10 febbraio, FERRARA, COLOMBA, PERILLO, MANDATO E TASCONE ANALIZZANO SIENA - NAPOLI DI COPPA PDF Stampa E-mail

 

Altra figuraccia del Napoli a Siena: azzurri in balia delle riserve bianconere. Solo un’autorete di Pesoli tiene in corsa i partenopei. “Poteva essere una catastrofe, invece, è una brutta figura rimediabile – commenta il giornalista LIBERATO FERRARA (cronache di Napoli) a 91° MINUTO in onda su Radio Club 91 – Restano le perplessità su cosa sta accadendo alla squadra nell’ultimo periodo. Non è un problema tattico o fisico, ma secondo me c’è dell’altro e la società e l’allenatore devono ragionarci sopra. Penso sia un problema psicologico, i giocatori non credono più nelle scelte del tecnico. Mazzarri cambia il modulo di gioco solo quando le partite sono compromesse. Perché non lo varia prima, magari nell’intervallo. Certi errori incomprensibili per uomini che hanno reso alla grande in Champions. I giocatori sono sfiduciati ed arrivano sempre un secondo dopo sul pallone e, nel calcio moderno, giocando così è finita”. “E’ stata una brutta serata per quanto riguarda il risultato che ci penalizza – commenta SABATINO SIRICA (pasticciere del Napoli) – Pur non giocando al massimo avremmo meritato qualcosa di più: pali, traverse, salvataggio sulla linea. E’ mancato l’agonismo solito, ma ci rifaremo in casa ed anche contro il Chelsea. E’ questione di concentrazione, non di forma. Sono sempre ottimista”. La chiacchierata è stata l’occasione per ricordare la manifestazione Chocc’amore in programma, domenica, a Marcianise, organizzata con panificatori, con raccolta di fondi per le popolazioni del Corno d’Africa.
Il Napoli non riesce a ritrovarsi. Si sperava di vivere una bella serata a Siena in Coppa Italia. “L’autorete è stata fondamentale perché riapre i giochi – commenta il giornalista ANTONELLO PERILLO (Tgr Campania) a 91° MINUTO in onda su Radio Club 91– E’ difficile dare una lettura precisa sul momento del Napoli. Ritengo molto importante l’aspetto fisico. Mazzarri usa sempre gli stessi 14 giocatori ed alcuni li giudico scoppiati, non sono più brillanti, sciolti. Campanaro è stato superato facilmente da Reginaldo. spero che l’allenatore li cambi insrendo magari Grava, Fernandez (nel giro dell’Argentina), Donadel che a Firenze ancora rimpiangono. C’è anche il fattore psicologico: c’è la grande attesa per la sfida con il Chelsea e gli azzurri sono troppo concentrati su quella e non riescono a rendere al meglio nelle altre partite. Non vedo l’ora che arrivi il match con i londinesi che penso possa sbloccare i partenopei”. “La prestazione va analizzato nel caso singolo e nell’ottica dell’intero periodo – sottolinea il procuratore TOMMASO MANDATOPreoccupa la sconfitta, ma la prova contro una squadra inferiore, ma che aveva una maggiore freschezza atletica. Preoccupa l’atteggiamento iniziale per poi cambiarlo nel finale quando la condizioni altrui cala e possono spiccare le maggiori capacità tecniche degli azzurri”.
“Sono un tifoso assolutamente deluso – ammette il dottor FRANCO DI STASIO – Sono grato alla squadra per quanto ha fatto negli ultimi 2 anni e, per questo, dobbiamo essergli molti vicini. contemporaneamente bisogna segnare di più. Fortunatamente ieri ci ha pensato Pesoli ad aiutarci. In alcune occasioni il Napoli vuole imitare troppo il Barcellona, sembra voler entrare in porta con il pallone. Leggevo una statistica: circa l’80% dei gol è realizzato su palla inattivo, ma i campani non li realizzano.
Rino Dazzo sottolinea come Mazzarri effettui sempre le stesse sostituzioni dimostrando poca fiducia in alcuni uomini della rosa. “Ribadisco che quei 3 potrebbero giocare – aggiunge PERILLO – Sono sostituzioni naturali. Voglio sottolineare le belle parole di Vargas che rinuncia temporaneamente alla nazionale per concentrarsi sul Napoli e, quindi, tra un paio di settimane potrebbe essere schierato titolare. Ho notato, inoltre, che spesso intorno al 60° Mazzarri passa al 4–3–3, ma potrebbe tentarlo anche dall’inizio”.
 
Lucia Maglitto sposta l’attenzione sul Chelsea. “E’ è un club dal nome roboante – risponde PERILLO – Tutti i campani sognavano di sfidarli. Solo Pandev è abituato a calcare palcoscenici così prestigiosi. Gli altri sono nazionali, hanno una buona esperienza internazionale, ma non così importante. Lo scorso anno a Liverpool finì male, ma fu determinante l’ingresso di Gerrard”. 
 
 
Il direttore Roberto Essa la getta lì: per cambiare modulo serve attendere Lippi. “Mi auguro di no perché non mi piace questo ritorno – replica MANDATO – Significa fare un passo indietro in un progetto ben determinato e finora, quasi sempre rispettato. Mi auguro che possa proseguire l’era Mazzarri se lui ha ancora i necessari stimoli. forse non li ha più così come il pieno controllo della squadra”. “Mazzarri vive di calcio e, quindi, sono certo che ha gli stimoli giusti – aggiunge DI STASIO – Spesso parlo con i calciatori e deduco che loro credono nell’allenatore. Nel calcio il risultato cancella tutto, è la panacea di tutti i mali. Vincendo si risolve tutti, anche possibili malumori tra tecnico e dirigenza. Bisogna aggrapparsi ad un obiettivo comune, la Coppa Italia e provare a battere il Chelsea”.
 
Già nel 2010 con il Bologna capì come bloccare il Napoli di Mazzarri. “Al di là del trucchetto, se lasci giocare i forti esterni azzurri diventa tutto facile per loro – spiega l’allenatore FRANCO COLOMBAE’ un periodo in cui non gira benissimo ai campani. Non penso che i giocatori non credano più nel tecnico. E’ un momento in cui manca la giusta fortuna, la condizione non è ottimale e formazioni assatanate di punti creano problemi. Alla lunga i valori verranno fuori e nella partita di ritorno il Napoli ce la farà a raggiungere la finale della Coppa Italia che è importante”.
Incalzato dal pressing di Ferrara, l’ex trainer di Bologna, Parma, Salernitana aggiunge: “Ricordo tanti gare che hanno vinto nel finale. Nella ripresa ieri la reazione c’è stata, ma è mancato il guizzo per il pareggio. Tutte le grandi faticano contro le piccole se non sbloccano subito il risultato. una volta passati in vantaggi trovano più spazi. Il Napoli non può giocare a ritmo ridotto al contrario di Milan e Inter che con i colpi di un singolo possono sbloccare i match. In una stagione non si può essere sempre al top fisico. Mazzarri crede molto nell’atteggiamento tattico che, negli anni, gli ha dato tante soddisfazioni e lo porta avanti e fa fatica a modificarlo anche se, per spezzoni, di incontri ha cambiato e sono stato testimone di alcune di queste circostanze”.
Lucia Maglitto chiede a Colomba cosa avrebbe fatto, ieri, se fosse stato sulla panchina del Napoli. “Bisogna trovarsi lì, sapere l’andamento settimanale dei giocatori ed il lavoro tattico svolto. Contro il Parma rischiò con 2 punte centrali e 2 esterni offensivi. Sono scelte del momento, è difficile parlarne dopo”. 
 
La brutta prestazione di Siena è il tema dominante dell’odierna puntata di 91° MINUTO (Radio Club 91). “Un Napoli che non attraversa un buon periodo – commenta il talent CARMINE TASCONENon occorrono scienziati per rendersi conto che gli azzurri sono sulle gambe. Sannino ha avuto tanto coraggio a non schierare l’intera difesa titolare, il portiere, Vergassola e le due punte titolari. Malgrado tutto ciò, i partenopei in formazione tipo (La vezzi e Inler out per scelta tecnica), nel primo tempo passeggiavano per il campo, i bianconeri arrivavano sempre primi sulla palla. Hanno avuto un pessimo approccio alla gara. Di questi tempi appena sono attaccati i difensori azzurri subiscono colpi da scuola calcio. Ieri sera i campani mi hanno letteralmente delusi. La reazione è stata tardiva e, quando i toscani, erano sulle gambe il Napoli non è riuscito a vincere”.
Alla delusione della prima squadra si somma anche la pesante sconfitta (1–5) della Primavera contro il Varese nel Torneo di Viareggio. “I lombardi hanno un buon gruppo, investono tanto sul settore giovanile – annuncia TASCONE – Il Napoli investe ancora troppo poco (circa 400mila euro a stagione) e poi le selezioni devono allenarsi tutte nello stesso impianto. Ho saputo che c’è un ragazzo che ha rinunciato alla panchina. Ora questo ragazzo deve essere punito perché non può permettersi un comportamento simile a quell’età. Un atteggiamento che non è permesso ai big, figurati ai ragazzini”.
In questi giorni si parla del ritorno all’ombra del Vesuvio di Lippi. “Sono chiacchiere da bar di Marcello – dice TASCONE – Dopo i danni che ha fatto al mondiale sudafricano, penso che con un club faccia fatica. Potrebbe allenare qualche nazionale. Lo stesso discorso vale anche per Capello. In questo periodo bisogna spegnere queste chiacchiere e lasciare lavorare Mazzarri che è già sotto pressione”.
Infine TASCONE dà un personale consiglio a Mazzarri e la squadra. “Parlare meno, poco e fare più fatti. Ora bisogna concentrarci sul match di ritorno della semifinale di Coppa Italia. Raggiungere la finale è l’aspetto fondamentale di questa stagione dato che il campionato siamo lontanissimi dalle posizioni nobili della classifica. Ormai è un discorso chiuso dato che davanti ci sono troppe avversarie. Non è rilevante neanche la Champions dove possiamo battere il Chelsea, ma non vincere il trofeo”.
 
 

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