| 6 marzo, SALVATORE LUBRANO, UNA VITA PER LO SPORT IN TUTTE LE SUE FORME |
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DA PRESIDENTE DELLA LIBERTAS PUTEOLI ALLA FONDAZIONE DELL’AFDHA SPORT FLEGREA OPERANTE NEL MONDO DEI DIVERSAMENTE ABILI.
Nello sport e per lo sport si può operare in vari modi. Salvatore Lubrano li ha provati tanti e con soddisfazione e, dal 2002, può fregiarsi della stella d’argento al merito sportivo del Coni. “Un’onorificenza – spiega – ricevuta per la mia lunga ed intensa attività in questo settore. Un percorso iniziato da presidente d’un sodalizio di normodotati operante nel volley e nel basket, la Libertas Puteoli. In quel periodo sono cresciuti con me molti ragazzi, oggi uomini, tra cui Pasquale Bianco, Giulio Di Costanzo e Fulvio Palumbo che tuttora operano nella pallacanestro puteolana, le cui vicende seguo ancora oggi. Eravamo stati contagiati dalla stessa malattia”. In lui, insegnante d’educazione motoria in diversi istituti cittadini, tra cui l’Itis, né covava un’altra più significativa: la sensibilità verso i diversamente abili come preferisce chiamarli. “All’epoca – racconta – seppur presente, era una tematica minoritaria nella società. L’ho scoperta nel mio lavoro e mi sono addentrato sempre più in questo mondo in cui la conoscenza è importante, ti porta a farlo diventare parte integrante di te”. Un universo che non ha più abbandonato. Nel 1982 fondò l’Afdha Sport Flegrea che oggi conta circa 40 tra atleti (provenienti da Pozzuoli, Bacoli e Monte di Procida) e collaboratori. “Di assistenti dovrebbero essercene di più – rimarca – Oggi ringrazio per il supporto, per la disponibilità Gennaro Palma Esposito, Gabriele Catapano, Franco D’Isanto, ma mi auguro che a loro se ne aggiungano altri”. Nel frattempo lui va avanti con i propri mezzi, incurante della poca vicinanza delle istituzioni politiche locali e della Chiesa che, invece, con il vescovo Sorrentino era sempre presente alle sue iniziative. La sua forza deriva dal sostegno morale, pratico ed economico d’alcuni amici e dai risultati fin qui ottenuti (3 titoli italiani di squadra nel nuoto negli anni Ottanta). Un traguardo oggi lontano dalle possibilità data l’indisponibilità della piscina di Lucrino che ha costretto i suoi tesserati a trasferirsi nella struttura di Monteruscello su gentile ospitalità dello Sporting Club Flegreo, gestore dell’impianto. Nel frattempo Salvatore Lubrano ha rivolto lo sguardo verso nuove discipline. In primis l’atletica leggera collaborando con il Comitato Italiano Paraolimpico all’organizzazione dei Campionati nazionali assoluti svoltisi il 19/20/21 giugno scorso allo stadio Collana del Vomero. “Sono andati benissimo nonostante il tentativo di rovinarli del meteo – narra – Ci fu una nottata con pioggia e vento forte che ci costrinse ad un lavoro straordinario per ripristinare tutto. Ci riuscimmo in 3 o 4 ore. Gli iscritti furono 250 ed intervenne anche l’assessore allo sport del Comune di Napoli, dr Alfredo Ponticelli. La sua vicinanza è stata importante”. Un mese prima, invece, presso la palestra dell’ITCG Pareto di Arco Felice aveva organizzato i campionati tricolori di scherma in carrozzina. “Anche in questo caso il bilancio è stato ottimale – ammette – Vi hanno partecipato un numero considerevole di sportivi provenienti da tutto lo stivale. Peccato soltanto che i napoletani non erano molti, ma oggi paghiamo l’assenza di persone che vogliono fare sport in qualunque forma nonostante sia importante. Impone, però, tanti sacrifici a tutti i livelli”. Lunghe sedute d’allenamento, le trasferte, i tornei. Con la promozione si può cercare di migliorare questo dato anche per i diversamente abili facendo conoscerne “l’aspetto umano, sociale, istruttivo”. Ognuno deve pubblicizzarlo nel proprio ambito professionale e territoriale in modo da moltiplicare gli adepti. E’ questa una delle sfide attuali di Salvatore Lubrano che ha anche un altro obiettivo. “Far svolgere qui un’assemblea nazionale del Cip – rivela – Quando fu approvato lo statuto si riunì ad Agnano, poi spesso a Tivoli presso l’Hotel a 5 stelle Duca D’Este. Servono strutture ricettive adeguate ad ospitare quasi 500 persone. Dipende anche dai costi. Vediamo. Mi auguro che ci sia questa possibilità”. Non resta che aspettare. Intanto ricordiamo che lui è stato membro della FISD (Federazione Italiana Sport Disabili) divenuta poi FISA (Federazione Italiana Sport Handicappati) ed infine, nel 2003, Cip. Oggi è membro della Fondazione che, con un mutuo, sta cercando di ristrutturare l’impianto sportivo capitolino “Tre Fontane” ricevuto dal comune di Roma. Ruoli diversi per operare per lo sport sempre dal suo interno, ma in ambito locale lo ha fatto anche dall’esterno. Nel 1974 è stato nominato assessore all’urbanistica ed agli impianti sportivi di Pozzuoli, nel 1984 ha ricevuto le deleghe per lo sport, gli impianti sportivi ed il Tempo Libero. A lui si deve l’edificazione della piscina di Lucrino. Infine dal 30 settembre 1991 al 7 febbraio 1992 è stato sindaco dell’antica Dicearchia. “Un mandato breve perché decisi di dimettermi – chiarisce – Sono un vecchio democristiano della corrente minoritaria dei morotei (passato poi ai Popolari, nella Margherita, ma non nel Partito Democratico). Quell’anno, contando su 22 consiglieri su 40, formammo una giunta monocolore. Appena eletto cominciarono le battaglie, le riunioni tra i vari Pomicino, Scotti, Gava, Alfredo. Dissero che dovevo andarmene e lo feci immediatamente com’è nel mio spirito. In precedenza il mio avvicinamento alla politica avvenne sempre pensando allo sport”. La sua grande passione che in attesa della stella d’oro gli ha dato già tanto. “La soddisfazione migliore è quando riscontri la gratitudine della gente nei tuoi confronti anche solo nel salutarli – dice – In quei momenti s’evidenzia la bontà del tuo operato che, nel mio caso, non è stato facile. Ho pensato spesso di mollare, ma in quelle circostanze mi sono fermato un attimo a pensare, riflettere e tante volte ho recesso dalle mie intenzioni perché non potevo lasciare un incarico senza aver fatto nulla, senza aver trovato un’alternativa”.
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