| 20 marzo, SCHIANO DI COLA, INSEGNAMENTO E SPORT |
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NEL 2002 HA RICEVUTO LA STELLA AL MERITO DEL CONI PER L’ATTIVITA’ NEL BASKET E NELLA MOTONAUTICA.
Da sempre nel mondo dello sport, Antonio (per molti Nino) Schiano di Cola è un professore di Monte di Procida che ha legato il suo nome a due discipline (il basket e la motonautica) e che nel 2002 è stato insignito della stella d’argento al merito sportivo. “Ringrazio ancora il presidente del Coni per avermi voluto dare questa soddisfazione – commenta – la considero il giusto riconoscimento ai tanti anni di sacrifici e lavoro nello sport dilettantistico. Per me è sempre stato maestro di vita, essenziale come strumento educativo. Mi è servito molto, non mi sono mai pentito. Dovessi tornare indietro nel tempo rifarei tutto perché sono sempre stato appagato degli sforzi compiuti”. Questo tuffo nel passato lo compiamo per raccontare la sua storia iniziata con la palla a spicchi già ai tempi della scuola elementare (anni ’50) quando abitando a pochi passi dalla palestra scoperta in terra battuta di Corso Garibaldi era spesso lì a seguire le realtà cittadine. In quel periodo durante le partite spesso era incaricato di segnare, sull’apposita lavagna, il punteggio per mostrarlo al pubblico presente. “Poi ho giocato a livello locale – racconta – Dal 1978 al 1983 sono stato assessore allo sport e varai un progetto che consentiva agli allenatori di diffondere, spiegare questa disciplina sport nelle scuole elementari (il precursore dell’attuale Baskettiamo). Sempre negli anni ‘70 iniziai l’attività nel minibasket fondando il Cap (Centro Addestramento Pallacanestro) che originariamente era attivo solo con gruppi femminili, poi fu esteso anche all’altro sesso. Erano tutti alunni delle scuole elementari. Con le bambine arrivammo fino alla serie B, poi dopo il diploma alcune ridussero il tempo da dedicare a quest’attività, altre l’abbandonarono proprio, per seguire le diverse strade della vita, quindi, retrocedemmo e lentamente la squadra si perse. Con i maschi giungemmo terzi nelle finali nazionali dei Giochi della Gioventù a Bologna (1976)”. Quell’intelaiatura societaria fu poi trasferita alla Gioventù Monte di Procida (la vecchia storica compagine cittadina) che scalò le serie: partendo dalla Promozione, passò in D, in C ed infine nella B unica nel 1985 con la “bella” della finale dei play off contro il Buen Cafè Brindisi che terminò nelle aule dei tribunali. “E’ stato il punto più alto della nostra storia cestistica – ammette – Resomi conto d’aver raggiunto il massimo oltre il quale non si poteva andare decisi di lasciare. Amando il mare, mi avvicinai alla motonautica (oggi è il presidente del Comitato campano) e con le classi giovanili (dagli 8 ai 18 anni) mi sono tolto tanti sfizi. Ogni anno vinciamo almeno 3 o 4 categorie (su 5) italiane con i gommoncini e su 10 atleti della nazionale almeno 7 o 8 sono nostrani. Recentemente abbiamo vinto anche il titolo mondiale con Vincenzo Carannante (nel 2009) e con Vincenzo Fevola (3 anni fa)”. Ma non finisce qui perché la sua città ha ospitato ben 3 edizioni dei campionati italiani. La quarta sarà l’11, il 12 ed il 13 giugno prossimo ad Acquamorta (attesi 50 ragazzi da tutto lo stivale). Una chiara testimonianza che questa disciplina è radicata sul territorio che, inoltre, il 18 aprile prossimo sarà sede della seconda parte del corso per istruttori (la prima, il giorno precedente, si terrà al Circolo Canottieri Napoli). Tornando a lui, dagli anni ’80, è anche fiduciario Coni per Monte di Procida e Bacoli. E’ stato quindi naturale chiedergli una descrizione del panorama sportivo delle due realtà. “Per la prima i sodalizi vincenti sono le palestre di ginnastica Chige e California e la Motonautica – spiega – Nell’annuale premiazione organizzata dal Coni provinciale di Napoli ci ritroviamo sempre. Teniamo alto il nome della nostra città in cui è importante anche il basket ed il calcio sta crescendo. A Bacoli fino a qualche anno fa esisteva solo il calcio. Ora ci sono alcune palestre private che si danno da fare. Si potrebbe fare di più, ma al momento questa è la situazione. In prospettiva c’è un mega progetto per un palasport da realizzare a Cuma. Staremo a vedere, spesso queste idee si perdono in seguito ai cambiamenti politici”. In altri casi si rallentano come a Monte di Procida dove sono ancora in corso i lavori per il nuovo impianto di via Bellavista. “Con il completamento si potrebbe riprendere una mia vecchia iniziativa: il Trofeo del Marinaio – rivela – Lo istituii nel 1980 e per 4 volte si svolse nella palestra scoperta di Corso Garibaldi. Vi parteciparono importanti franchigie cestistiche (Barcellona, Bologna, Livorno) che attirarono spettatori anche da Napoli già priva del Mario Argento. Doveva diventare un appuntamento classico, ma non è stato possibile per i problemi avuti dalla struttura”. Oggi Antonio Schiano di Cola può consolarsi con l’organizzazione, in collaborazione con il comitato campano della Fip, ogni anno d’un concentramento giovanile con 4 tra le migliori formazioni d’Italia che si sfidano nell’attuale palestra. E’ il suo modo per dare qualcosa ancora al basket in cui è tornato attivamente per un breve periodo nel 2008, quando esonerato coach Alfredo Lamberti, il presidente della locale Virtus, Biagio Romeo, lo chiamò per condurre il team nelle ultime 4 giornate del campionato che terminò con la retrocessione in serie C regionale. “Intervenni per aiutarli in un momento già difficile – chiarisce – Ho trovato una pallacanestro diversa, in particolare sono scontento del livello dei giovani di oggi. Quando ho lasciato in Italia c’era un fiorente vivaio che non esiste quasi più ed il livello tecnico è sempre più basso. Nelle serie inferiori trovi spesso tanti cestisti in età avanzata”.
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