dell’adrenalina e da tutto il mondo che gira intorno alla motonautica”. Uno sport ai più forse poco noto e, proprio per questo, Capasso indica le qualità necessarie per praticarlo. “Di sicuro la capacità di prevedere le condizioni meteo marine in cui si svolgerà la gara indispensabili per configurare al meglio l’imbarcazione, in particolare, la scelta delle eliche, ma anche la conoscenza tecnica per avere un mezzo sempre affidabile”.
 
SUCCEDE ANCHE QUESTO. In uno sport in cui tanti particolari sono molto curati può verificarsi che la barca cada dalla gru. “E’ accaduto la scorsa stagione in Tunisia a poche ore dalla gara – racconta – In una notte di intenso lavoro siamo riusciti a metterla a posto per partecipare regolarmente alla prova in cui, poi, abbiamo conquistato qualche punto fondamentale per il piazzamento finale”.   
 

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