| 20 giugno, ABBASSO LO SPORT MALATO, INCENTIVARE QUELLO SANO |
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Viva lo sport pulito, abbasso sporco infetto da tanti mali (doping, scommesse, partite truccate, arbitri corrotti).
Non c’è anno che un giornalista o un appassionato non debba imbattersi un’inchiesta su irregolarità di vario genere. Procedimenti che fanno male alla disciplina singola, ma indirettamente anche alle altre. Gettano fango sulla collettività che, per ripulirsi, ha bisogno di molto più tempo. In quest’opera bisogna ripartire dai pochi, ma significativi esempi che ci sono e provengono o dagli enti di promozione sportiva (Csi, Uisp, Csen,ecc…) oppure da quelle associazioni che, seppur iscritte alle federazioni ufficiali, svolgono anche la funzione d’educatori. Un esempio eclatante, interessante, in questo senso è Giuseppe Attianese che, a 30 anni, ha deciso di dare una svolta alla sua vita compiendo un piccolo passo indietro. Dopo aver calcato per anni i parquet di serie B e C dilettanti (categorie nazionali, con tanti allenamenti settimanali e trasferte lunghe) ha deciso di continuare a giocare, ma in serie C regionale dove gli impegni sono di meno. Il tempo “risparmiato” lo ha impiegato tutto per far crescere la sua creatura, l’asd Sant’Egidio Corbara basket (in provincia di Salerno): oltre ad insegnare il pik roll, a tirare da 2/3, i liberi, come difendere, gli schemi offensivi, insegna a vivere, a stare insieme in un gruppo. Si impegna tantissime ore al giorno e, poi, la sera, mentre cena, al telegiornale apprende di tutte queste brutte indagini e prova un senso di ribrezzo ed inizia a riflettere. “Gli scandali del calcio non penso siano frutto del caso – dice – Io credo poco alla fortuna, il destino ce lo costruiamo da soli. Sono certo che tutti i protagonisti di questi processi hanno avuto cattivi maestri ed insegnamenti negativi nel momento fondamentale della maturazione. Gli istruttori di qualsiasi disciplina devono riprendere, con vigore, a diffondere i valori veri dello sport, non dandoli mai per scontato perché non lo sono ed i fatti negativi lo confermano. Ho compreso sulla mia pelle che educare non è facile, ma bisogna sforzarsi e studiare per riuscirci. Questi scandali sono conseguenza anche della progressiva, ma costante, perdita della cultura e dell’intelligenza sportiva. E’ uno considerazione a cuore aperto che rivolgo a tutti”. Per lui non c’è distinzione di disciplina tanto più che, in passato, nel tempo libero s’è dilettato anche con il calcio, il tennis. Anche se per pochi attimi ha vissuto questi universi, alcuni dei quali, al momento sembrano sani, e lui vuole che continuino ad esserlo. Lo ribadirà sempre con forza, non stancandosi mai, così come ai suoi colleghi specifici lancia un altro appello. “Per la crescita del nostro movimento serve collaborazione tra le società giovanili ed i centri di minibasket. Non bisogna guardare solo al proprio orticello, i propri interessi personali ed economici, ma concentrarsi su cosa serve ai bambini e teen agers. Penso che sarebbe utile tentare partnership anche con sodalizi d’altri sport così da instaurare nei bambini una cultura sportiva a 360°”.
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