| 23 gennaio, ROBY MAGGIO, L'ORO DI POZZUOLI A BRESCIA |
|
|
|
|
L’ESPERIENZA SPORTIVA E DI VITA DEL VENTENNE PLAY FLEGREO.
Nello sport confermarsi è sempre più difficile di imporsi. Hai maggiori attenzioni, pressioni, responsabilità, ma finora in questo secondo campionato senior Roberto Maggio sta ribadendo le sue capacità tecniche. Con il Brescia Leonessa sta viaggiando su un buon minutaggio (13’ di media a partita pur partendo spesso dalla panchina). “Finora tutto bene – giudica – Sono contento così. Coach Adriano Furlani mi sta dando molta fiducia (sempre convocato ed impiegato) e penso di ricambiarla con buone prestazioni, ma so che posso dare ancora di più”. Ha potenzialità che deve ancora pienamente mostrare ad una realtà che lo ha accolto benissimo. A dispetto delle note rivalità ed antipatie calcistiche tra napoletani e bresciani il play puteolano è uno di famiglia. “I tifosi sono il massimo – sottolinea – Sono molto felice per l’affetto che mi stanno dimostrando. Oltre ai cori che mi dedicano voglio rimarcare lo striscione “Roby Maggio, l’oro di Napoli” che mi ha fatto veramente piacere. Per contraccambiare del loro amore, dopo le gare, quando posso vado a salutarli e firmo con gioia gli autografi ai ragazzini”. Piccoli, grandi gesti che per qualche attimo gli consentono di dimenticare d’essere molto lontano dalla sua terra. “La nuova città è super, mi trovo davvero bene. Ho legato con tutti i compagni di squadra, in particolare con Nicholas Crow, mio coinquilino, con il quale passo la maggior parte del tempo. Certamente Pozzuoli mi manca, soprattutto i miei familiari, gli amici. Quando c’è qualche pausa del torneo torno subito lì”. L’ultima volta è stata, proprio, nello scorso fine settimana sfruttando il turno di stop del torneo, poi di nuovo in Lombardia per riprendere quest’esperienza agonistica iniziata l’estate scorsa dopo l’ottimo rendimento con il Centro Serapide nella serie B dilettanti 2008/09 (in 22 presenze complessive una media di 9,22 punti ad uscita con 2 ventelli). “Bhe, speravo in una proposta dalla categoria superiore – ammette – Questa specifica offerta è arrivata dal nulla con una telefonata di Ario Costa che conoscevo dalla comune militanza nel Basket Napoli. Il primo impatto è stato super. Pur essendo appena nata la società è organizzatissima con persone davvero simpatiche e molto socievoli”. Com’è anche lui fuori del parquet: brillante, gioviale, ma altrettanto serio, attento sul campo quando bisogna lavorare, sudare, impegnarsi per preparare i match e per superare anche le eventuali difficoltà. “La prima è stata trovarmi, inizialmente, in una formazione completamente nuova – dice – L’altra, ma forse è più giusto considerarla l’unica finora incontrata è stata quella d’affrontare giocatori nuovi, molto più fisici e tecnici dei precedenti, ma me la sto cavando bene”. Lo confermano anche i numeri di questo scorcio di stagione in cui sicuramente spiccano quelli relativi all’incontro interno con Fidenza (83–65). “Questo non può che essere il mio confronto più bello – rivela – Vi ho realizzato 20 punti con un bel 4/5 da 3. Ero come si dice “in the zone”, segnavo ovunque (anche 3/3 da 2 e 2/3 dalla lunetta in soli 23’ partendo dalla panchina). E’ stato bellissimo”. Una partita indimenticabile come quella contro Riva del Garda in cui ha realizzato i liberi del decisivo 61–60 a 3” dalla sirena oppure la gara contro la gloriosa Fortitudo Bologna al PalaDozza di Piazzale Azzarita. “Una presenza che mi ha galvanizzato ulteriormente – aggiunge – Per la prima volta sono stato inserito nello starting five ed in quel contesto non è una cosa qualunque. Me la ricorderò a lungo così come le due triple consecutive in faccia a Lamma del primo periodo. Peccato, però, che siano arrivati anche due falli che mi hanno messo un po’ da parte nel prosieguo del match”. Quei 26’ sono finora l’high del giovane cestista flegreo (compirà 20 anni martedì prossimo) che non s’è montato la testa e sta accettando con serenità anche gli incontri meno fortunati, ma ugualmente importanti per la sua crescita sportiva ed umana. Perché è giusto ricordarlo che questo campionato lontano da casa è formativo anche sul piano personale. “Io e Crow abbiamo il vitto garantito in un ristorante vicino il palasport – racconta – Sono poche le volte che mangiamo a casa dove ci siamo divisi i compiti: lui cucina, io sparecchio e lavo i piatti! Mi occupo anche della lavatrice che prima non sapevo neanche accendere. Ora, invece, sono diventato un vero e proprio uomo di casa”.
LA SCHEDA. Playmaker funambolico, di grande rapidità, classe 1990. Dopo aver mosso i primi passi cestistici nel settore giovanile del Puteoli del professor Biagio Lubrano e poi nel Basket Napoli dell’avvocato Mario Maione, nel biennio 2006/08 ha militato nel Centro Ester Barra (serie C regionale). Poi il grande salto nel campionato nazionale di B dilettanti con Pozzuoli. “Una bell’esperienza – spiega – Mi sono trovato bene, con i miei ex compagni mi sento spesso e, grazie ad internet, seguo le vicende sportive del team gialloblù cui auguro un grosso in bocca al lupo per il prosieguo della stagione”. Infine il passaggio a Brescia con cui ha esordito il 27 settembre scorso contro Trento (4 punti, 2 rimbalzi ed 1 palla recuperata in 13’). “Ero emozionatissimo – ricorda – La tensione, però, non era al massimo perché nella preseason, causa l’infortunio di Mauro Quadroni, il play titolare, avevo avuto tantissimo spazio”.
|


